mercoledì, dicembre 13, 2006

Canti di Natale a scuola? No, sono offensivi.

Ecco, la melma nauseabonda del politicamente corretto ha ricoperto anche un asilo di Bolzano nel momento in cui si è deciso di non fare la tradizionale recita di Natale per "non offendere gli extracomunitari non cristiani".
Curioso il concetto secondo il quale non vanno "offesi" gli extracomunitari, ma si possono tranquillamente "offendere" i propri concittadini. Perché delle due l'una: o la regola vale per tutti, o ci sono due categorie di "non-cristiani", la seconda della quale è privilegiata, in quanto comunque credente. E tutti quei poveri italiani non credenti (o sedicenti tali) che si devono sorbire "Tu scendi dalle stelle", telecamera alla mano, e che devono pure applaudire? Cos'è, non sono degni di "protezione"? Dovranno forse ringraziare l'immigrato credente (in altra direzione) per l'essere stati salvati da cotanta tortura psicoreligiosa?
Ma c'è di peggio. Se sommiamo al cancro della sottomissione al diverso anche la metastasi dei metodi "educativi" in auge nelle nostre scuole, ecco che il quadro è completo. Oggi un mio collega ha raccontato di come nell'asilo della sua bambina analoga decisione è stata presa non per "non offendere" i musulmani, ma per (parole sue, anzi, loro) "non introdurre un elemento di competizione e non stressare i bambini con l'ansia da performance".
Ecco, il suicidio sociale del quale ho già parlato in passato è tutto qua, mostrato in tutto il suo splendore.

lunedì, dicembre 11, 2006

Prodi e il dissenso: piccola lezione dal Professore

E' interessante notare come Romano Prodi, nel solco del più bieco vittimismo in salsa sinistroide, consideri un «preoccupante degrado», roba da «paese incivile», la contestazione a suo carico avvenuta al Motor Show di Bologna.
Tralasciamo la solita solfa sulla claque (questa volta contro di lui, altre volte a favore di Berlusconi), che parrebbe essere - secondo lui - l'unico sistema conosciuto nel centrodestra per esprimere dissenso; quel che preoccupa (sul serio, stavolta) è un uomo che non accetta, che si stupisce (o che lascia intendere in questo senso) che quasi si schifa per il fatto che un gruppo di persone abbia osato fischiarlo.
E che si pavoneggia come uno che «ha capito tutto alla prima occhiata», uno che non lo freghi insomma, men che meno quei quattro pecoroni della CdL: se lo contesti, sei palesemente pagato da Arcore per perpretare un attacco alla democrazia; se scendi in piazza, hai il Cayenne Turbo, il Rolex e sotto sotto anche la camicia nera; se protesti, e soprattutto se lo fai faccia a faccia con lui medesimo, lo fai per difendere i tuoi interessi capitalistici e corporativi concretizzati in privilegi ai danni del popolo. E lui c'è arrivato prima di tutti.
Ma siamo sicuri che quelli del Pse hanno capito con chi vorrebbero aver a che fare?

martedì, dicembre 05, 2006

Azione e reazione

Mario Scaramella si dice pronto a fare i nomi dei politici coinvolti nei loschi affari col Kgb? Paolo Guzzanti si appresta a spiattellare alla stampa come stanno veramente le cose? Scatta provvidenziale l'avviso di garanzia per traffico di immondizia.
«La calunnia è un venticello...», si cantava nel Barbiere di Siviglia.

mercoledì, novembre 29, 2006

Stop al "voto elettronico": Amato ci illumina


Leggete i vaneggiamenti di quest'uomo:

Abbiamo deciso di fermare la macchina del voto elettronico in occasioni delle elezioni.
Nell'elezione del 2006 il sistema elettronico riguardò unicamente il voto e non il conteggio, solo in qualche parte d'Italia venne utilizzato come chiave d'esercitazione. Il suggerimento del non utilizzo del sistema arriva anche dagli stessi uffici del ministero e l'ho prospettato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha convalidato la mia stessa perplessità.
Se vogliamo questo è il trionfo degli antenati; la firma elettronica può essere truccata e taroccata: rinunciamo quindi ai benefici dell'evoluzione tecnologica e ci affidiamo al conteggio manuale, che è meno facile da taroccare. Ogni risultato ottenuto sul filo di lana suggerisce a chi perde di essere stato imbrogliato, e a chi vince di aver avuto un vantaggio superiore rispetto a quello risultato.
Personalmente, ho apprezzato nelle precedenti elezioni presidenziali americane, Al Gore, che pur avendo perso per qualche centinaia di voti ha accettato il risultato per salvaguardare il sistema democratico del suo paese.

Delle due l'una: o è impazzito o non sa minimamente di cosa stia parlando.
Primo: nelle elezioni dei 2006 il sistema elettronico ha riguardato lo scrutinio e la trsasmissione dei dati, non il voto.
Secondo: la "chiave d'esercitazione", come la chiama lui, non è stata usata "in qualche parte d'Italia", ma in precise e determinate regioni nelle quali la sperimentazione ha avuto un successo certificato pari al 99,98%.
Terzo: il fatto che Prodi formuli le stesse bestialità non ne aumenta l'autorevolezza, questo è fuori discussione.
Quarto: il "taroccamento" della "firma elettronica" (ma sa di cosa parla?) rispetto al "conteggio manuale" è questione da far cappottare dalle risate pure il più demente tra i ritardati. Come se tutti qua avessimo la sveglia al collo e l'anello al naso.
Quinto: la dissertazione filosofica sul "filo di lana" è sconcertante. Che facciamo, aboliamo le elezioni? Sterminiamo il popolo? Miseria ladra.....
Sesto: la chicca finale. In un esemplare esercizio di schizofrenia esplosiva multilaterale, conclude col lodare il sistema elettorale americano che, anche questo lo sanno pure i sanpietrini, è pesantemente basato sul voto elettronico (altro che scrutinio).
Lascio a chi legge l'interpretazione clinica del caso, io non ho trovato riscontri nella letteratura medica.

domenica, novembre 19, 2006

È ufficiale: la sinistra supporta gli scudi umani

Dopo la vergognosa performance di ieri, dalla quale goffamente tutti cercano di prendere le distanze, non possono sussistere ulteriori dubbi: la sinistra italiana supporta l'utilizzo di scudi umani in guerra.
Non si scappa: se si sostiene a spada tratta l'operato di Hamas allora se ne accettano gli obiettivi, le idee e, soprattutto, i metodi. Ed i metodi di Hamas sono quelli purtroppo ben noti dei terroristi: riempire di civili gli edifici obiettivo dei raid mirati israeliani.
D'altronde, da chi brucia effigi di caduti italiani, da chi si augura morti ammazzati tra le fila di chi va a fare il proprio lavoro per sé e per la propria Patra, da chi defeca giornalmente su qualsiasi cosa abbia una lontana parentela coi concetti di onore, decenza e civiltà, cos'altro ci si può aspettare? Si vuole una "Palestina socialista" - come gracida Diliberto - e carrettate di bare avvolte nel tricolore ("l'unico tricolore che vogliamo vedere", rantolano le bestie): bene, bravi, bis. Questi sono i "pacifisti", questo il "popolo dei diritti", questa è la gente che concorre a governare questo disgraziatissimo Paese. Basta!

