venerdì, novembre 30, 2007

Senso dell'umorismo: zero

Leggendo questo articolo (non firmato) sul Corriere.it viene da chiedersi se il suo autore abbia lontanamente subodorato la realtà delle cose.

lunedì, novembre 26, 2007

«Berlusconi è sulla strada giusta»

«I politici sono lenti, giocano sul tempo, ingannano i loro stessi elettori. Berlusconi, no: Berlusconi è sulla strada giusta. Silvio Berlusconi fa promesse che poi mantiene. Ma il popolo non capisce».
E' un fiume in piena, Mariano Apicella: un'ora e cinquanta al centro della scena, tra musica e politica, in prime time su RAI UNO. Emilio Fede fa da intervistatore-spalla, fa finta di volerlo interrompere, ma gli da la stura per il prossimo assolo. Sublime.
Un evento largamente annunciato ed atteso, spinto - sospettiamo - dalla prossima uscita del CD del cantautore, ma in fondo una serata di buona musica e buoni consigli vale bene un po' di canone dei contribuenti.
Incazzati? Contrariati? Bene, invertite i ruoli: è successo veramente.

giovedì, novembre 22, 2007

Sono già all'opposizione

Non sono trascorse neanche quarantotto ore da Piazza S. Babila, i gazebo sono ancora caldi, il popolo del centrodestra - e non solo quello - sta ancora cercando di capire cosa sia successo. Ma loro, no. Loro hanno già capito tutto. Nelle loro menti si è formata, evidentemente, l'immagine del disastro; si è materializzato - di nuovo - il peggiore degli incubi. La parola d'ordine è: Guerra Preventiva.
La prima bordata parte pochissime ore dopo il fatale annuncio: è un timido tentativo, forse fallito in partenza, ma serve a saggiare il terreno, tentano lo stesso. Il colpo fa clamorosamente cilecca. Ma nello Stato Maggiore non si perdono d'animo e scatta l'operazione "Rovista nel Cassetto".
Decine di oscuri funzionari vengono risvegliati ed impiegati in una massiccia operazione di spulciamento, con un ordine preciso: scovare, negli archivi di Repubblica, qualsiasi inchiesta, rumor, voce di corridoio, bufala, ipotesi o complotto che sia stata tenuta in caldo nell'ultimo anno e mezzo.
Il compito è difficile, da aprile 2006 in avanti le priorità sono state altre, si è persa un po' la memoria di certi termini, certe paure, certe emergenze... ma all'improvviso la luce: eccola! Si si, si parla di televisioni, di controllo dell'informazione, di accordi segreti, di Bruno Vespa, di pericolo per la democrazia, perfino di Conflitto di Interessi, oh! gioia: le parole chiave ci sono tutte, anche il periodo è più che buono! 2004-2005, perfetto! OK, approvato, usiamo questa.

I giornalisti RAI sono incazzati. C'è indignazione contro quella che viene definita "cabina di regia", un organismo che avrebbe pilotato le notizie piegandole a una precisa strategia politica. Ne esce un documento, che chiede una legge sulla Rai che lasci i partiti fuori dall'azienda. La Rai si costituisce parte lesa, siamo ormai al capolinea: la Rai non può più essere di proprietà di un ministero, quello del Tesoro, un obbrobrio contenuto nella Gasparri.
Rai e Mediaset avevano un filo diretto e concordavano una strategia. Andavano in onda edizioni fotocopia dei tg Rai e Mediaset, nella cosiddetta "cabina di regia" c'erano esponenti politici, vicini a Berlusconi, capaci di dettare la loro legge.
Una vicenda di assoluta gravità, un'emergenza pubblica, è in discussione il diritto a essere informati. Un costume che offende le migliaia di giornalisti Rai e Mediaset che fanno onestamente il proprio mestiere. Bisogna che il Parlamento ponga mano subito alla legge sul conflitto di interessi.
Hanno paura, sono nel panico. C'è da coprire lo scandalo dell'okkupazione della RAI, la gente deve dimenticare che Padoa Schioppa si sarebbe già dovuto dimettere per la vicenda Petroni, ma soprattutto c'è da distrarre e mentire, c'è da bombardare piazza S. Babila. Sono comunisti, si muovono nel loro ambiente. Sono già all'opposizione.

martedì, novembre 20, 2007

domenica, novembre 18, 2007

Nasce il partito popolare

Forte del successo senza precedenti dei "gazebo contro Prodi" (più di sette milioni le adesioni pervenute, stando ai numeri forniti da Forza Italia - più probabilmente saremo attorno ai cinque), Berlusconi ha detto quello che in moltissimi speravano di sentirgli dire: e cioè che il baraccone Forza Italia verrà finalmente sciolto all'interno di un vero partito popolare (le minuscole, per ora, sono d'obbligo), voluto dalla gente e - si spera - libero da quell'impronta da vendita porta a porta che ha sempre caratterizzato FI.
Non c'è che dire, un colpaccio per Er Bandana: in una mossa sola ha sputato in faccia al moribondo Prodi ed ha dato una bella lezione agli alleati di coalizione, che già gli danzavano attorno come morto.
Vediamo come la cosa si svilupperà nel corso della settimana entrante, per domani (lunedì 19/11) è prevista l'ufficializzazione della nascita del nuovo soggetto politico, ed i gazebo rimarranno al loro posto ancora a lungo, trasformati ora in luoghi di propaganda ed adesione al partito nascente.

giovedì, novembre 15, 2007

DNA buono, DNA cattivo

E' sempre triste constatare come persino il mondo scientifico, che dovrebbe basarsi sulle evidenze, sia sempre incline a piegarsi alle ideologie.
Evidentemente ci sono cose che, pur essendo non solo vere ma conclamate ed assolutamente normali, non possono essere dette, neanche utilizzando altisonanti termini latini. In omaggio al politically correct, ovviamente.
L'ultimo proclama oscurantista, strillato dal premio Nobel di turno, è «Lo studio del DNA aumenta il razzismo», come se le razze non esistessero ed esistesse solo la discriminazione delle medesime. Come se le pulsioni politico-ideologiche debbano avere prevalenza sulle evidenze scientifiche e sulle conquiste dell'umanità.
Salvo, però, fare assoluta marcia indietro se l'"ideologia" in questione è quella religiosa, e cristiano cattolica in particolare. Ma guarda un po'.

mercoledì, novembre 14, 2007

L'okkupazione

Dopo la cultura, la pace, la moralità, la s(k)uola, la sociologia, l'ambiente, il governo, il cinema, l'arte, la grande distribuzione, la storia, la giustizia, la globalizzazione, la carta stampata, la satira, l'antipolitica è ora il turno della politica ad essere appannaggio esclusivo della sinistra. Cosa rimane?