** UPDATE **
Diliberto non trova di meglio che addossare la colpa della vergogna di due giorni fa a Roma ai soliti servizi deviati. Patetico.

venerdì, novembre 17, 2006

E la sinistra scopre che la "sua" scuola è marcia

Il re è nudo. «Bullismo e violenza sul web: i video della scuola malata» titola allarmato La Repubblica online. Ma che bella scoperta, rispondo io. Ci vuole un genio per scoprire che il bombardamento di anarchia cui sono soggetti da decenni gli alunni non può che produrre una "scuola malata"? Ci vuole uno scoop per "scoprire" che nelle aule detta legge il più forte (tra gli alunni), e che gli insegnanti devono entrare in punta di piedi e chiedere scusa di esistere? Ci vuole uno "scandalo", un altro "allarme" o "emergenza" per realizzare che, con queste premesse, la società non può che essere quella che è: sbandata, senza valori, arraffa-tutto, boriosa, menefreghista e incattivita fino al midollo?

Ma chi è responsabile di tutto ciò? Chi gestisce il sistema-scuola, verrebbe da dire. Giusto. E chi lo gestisce? Nessuno. Ecco il vero problema. O meglio è guidato con frusta e paraocchi da entità che nulla hanno a che fare con i concetti di educazione ed apprendimento. Entità che badano unicamente a forgiare generazioni di pecore acefale da telecomandare comodamente dopo qualche anno. Questa è la vera violenza sui minori, e perpetrata in massa. Col silenzioso assenso di tutti, altrimenti sei fascista.

In altre realtà (veramente civili) la scuola è il pilastro sul quale è fondato tutto: di là escono cittadini, studiosi, lavoratori, scienziati, preti, politici e spazzini. Se - in condizioni normali - ne esce un disoccupato, è perché è un idiota. E se va male qualcosa, è dalla scuola che si comincia a ritarare il sistema. Non ci vuole un genio.
Da noi, no. Da noi "plessi" e "circoli" vomitano orde di nullafacenti abituati a fare la prima cosa che passa loro per la testa e a dire ciò che neanche ci è passato.

Grembiulino, in piedi all'appello e dare "del lei" quindi? Assolutamente si. Come durante il servizio di leva militare, quando c'era: a cosa servivano tutte quelle pratiche apparentemente inutili? A formare. A mettere le cose nel loro ordine naturale. L'unico ordine rispettando il quale le cose medesime possono funzionare.

Libertà. Espressione. Autodeterminazione. Coscienza di sé e delle proprie capacità. Diritto alla conoscenza. Tutto bello, tutto giusto.
Ma anche e soprattutto e prima di tutto disciplina. Rispetto. Inviolabilità della libertà altrui. Senso civico e del dovere. Responsabilità verso sé stessi e la società.
Perché se una società permette ad un brufoloso sedicenne di puntare una pistola giocattolo alla tempia dell'insegnante apostrofandolo "Ehi, prof!", quella società commette suicidio.
E non saranno né un "Piano di Offerta Formativa" né una maglietta di Guevara a salvarla.

lunedì, novembre 13, 2006

Italiani impazziti? No, meglio drogati.

No, non è vero: gli italiani non sono un popolo di pazzi, come lo dipinge il nostro caro presidente del Consiglio. Gli italiani sono perfettamente savii, semmai hanno bisogno di una bella canna per tirarsi un po' su: per fortuna il governo lo sa e pensa a noi.
E ce n'è davvero bisogno, di fronte ad un tale andirivieni di smentite, modifiche, mezze conferme, promozioni e bocciature, ricatti e contentini, lotte intestine e figuracce come non se ne erano mai viste. Se questa è la serietà al governo, per favore ridateci Apicella.

Update: ci ha pensato l'Onorevole Francesco Caruso a ricordarci che è meglio più droga per tutti.

lunedì, novembre 06, 2006

Indulto: completiamo l'opera?

Se qualcuno pensava che vabbe', ormai il danno è fatto, decine di migliaia di criminali sono di nuovo in giro, Napoli esplode come una santabarbara, centinaia di testimoni d'accusa sono costretti a vivere nel terrore, la gente è incazzata come una mandria di picchi digiuni, tappiamoci il naso una volta di più e tiriamo avanti... beh, quel qualcuno si sbagliava.
Eh già, perché a questi nefasti "effetti collaterali" del giustificazionalismo/buonismo della sinistra italiana dobbiamo aggiungercene altri due: primo, il 90% del lavoro dell'apparato della giustizia italiana nei prossimi cinque anni sarà completamente inutile dal momento che l'indulto ha già buttato fuori dalle carceri gli imputati i cui procedimenti penali sono tuttora in corso (non lo dicono Berlusconi o Pecorella, lo dice il CSM); secondo, conseguenza del primo, per ovviare a questo incredibile spreco di risorse in un sistema già al collasso l'unica strada percorribile è "agganciare" un'amnistia all'indulto, stroncando così tutti i procedimenti pendenti.
Già, peccato che, così facendo, un ulteriore e simpatico effetto collaterale viene a verificarsi: non solo quei criminali si trovano condonata la pena, ma avranno anche la fedina penale linda e profumata come la mia e la tua.
Che dire, grazie infinite!

La "gnocca" e la retorica

La storia dell'"offesa" scappata in diretta a qualcuno microfonato ad Anno Zero e diretta, presumibilmente, a Rula Jebreal comincia ad infastidire sul serio. Sono passati giorni, eppure ancora si legge di vesti stracciate e di "gialli" irrisolti.
Fermo restando che il "caso" è limitato ad uno dei soliti errori che fanno le persone con un microfono addosso (si dimenticano di averlo), l'incauto avrà pure il diritto di pensare alla Jebreal come ad una "gnocca senza testa", no? Cos'è, vogliamo crocifiggerlo per le sue idee, o perché le ha espresse? Se c'è tutto questo scandalo, lasciamo che sia la Jebreal in prima persona a tutelarsi, evitando questo piagnisteo corale e politicamente corretto che, francamente, è appiccicoso come la melassa.
Ma il motivo di cotanta mobilitazione lo si conosce molto (troppo) bene, ed è che la signora in questione è palestinese (oltre che donna), quindi appartenente doppiamente a "razze protette" dalla retorica corretta e benpensante tanto in auge.
Personalmente, ritengo la signora Jebreal abbastanza "gnocca" (posso dirlo, si?), ma assolutamente non "senza testa"; al contrario estremamente furba: sa benissimo come sfruttare la sua immagine ideale di "sopravvissuta che racconta" e sa benissimo che la cosa funziona. Poteva essere su un gommone come tanti altri, ed invece sguazza nell'Olimpo dell'Informazione Italiana, Paradiso in Terra per chiunque faccia il suo lavoro. Ed infatti, non è lei a prendersela per l'"offesa".
Per concludere, un legittimo sospetto: visti gli ascolti disastrosi di Anno Zero (e ci mancherebbe altro!), ritengo altamente probabile che tutta la vincenda sia stata montata ad arte. Puerile, ma possibile.

domenica, novembre 05, 2006

«Corteo Metafisico Contro Ignoti»

Grande Mario Landolfi: ha fotografato così il patetico tentativo di Prodi e D'Alema di negare l'ovvio, e cioè che il corteo dei "precari" di ieri a Roma era (anche) contro questo governo. Così come lo erano i no-global di Casarini ieri l'altro.
Sommando l'arrampicamento sugli specchi al fatto oggettivo che sottosegretari, segretari e viceministri dello stesso governo Prodi marciavano alla testa del corteo, si può cogliere tutta la tragicomicità di questa ordinaria giornata di follia novembrina.

venerdì, novembre 03, 2006

La madrasa dei terroristi

Il 30 ottobre una scuola coranica nei pressi di Chenagai (provincia del Bajaur) viene rasa al suolo da un bombardamento aereo, si vocifera di ottanta morti. Una carneficina.
Immediatamente, il tam-tam mediatico diffonde la notizia di studenti e professori innocenti trucidati dagli americani; poi, salta fuori che a colpire sono stati cinque missili lanciati da elicotteri pakistani; infine, Musharraf dice che le vittime sono tutti terroristi che usavano quella scuola come covo, anzi che quella era una importante base di al-Qaeda.
Ovviamente, nessuno gli crede. Migliana di pakistani scendono in piazza per protestare contro gli USA e le stragi di civili innocenti. Rappresentanti delle fazioni islamiche pachistane (e non solo) parlano in TV di «crimine imperdonabile». Si tuonano anatemi, fatwe e maledizioni all'indirizzo degli Stati Uniti [sic!] e si inneggia al jihad, mullah e muezzin si scatenano nell'aizzare le folle e giù a bruciare bandiere mentre si piangono i "fratelli innocenti". «We were peaceful, but the government attacked and killed our innocent people on orders from America» ha gridato Faqir Mohammed, vice di al-Zawahiri e scampato per miracolo mezz'ora prima dell'attacco. Qazi Hussain Ahmed, leader politico all'opposizione in Pakistan, giura che tra i morti ammazzati ci sono almeno trenta bambini; aggiunge poi che «it was an American plane behind the attack and Pakistan is taking responsibility because they know there would be a civil war if the American responsibility was known», cantandosela e suonandosela come meglio non poteva.
Cose già viste.
Ovviamente, anche in questo caso era tutto vero: la madrasa era un campo di addestramento per terroristi di al-Qaeda, e neanche uno di secondo piano. Se quelli che si vedono nel video sono studenti durante la ricreazione, io mi chiamo Osama.

Scudi umani

Ecco la vera guerra asimmetrica: 20 miliziani armati circondati da oltre 400 civili (in maggioranza donne) a far da scudo. Questa la tattica utilizzata da Hamas per contrastare l'esercito israeliano che sta tentando di stanare un gruppo di guerriglieri asserragliati in una moschea di Beit Hanun (a nord di Gaza); l'assedio è in atto in quanto Israele ritiene quei palestinesi responsabili di numerosi lanci di razzi Qassam avvenuti nelle ultime settimane.
Due donne-scudo sono morte.

Prodi e Napoli: negare l'evidenza

E' da ieri che Romano Prodi continua a dire che l'indulto non c'entra nulla con la "presunta emergenza" napoletana di questi giorni. E c'è addirittura andato a Napoli, a far presenza, per riferire questa sua verità.
Peccato che, come è intuibile, è una bestialità pazzesca: l'Osservatore Di Romano ha fatto il punto e di spazio per le menzogne ne è rimasto ben poco. Dov'è Di Pietro?
Ma tanto lo sappiamo: per questa sinistra basta che Previti sia stato condannato.

giovedì, novembre 02, 2006

«Maledetta Italia, sono musulmano»

Caro Ibrahim Ak, fa' un favore a te stesso ed a tutti noi: va' in Libia, monta su un gommone, attraversa il Mediterraneo, sbarca a Lampedusa, scappa dal CPT e vieni a fare il clandestino da noi.
Vedrai che non ti troverai poi tanto male. Un caro saluto.

Eccolo là, il Robin Hood

C'era da aspettarselo: la smania arraffatutto di Prodi & C. ha avuto il definitivo sopravvento. Ricordate la famosa "tassa sui SUV"? Quella che doveva colpire i bruti rei di circolare con quei bestioni ammazzacristiani e sferraglianti, terrorizzando e mettendo a soqquadro le nostre povere città? Bene, nulla di tutto questo. Quei capi-carro potranno dormire sonni tranquilli: pagheranno, certamente, ma saranno in ottima (e numerosa) compagnia.
La bulimia da tassazione che affligge Visco e gli altri dracula che, in questi mesi, mettono in scena il "balletto delle imposte" ha partorito l'ultimo mostro: 538.000.000 di Euro (leggasi: più di mezzo miliardo) è l'ammontare delle entrate previste a seguito dell'inasprimento dei bolli auto.
Fino ad ieri sera Visco, Prodi stesso ed altri alfieri della giustizia sociale si sgolavano nel rassicurare l'italiano: «L'aumento della tassazione auto riguarderà solo l'8% degli automobilisti», dicevano. Oggi, contrordine compagni! Di quei 538 milioni, la bellezza di 428 e mezzo verranno dagli aumenti spalmati su tutti i bolli auto; solo 109,5 deriveranno dalla sovrattassa applicata ai veicoli con potenza superiore ai 100 KW (circa 136 CV).
Ma non basta. Saranno esclusi dalla bastonata (eh già, c'è sempre chi è escluso) i proprietari di auto "Euro 4" e "Euro 5", sempre che meno potenti di 100 KW. Tradotto, se hai appena comprato la macchina nuova (nuova-nuova, eh... non usata di tre anni), anche che so... una Alfa 159 SW 1.9 JTDm da più di 32.000 Euro sei "a posto", ti becchi solo l'aumento base. Esattamente come quello che gira con la Seicento del '99.
Questa è equità!

mercoledì, novembre 01, 2006

Pagella

  1. «Ha assunto un ruolo guida all'interno ed è pieno di ottimismo» (Grasser, Austria)
  2. «Non è solo il primo ministro del suo Paese ma presiede anche le riunioni dei ministri delle Finanze dell'eurogruppo» (Juncker, Lussemburgo)
  3. «Forte posizione politica all'interno, solido timoniere dell'economia» (Reynders, Belgio)
  4. «Autorevole e ha rafforzato le finanze dell'Olanda. È considerato il ministro dei ministri delle Finanze» (Zalm, Olanda)
  5. «Equilibrato e ministro di peso della politica ad Atene, ma infastidisce abbastanza i colleghi a Bruxelles» (Alogoskoufis, Grecia)
  6. «Ha fatto del deficit francese una questione pubblica, ha semplificato il sistema fiscale ma non ha peso politico a Parigi» (Breton, Francia)
  7. «Un animale politico, non sempre coraggioso, ma non ha bisogno di esserlo date le buone condizioni dell'economia irlandese» (Cowen, Irlanda)
  8. «Facile essere ministro delle Finanze quando l'economia va bene ma forse non abbastanza radicale» (Heinaluoma, Finlandia)
  9. «Strenuo sostenitore della disciplina di bilancio, ma non necessariamente in sintonia con i colleghi di governo» (Solbes, Spagna)
  10. «Gode di un sostegno trasversale, ma la fragilitá della coalizione di governo riduce la sua efficacia» (Steinbruck, Germania)
  11. «Nonostante scioperi e proteste, sta portando avanti le riforme dell'amministrazione pubblica» (Dos Santos, Portogallo)
  12. «Ha incontrato difficoltá nel mettere in pratica quelle virtù di disciplina di bilancio che predicava quando era membro del board della Bce [...] ha scombussolato il mondo delle imprese e ha fatto ricorso a trucchi di bilancio [...]» (Schioppa, Italia)
Fonte: Financial Times

Grazie.

martedì, ottobre 31, 2006

Scusi, esimio Professore, possiamo girotondare?

L'appuntamento è per sabato 11 novembre al teatro Vittoria, quartiere Testaccio, Roma; la forma è il "girotondo"; gli ospiti d'onore / promotori sono Rita Borsellino, Paolo Flores D'Arcais, Gherardo Colombo, Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Elio Veltri, Giovanni Sartori, Dario Fo e Franca Rame; l'agenda prevede Costituzione, informazione, selezione delle candidature, giustizia, conflitto di interessi, legge elettorale.

D.: Allora? Pronti, massicci ed incazzati? Gliela diamo 'sta spallata da sinistra, a questo governo?
R.: [Pardi] Non scherziamo. Sarà una critica costruttiva sui tanti problemi.

D.: Ma...
R.: Guardi, i Girotondi passano da "movimento contro" a "movimento per".

D.: Ma... ma... dov'è Nanni?
R.: Boh? Gli abbiamo lasciato messaggi, ma non ci risponde. Dicono sia fuori.

D.: Vabbe', ci sarà Paul Ginsborg allora...
R.: No, dice che ha due libri in uscita... uno pare sia un dialogo immaginario tra Marx e John Stuart Mill...

D.: C'è qualcosa che non mi torna... ma fate sul serio o no? Pensate di ottenere qualcosa?
R.: [Vattimo] Boh? Forse si.

Leggere per credere.

lunedì, ottobre 30, 2006

La piramide del complottismo

Raccolgo e volentieri rilancio l'eccezionale post di Sul Terrorismo che, scientificamente e spietatamente, analizza e mette al loro posto i numerosi e coreografici aspetti del mondo dei cosiddetti "complottisti". Un blog veramente tutto da leggere, ovviamente solo per menti aperte.
Per gli altri, le speranze sono strutturalmente al lumicino.

E come ti sbagli!

Puntuale come la morte, ecco arrivare il rinvio a giudizio ad orologeria per Silvio Berlusconi. Non appena il silvione nazionale mette il naso fuori dal buco, non appena conferme esterne dello stato comatoso dell'attuale governo cominciano a piovere anche dall'esterno, ecco calare inesorabile la scure della "giustizia".
Come non farsi venire un legittimo sospetto...
E se alla notizia sommiamo, ad esempio, la richiesta di radiazione di Renato Farina dall'albo dei giornalisti, sempre avanzata da un magistrato, le tinte fosche si consolidano ed una nuova stagione giustizialista col radiocomando si profila ben chiara.

sabato, ottobre 28, 2006

L'ultima preghiera

Romano Prodi ha riunito il governo e la sua "maggioranza" a Villa Doria Pamphili (un bellissimo parco nel cuore di Roma), più di 50 tra ministri, segretari, sottosegretari, vassalli, capipopolo e quant'altro, per tentare di convincere tutti quanti a non abbandonare la barca in vista dell'imminente disastro al Senato, quando la questione di fiducia dovrà passare le forche caudine di Palazzo Madama.
Perché, se anche solo uno di loro non dovesse essere più che convinto, già dalla fine della settimana prossima il governo di "larghe intese" (molto probabilmente con Amato alla guida) potrà cominciare a vedere la luce.
E non basta un Fassino ossessionato che non fa che ripetere che tutto va bene, madama la marchesa. Quando Prodi implora "no ad interessi corporativi", in realtà sta chiedendo alla cosiddetta "Unione" di continuare a fidarsi di lui e del suo governo, nonostante i disastri continui combinati finora. Perché sa benissimo che, finito questo governo, è finito lui. Gli altri, qualche poltroncina o strapuntino sia nelle "larghe intese" che dopo lo troveranno di certo; lui no.

Choc? Che fastidio questa parola...

Entrata ormai a far parte del lessico comune del "giornalese", il termine "choc" (letteralmente "spavento", "scossa"), affettata versione francofona dell'anglosassone "shock", viene abusato giornalmente ogniqualvolta c'è da mostrare qualcosa che "turba profondamente" o "scuote le coscienze". Almeno, questo sarebbe l'intento.
Perché il più delle volte, si vuol far passare per "choccante" (bleah!) roba che, a ben vedere, proprio non lo è. Dalle confessioni ("outing") dei VIP alle uscite di questo o quel allenatore di calcio, dalla ripresa "alla real-TV" fatta passare al TG, alle foto della modella mentre si "buca". Tutta roba di terza serie buona solo per solleticare il guardone feticista che, in misure diverse, è in ognuno di noi.
A volte, però, qualcosa emerge dalla melma. Un nome su tutti: Abu Ghraib. Ma non tanto per le immagini che hanno fatto il giro del mondo (nei film che vediamo tutte le sere c'è ben di peggio), quanto per l'idea stessa del "democratizzatore" che fa il barbaro. Incoerenza, pessimo esempio e vergogna. Ecco il vero "choc", quello delle coscienze.
Ma attenzione. In questi giorni, un nuovo "scandalo" tiene banco nei media: le foto dei soldati tedeschi che si trastullano con ossa trovate in mezzo al deserto afghano. C'è chi si diverte con poco, certamente. Ma da questo a parlare di shock ce ne corre.
Primo perché un conto è torturare gente viva e vegeta, altro è farsi fotografare con le ossa di chissà chi trovate in mezzo al nulla (magari era un antico cimitero che con la guerra non c'entrava nulla); secondo perché non c'è proprio nulla di scioccante in alcuni individui che, forse per esorcizzare forse per pura spacconeria, compiono uno dei gesti più infantili: il farsi immortalare (faccia compresa) in una idiozia simile.
Questa è solo materia per i media ed i benpensanti, che avranno di che stracciarsi le vesti per qualche giorno, piangendo sulla decadenza della civiltà occidentale e sull'ingiustizia delle guerre. Amen.

mercoledì, ottobre 25, 2006

Fiducia sulla Finanziaria

Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha appena annunciato che il Governo porrà la questione di fiducia sul decreto fiscale. La motivazione è, a suo dire, l'ostruzionismo della Lega.
A ben vedere, il numero di emendamenti presentati (circa 460, tra tutti gli schieramenti) non è certamente proibitivo (nella scorsa legislatura sono stati discussi provvedimenti con migliaia di emendamenti, i trucchi parlamentari per decimarli non mancano di certo). La "voglia di fiducia" pare, quindi, inarrestabile in seno al governo e va di pari passo con un masochistico gusto del pericolo.

martedì, ottobre 24, 2006

Ipse dixit

Così, tanto per rinfrescarci la memoria.

  • 29 marzo 2006: «Non è vero che aumenteremo le tasse. L'abbiamo detto in tutti i modi. E' falso.»
  • 20 ottobre 2006: «La finanziaria? Ho letto le agenzie, sono scontenti tutti, quindi va bene
Ah, be'.

Dàlli all'imbrattatore!

Un sussulto di raro senso civico pare scuotere l'amministrazione capitolina: il prefetto Achille Serra, per mezzo del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha disposto il divieto di vendita notturna di bottiglie di vetro in alcune zone del centro storico ed un generale "inasprimento dei controlli" contro il degrado urbano derivante dal comportamento incivile di chi getta cartacce, rompe bottiglie e insozza le strade con i propri rifiuti.
Ma il sindaco Veltroni va oltre, e cavalca: verrà denunciato per danneggiamento chi imbratta muri, saracinesche e portoni con lo spray. Non solo: chi acquista bombolette di vernice spray dovrà essere identificato, ed il gestore che venisse trovato inadempiente a queste norme si vedrebbe l'esercizio a rischio chiusura. Bum.

Non so perché, ma fermo restando che il mestiere del "graffitaro" fatto usando le proprietà altrui (o pubbliche, che è la stessa cosa) è quanto di più odioso ed incivile mi possa venire in mente, al di là del fatto che non dovrebbe esserci bisogno di alcun "sussulto di senso civico" per riaffermare una cosa tanto ovvia, ho paura che cotanto slancio si infrangerà inevitabilmente sul muro (anch'esso imbrattato) dei "diritti" e del garantismo a scartamento ridotto tipico dei nostri sinistri tempi.

L'un contro l'altro armati

Il governo Prodi è alla frutta. Facile analisi, certamente, alla luce degli eventi che ne stanno funestando il cammino (in primis lo "sputtanamento" delle tasse, ma non solo).
Ma non è finita qua. Prodi in prima persona dovrebbe cominciare a cercarsi un comodo paio di pantofole ed a prenotare uno chalet in qualche tranquilla località di villeggiatura, date le voci sempre più insistenti che si levano dalla sua pseudo-coalizione su un suo ormai inevitabile, nuovo e definitivo defenestramento. Non sono tanto le modalità con le quali si concretizzerà ad interessarci ora (si va dalla manovra di palazzo fino al maxi-inciucio con Forza Italia), è interessante focalizzare l'attenzione sulla trasversalità con la quale la voglia di ben servito agita tutte le forze dell'attuale "maggioranza".
A ben vedere, non c'è una sola componente del centrosinistra che non abbia almeno un buon motivo per procedere all'eutanasia politica del suo cosiddetto leader; e se i malumori nella Margherita e nei DS hanno ragioni e radici che affondano nel merito delle scelte operate soprattutto in finanziaria, in materia di giustizia e, in prospettiva, della nascita del partito democratico, i mal di pancia dell'ala massimalista si alimentano proprio delle mire della componente riformista. Esempio lampante di questo conflitto è il "DDL Lanzillotta" (privatizzazione dei servizi pubblici locali), punta dell'iceberg della valanga di analoghi tentativi di privatizzazione che alberga nelle mire dei "moderati"; basta una veloce ricerca in rete per tastare il polso del dissenso che lo circonda a sinistra.
In questo scenario, basta un solo "dissidente" al Senato e la baracca viene giù. Prodi lo sa e, con tutta probabilità, blinderà ciascuno dei provvedimenti a colpi di fiducia sperando che, di volta in volta, l'attaccamento alla poltrona abbia nei suoi compagni di (s)ventura più mordente della coerenza politica. Potrà andare forse avanti qualche mese, ma non di più.
Ma, ovunque si guardi, al centro del mirino c'è sempre lui: Romano Prodi, il bersaglio più facile ed alla portata, dal momento che non rappresenta niente e nessuno (con buona pace delle primarie e compagnia danzante).
In quest'ottica, il sostanziale silenzio dell'opposizione è spiegabile nel lasciar cuocere nel suo brodo la maggioranza fino al logoramento senza possibilità di ripresa; qualsiasi ritorno sulla scena di Berlusconi avrebbe come solo effetto il ricompattare il centrosinistra contro di lui, ed in questo sono maestri.
Avanti così, dunque. Ancora per un po'. Natale è vicino, grazie al Cielo.

domenica, ottobre 22, 2006

Indifendibile Cuba

E pensare che c'è ancora (anche e soprattutto qua in Italia, nel 2006) chi ritiene Cuba un modello di civiltà da importare. Reporters Senza Frontiere pare non essere d'accordo, e sospetto che non siano gli unici.
Certi miti, crescendo e guadagnando consapevolezza, dovrebbero essere destinati a cedere il passo all'onestà intellettuale (e non); l'Isola Che Non C'E', in questo caso, c'è eccome, purtroppo.

venerdì, ottobre 20, 2006

Questione di classe

Commentando l'odierno declassamento dell'Italia da parte delle due agenzie di rating Fitch e S&P, il vicepresidente della Commissione UE Franco Frattini ha dichiarato:

«E' un risultato forse annunciato, che dovrà far moltiplicare gli sforzi perché la Finanziaria sia fortemente riassestata e affinché sia ascoltata la voce del Capo dello Stato che, su alcuni punti, chiede modifiche strutturali»
Ben altra cosa rispetto alle vagonate di letame che Prodi, seduto sulle medesime europee poltrone, spalava sull'Italia e sul governo Berlusconi.

Prossimamente, il "dopo-Prodi"

Gli scricchiolii nel governo stanno diventando schianti.
Si aprono le scommesse: sarà un ritorno alle urne o un dejià-vu?

giovedì, ottobre 19, 2006

Punti di vista

E' sempre interessante constatare come una manifestazione di piazza contro Berlusconi sia una sacrosanta e spontanea espressione democratica contro la madre di tutte le ingiustizie; per contro, una contestazione corale a Prodi è «chiaramente l'opera di una claque organizzata».
La grettezza di questa gente va ben oltre la superbia o l'arroganza: sfiora la convinzione di una superiorità genetica.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Crolla la fiducia nel governo e in Prodi

C'era da aspettarselo. Non c'è stata "luna di miele" tra il governo Prodi ed i suoi elettori, ed ora che è passato qualche mese i crudi numeri rivelano la delusione che pervade l'elettorato di centrosinistra.
Il gradimento personale di Romano Prodi crolla dal 58% di luglio al 49% di ottobre, mentre i suoi "detrattori" salgono dal 37% al 48% nello stesso periodo. Ma se allarghiamo il campo all'intero governo, la situazione peggiora: i sostenitori scendono dal 63% al 45%, i critici salgono dal 36% al 52%; segno che, se possibile, c'è chi fa peggio di lui tra i suoi ministri.
Infatti, nella classifica a loro riservata, Tommaso Padoa Schioppa - l'uomo del momento - si attesta al 16° posto con il 51% dei consensi; per avere un'idea dell'abisso nel quale si trova, basti pensare che Tonino Di Pietro si trova al 2° posto col 63%, subito sotto il capolista D'Alema (64%). L'ultimo è Mastella, ma su questo non avevamo dubbi.
Cara CdL, se c'è un momento buono per la spallata è questo. Che volemo fa'?

martedì, ottobre 17, 2006

sabato, ottobre 14, 2006

Ma Robin Hood era così strabico (o ubriaco)?

Secondo i molti tassometri (esempio) che i giornali online ci propongono da qualche giorno (ora con il "bollino blu" del ministero, chi più chi meno), ecco le "boe" girate le quali la banda Prodi considera ricco un lavoratore, tanto da cominciare ad essere svantaggiato (bastonato) rispetto alla normativa precedente:

Lavoratore autonomo: € 28500,00
Lavoratore dipendente: € 31900,00

Lordi, ovviamente; Euro più euro meno. In entrambi i casi i calcoli sono fatti su un nucleo familiare monoreddito nel quale il padre lavora, la madre e due figli (di cui uno minore di tre anni) sono a carico. Tipica situazione da villone, barca, SUV e festini a base di coca vero?

Ecco la "giustizia sociale" di Prodi, Visco, Padoa Schioppa & C. Oppure, forse, è meglio dire di Diliberto, Pecoraro Scanio e compagnia danzante.

venerdì, ottobre 13, 2006

Ricchi? Poveri?

Non si fa altro che dire che questa finanziaria farà pagare meno tasse al 95% degli italiani (a volte è il 95% delle famiglie, a volte dei contribuenti, ma diciamo che va bene lo stesso). E, cifre alla mano, potrebbe pure essere così. Potrebbe.
Peccato che questi numeri si basano per massima parte sulle dichiarazioni dei redditi passate e sugli studi di settore per gli autonomi e commercianti. E quando salta fuori che, stando ai dati del 2005, un gioielliere guadagna come un maestro elementare alle prime armi, o che un pensionato sociale (500 €/mese) guadagna più della media dei titolari di autosalone del Trentino, o che un ristoratore guadagna la metà di un meccanico; ma soprattutto quando salta fuori che tutta questa gente guadagna molto, ma molto meno(*) di un operaio metalmeccanico qualunque, viene da chiedersi di che cosa si stia parlando. Se lo chiede anche il Conte Visco, dal momento che dice che "sono cose da verificare". (Verificare?! Ma sono dati forniti dall'Agenzia delle Entrate, mica dal salumiere sotto casa!)
Chi è ricco? Chi è povero? Se questa finanziaria "colpisce i ricchi" (ricordiamolo, di fatto sopra i 32000 €/anno lordi, penalizzando mogli e figli a carico, soprattutto se sotto i tre anni - ma questa è un'altra storia), siamo sicuri che colpisca nel segno? Io ho molti, ma molti dubbi.

(*) Questo rapporto Ansa salta fuori con un tempismo che fa pensare: è proprio di oggi la manifestazione dei "professionisti" contro la finanziaria 2007. Ciò non toglie ovviamente nulla alla sua veridicità, mostra solo la manipolazione dei media da parte di chi può farlo.

Carlo Giuliani, l'eroe da nascondere

A Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, è stata intitolata una sala a Carlo Giuliani, il no-global morto a Genova durante gli scontri del 2001 mentre assaltava una pattuglia dei Carabinieri.
La sinistra massimalista al governo, non riuscendo ad intitolare al suo eroe una piazza in ogni città, lo fa di nascosto all'interno del palazzo del potere; potendosi così gongolare per l'aver finalmente fatto assurgere il teppismo a modello. Bravi così.

giovedì, ottobre 12, 2006

Turbative di mercato

Prodi si presenta in TV e dice che l'Alitalia non arriverà a fine anno; due giorni dopo, il titolo tonfa in borsa e arriva a perdere il 9,12%.

giovedì, ottobre 05, 2006

No TAV, Si TAV, Boh TAV? Ciao, TAV!

«Pur nelle evidenti difficoltà finanziare, la Torino-Lione è per questo governo la priorità delle priorità». Schifani? Berlusconi? Elio Vito? No. A parlare è Enrico Letta, Dl, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Romano Prodi.
Lo stesso governo che, da mesi, si disinteressa completamente della questione TAV lasciando cadere inascoltati gli accorati appelli del sindaco di Torino Chiamparino e della presidente della Regione Piemonte Bresso. Lo stesso governo che ha permesso che, a giugno, i cantieri venissero smantellati; lo stesso governo che, oggi, rischia di regalare agli svizzeri l'accesso alla Parigi/Strasburgo/Vienna/Budapest.
Eh già, perché mentre in Italia si balla la becera tarantella no-TAV-si-TAV-trallalero-trallallà, in Svizzera è pronto un progetto alternativo che aspetta solo l'OK della Francia per essere messo in cantiere. E non è detto che, ora, si riesca a convincere i Transalpini che in Svizzera si fanno bene solo cioccolata, coltellini ed orologi, e che le ferrovie le sappiamo fare meglio noi.
Se vogliamo massacrare il nostro commercio col resto d'Europa, continuiamo pure a prostrarci di fronte agli pseudo-ambientalisti a comando, come Pecoraro Scanio ci illustra autorevolmente.

mercoledì, ottobre 04, 2006

Demolizione controllata di una bufala

Ed ora vediamo se i professionisti del fumo (negli occhi e nelle menti) saranno in grado di associare queste immagini ad una fantomatica "demolizione controllata" del WTC.

Buon lavoro, cari complottisti: qui il già superbo lavoro di "Sul Terrorismo" ha toccato il suo apice.

martedì, ottobre 03, 2006

Maggioranza?

E' bastato un solo voto, e neanche contrario. L'astensione de L'Italia dei Valori di Tonino Di Pietro è bastata oggi al Senato per affossare il varo del ddl ammazza-Castelli.
Ecco la "maggioranza" di cui Prodi dispone al Senato, ecco come dovrà barcamenarsi fino all'inevitabile crollo della sua (dis)Unione. Perfino Mastella, che non è certamente una cima, se ne è accorto e dice di essersi testualmente «rotto i coglioni di Di Pietro».
Al momento della votazione risultavano infatti assenti tre senatori della IdV, tutta la combriccola geriatrica di quelli "a vita" ed un altro senatore appartenente oggi al Movimento Italiani nel Mondo, ma ex-IdV pure lui. Si profila una bella lotta intestina tra mezze tacche, chissà che non sia la scintilla.
Auguri, Presidente: buona pedalata!

Il Conte Visco

Come? Restituire? Ma allora si è tolto? Strano... ci era parso di capire che questo governo non avrebbe aumentato le tasse, ci era parso di capire che Berlusconi, quando ci ammoniva in tal senso, era un "delinquente politico"... Cosa ci è sfuggito? Forse un voto troppo a sinistra?
Speriamo che non tutti abbiano gettato nell'immondizia quel simpatico cartello che era appeso a molti colli, qualche mesetto fa...

lunedì, ottobre 02, 2006

Abu e Vica

Se nei confronti di Abu Omar i magistrati nostrani avessero dimostrato la medesima superficialità (incompetenza?) che hanno avuto nei confronti della bambina bielorussa, forse oggi avremmo un terrorista in meno in circolazione ed una bambina felice in più. Forse, eh.

venerdì, settembre 29, 2006

Tema.

Titolo:
Informativa urgente del Governo sulle politiche nel settore delle telecomunicazioni, con particolare riferimento alla vicenda Telecom.

Svolgimento:
Leggete pure qua, dalla pagina 60 in poi.

Giudizio:
Fuori tema. Zero spaccato.

giovedì, settembre 28, 2006

Ma caro Pecoraro, SUVvia....!

Dal cilindro della Finanziaria 2007 salta fuori la sempreverde (sic!) tassa sui SUV, ma Pecoraro Scanio non è d'accordo. Un bambolotto a chi indovina perché.
Parlando di cose serie, invece, viene da chiedersi "ma perché proprio i SUV"? A Roma (tanto per fare un esempio) circolano ancora decine di autobus a "carbonella", come si dice dalle mie parti; non vogliamo cominciare da là, se è un problema "ambientale"?
Il sospetto è che non lo sia manco per niente: il sospetto è che, come nella migliore tradizione della gente che "pensa" 'ste trovate, dietro la facciata pseudo-ecologista si nasconda quella meno presentabile della lotta di classe.
[Preciso e prevengo: personalmente non amo i SUV, non perché siano icona del "padrone" (falso, conosco gente che si è indebitata fino al collo pur di comprarsi uno di quei cosi) ma per semplici ragioni di gusto, li trovo espressione di altre "mancanze", e non necessariamente anatomiche.]

Anche i ricchi piangano. Ma tutti, però!

Bruxelles brucia

Nell'assordante silenzio della stampa di cronaca europea, con oggi fanno tre giorni (e notti) filate di guerriglia urbana per le strade della capitale belga, ad opera di musulmani incazzati quest'anno (pare) a causa della presunta morte di un criminale venticinquenne marocchino all'interno di un carcere (parrebbe essere stato avvelenato, stando a quel poco che si riesce a tradurre dall'unico lancio di agenzia reperibile sul Web in merito).
Dico quest'anno, perché i "riots" del ramadan sono un appuntamento ormai tradizionale, nella "capitale d'Europa".
Lanci di pietre, auto incendiate, negozi devastati, molotov, ospedali attaccati in massa, saccheggi e chi più ne ha più ne metta.
A questo aggiungiamo che l'8 ottobre prossimo (ancora in pieno ramadan) si terranno le elezioni amministrative, per le quali è ampiamente prevista la vittoria di formazioni politiche a dir poco "islamofobe", le cose non potranno che andare a peggiorare.
Con buona pace dell'unico giornale nostrano che si è accorto del casino, ovviamente solo una "mini-rivolta". E che cavolo.

lunedì, settembre 18, 2006

Ehi Papa, come ti permetti di fare il Papa?


Roba da non credere. A sentire i nostri beneamati giornali (qua, qua e qua, tanto per iniziare), il Capo della Chiesa Cattolica Romana, il Vicario di Cristo in Terra, il Successore di Pietro, il Papa insomma, dopo aver osato dire le cose come stanno avrebbe pure fatto marcia indietro.
L'ignoranza è sempre stato il forte della nostra società, e l'ignoranza in materia religiosa (quando non teologica) è sempre stata ancor più proverbiale; ma stavolta si sfiora il ridicolo. Leggere per credere, possibilmente col cervello collegato (un grazie sentito, ancora una volta, a Fausto Carioti per i link e per il lavoro che fa nell'aprire gli occhi alla gente).
Il succo è questo: l'unica religione degna di esistenza è quella islamica, tutte le altre (a cominciare da quella cristiana, anzi soprattutto quella) devono sottomettersi e, se vogliono sperare di essere tollerate in futuro, non infastidire e campare in silenzio. A cominciare dal Papa, fino all'ultima suora missionaria. Che dire: una vera pacchia sia per le masse acefale col turbante che, ancor più, per i pepponi di casa nostra, che in storie come questa ci sguazzano.
E, francamente, non sappiamo decidere quali dei due siano più pericolosi.

lunedì, luglio 24, 2006

Israeli Retaliation

Ecco, questo è un esempio di disinformazione tipicamente occidentale ed anti-Israele in modo acefalo:

14:03 Israele bombarderà 10 edifici a più piani per ogni razzo su Haifa Gli aerei israeliani dovranno bombardare dieci edifici a più piani nei sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, per ogni nuovo razzo a lunga gittata che colpirà il porto settentrionale di Haifa, terza città dello Stato ebraico per importanza. Lo ha reso noto la radio dell'Esercito, secondo cui l'ordine all'Aviazione è stato impartito personalmente dal capo dello stato maggiore interforze, generale Dan Halutz; questi ha fatto in particolare riferimento alla zona di Dahaya della capitale libanese, dove maggiore è la concentrazione di militanti e sostenitori del Partito di Dio.

Lo capiscono anche i dementi che una reazione di questo tipo sarebbe completamente inutile nei confronti dei terroristi di Hezbollah, dal momento che non è certo un ipotetico stillicidio di civili ad impensierirli: già utilizzano di loro le abitazioni civili come piattaforme di lancio dei loro missili iraniani e siriani. Quel generale sarebbe un perfetto idiota, e se ha veramente detto una cosa del genere va considerato come tale.

Ergo, è una cazzata bella e buona, buona solo per essere sbattuta in prima pagina col titolone rosso "LA MINACCIA DI ISRAELE", come diligentemente ha appena fatto La Repubblica.

giovedì, giugno 29, 2006

Rifinanziamo? O mischiamo le carte?

Curiose coincidenze. Proprio nel giorno del disastro che ha portato, come previsto, l'Unione ad un passo dalla prematura fine a causa dell'approvazione (vergognosamente monca) del rifinanziamento della missione ISAF in Afghanistan, gli ineffabili giornalisti della TeleKabùl satellitare ne hanno sfornata un'altra delle loro (evidentemente nessuno ricorda più la bufala delle bombe al fosforo): in pratica, ad ammazzare i 19 nostri soldati a Nassiryia non sono stati, in fondo in fondo, i poveri resistenti iracheni (vittime dell'Ingerenza Umanitaria dell'Occidente Imperialista e Decadente), ma loro stessi dal momento che avrebbero piazzato un deposito di munizioni davanti alla palazzina, praticamente in mezzo alla strada. Chissà, forse c'era anche appeso un cartello con scritto "Dear Terrorists, please hit here!" ed un bel neon lampeggiante a forma di freccia. O forse, al contrario, non era ben segnalato ed un povero kamikaze di passaggio vi ha intruppato.
Ma che massa di coglioni, 'sti GI-Joe spaghetti e mandolino: meglio che se ne tornino a casa. E subito.

martedì, giugno 20, 2006

L'assordante silenzio

Ieri (19 giugno) tre soldati americani di stanza in Iraq sono stati incriminati per l'omicidio di tre prigionieri avvenuto il 9 maggio scorso nella provincia di Salahuddin; i reati contestati sono omicidio, tentato omicidio ed ostruzione della giustizia. L'inchiesta era stata avviata il 16 giugno dall'alto comando USA.
Difficile trovare traccia di questa notizia, se non nelle quarte e quinte pagine dei giornali o in sotto-link dei siti di news. Diverso destino per il video del marine "allegrotto", strombazzato in prima per giorni e giorni.
(L'immagine è Copyright ©BBC)

lunedì, giugno 12, 2006

Terrorista collegato all'11 settembre catturato in Nuova Zelanda e deportato in Arabia Saudita

Un uomo, che il Governo ritiene direttamente collegato con uno dei terroristi dell'11 Settembre, è stato deportato dalla Nuova Zelanda perché considerato un pericolo per la sicurezza nazionale.

Il Ministro per l'Immigrazione David Cunliffe ha confermato oggi [10/06, ndr] che il cittadino yemenita Rayed Mohammed Abdullah Ali è stato deportato perché la continuazione della sua presenza sul territorio neozelandese rappresentava un pericolo.

"E' direttamente collegato a persone responsabili per l'attacco terroristico negli Stati Uniti dell'11 settembre 2001", si legge in una dichiarazione di Cunliffe.

E' stato deportato applicando la raramente utilizzata Sezione 72 dell'Immigration Act 1987, che ha richiesto l'approvazione del Governor General.

Secondo Cunliffe gli agenti dell'immigrazione e la polizia hanno arrestato l'uomo a Palmerston North il 29 maggio scorso, ed è stato deportato il giorno seguente. Era arrivato in Nuova Zelanda nel mese di febbraio.

"L'identità dell'uomo divenne evidente solo dopo il suo arrivo in Nuova Zelanda. Ha utilizzato una variazione sul suo nome di battesimo per entrare nel paese. Una volta che la sua vera identità è venuta alla luce, è stato identificato come avente connessioni con persone implicate nell'attacco agli Stati Uniti dell'11 settembre 2001, ed è stato nominato nel 9/11 Commission Report".

"Inizialmente, si era stabilito ad Auckland dove ha imparato i rudimenti della lingua inglese, motivo ufficiale della sua visita. Successivamente, si è spostato a Palmerston North dove ha iniziato ad accumulare ore di volo con un istruttore. In precedenza, era stato addestrato come pilota negli Stati Uniti".

Cunliffe ha rifiutato di fornire ulteriori particolari citando ragioni di sicurezza.

"Sono stato comunque informato del fatto che in nessuna occasione c'è stato un rischio specifico per i neozelandesi a causa della sua presenza in questo paese".

Cunliffe ha puntualizzato che il rapporto americano della Commissione Nazionale sugli Attacchi Terroristici negli Stati Uniti riporta che l'uomo ha vissuto ed è stato istruito assieme al cittadino saudita Hani Hanjour, indicato come il pilota che portò il volo American Airlines 77 contro il Pentagono.

Rayed Abdullah è stato un leader al Centro di Cultura Islamica di Phoenix, dove ha ripetutamente tenuto discorsi dai contenuti estremistici, da quanto si legge nel Rapporto.

Si legge anche che un altro uomo collegato con Hanjour, Faisal al Salmi, è stato addestrato al volo assieme a Rayed Abdullah, e che ha fatto in modo di mantenere segreto il suo addestramento.

L'FBI riporta che al Salmi ha tentato di depistare le indagini quando si è cercato di collegare il suo addestramento al volo con una qualche organizzazione.

(Fonte, via The Anti-Jihad Pundit)

sabato, giugno 03, 2006

La turbo-grazia e la satira one-way

Cosa accomuna Giorgio Napolitano e Vauro Senesi (in arte Vauro)? Scopriamolo insieme ad Antonio Socci ed al suo ottimo articolo di ieri.
Un grazie a Fausto Carioti per la segnalazione.

I serpenti infedeli ed il loro veleno

''O sunniti, preparatevi a liberarvi dei serpenti infedeli (gli sciiti, ndr) e del loro veleno [...] e non ascoltate quelli che chiedono la fine delle divisioni settarie e l'unita' nazionale''. (Fonte)
Questo il messaggio di Abu Musab al Zarqawi diretto ai sunniti iracheni. Questa la "resistenza" che tanto piace ai pacifisti di casa nostra.

venerdì, giugno 02, 2006

No ad Ahmadinejad ai mondiali

Ci sono i mondiali di calcio, e nei mondiali gioca l'Iran. Ed il suo presidente, Ahmadinejad, vuole essere presente agli incontri della sua squadra.
Ma, in Europa, c'è chi non ci sta: 75 europarlamentari hanno depositato una mozione per interdire Ahmadinejad dal presenziare sui palchi d'onore degli stadi tedeschi. Due gli italiani che hanno aderito: Marco Pannella e Marco Cappato (appartenenti entrambi al Gruppo dei Liberaldemocratici).
Sono almeno tre le partite che la squadra iraniana giocherà ai mondiali: l'esordio l'11/06 a Norimberga (sic!) contro il Messico, poi il 17 (Portogallo) ed il 21 (Angola). Poi, tutti sperano che venga eliminata.

Quattrocchi: la motivazione conferimento medaglia d'oro


Genova. La motivazione del conferimento della medaglia d'oro al valor Civile a Fabrizio Quattrocchi e' stata letta dal Prefetto Giuseppe Romano. "Vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l'Italia, con eccezionale coraggio ed esemplare amor di Patria, affrontava la barbara esecuzione tenendo alto il prestigio dell'onore del suo Paese. 14 Aprile 2004 Iraq". (Fonte)
Con buona pace di quelli che era un maledetto mercenario.