sabato, aprile 04, 2009

A me gli occhi!

Era iniziata come una normale giornata di manifestazioni, con la gioiosa macchina da guerra del glorioso comunismo italiano a colorare le storiche arterie romane e l'immenso catino del Circo Massimo con i tre e più milioni di festanti ed incazzati proletari contro questo governo impresentabile e opprimente.

Eppure qualcosa, ad un certo punto, è andato storto. Guglielmo Epifani, leader della CGIL, era giunto al termine del suo discorso di chiusura quando, improvvisamente, si irrigidisce e, tra lo sgomento generale, sfodera un perfetto saluto romano mentre, a mezza bocca, canticchia "Faccetta Nera". Alle sue spalle, contemporaneamente, si materializzava una donna in tenuta paramilitare che imbracciava minacciosa quello che somigliava paurosamente ad un fucile automatico AK-47 (il famoso "Kalašnikov"). La foto qui a lato e la testimonianza diretta di un cronista de Il Giornale - presente sul palco - sono la prova che Epifani ha sbroccato (l'espressione di Epifani è tipica di chi ha appena detto la parola "abissina", è evidente). E lo ha fatto in modo molto pericoloso, e per la democrazia (alzare una mano è sempre un pericolo mortale, soprattutto in Italia) e per l'ordine pubblico (non si gira per strada con guardie armate di AK-47!).
Presenti sul palco accanto al leader della CGIL c'erano anche i suoi omologhi tedesco e francese, il cui labiale è inequivocabilmente stato "Ach! Ke kazzen ha tetto kuesto italianen manciaspaketten??" "Mais je ne sais pas, cet réactionnaire de merde!"
Al momento sono ancora ignote le cause che hanno indotto il sempre compassato Epifani ad un gesto così estremo ed incomprensibile, ma si sa: i comunisti sono un po' pazzerelli, e la gaffe farà di certo il giro dei media stran................... eh?

Cosa? Dici che me so' sbajiato? Dici, eh....? Ah.... La foto è taroccata? Quella là dietro stava solo applaudendo e qualche bontempone gli ha photoshoppato (e pure male) un fucile in mano?
Si, vabbe', ma il saluto romano... quello sembra ver......... come dici? Azz! Dici che stava solo salutando il pubblico oceanico e festante sotto al palco? E che una foto può immortalare un movimento e farlo sembrare una posa? Si, eh? Dici che non mi devo inventare di sana pianta cose che manco capisco solo per fare il fighetto e scrivere qualcosa per i soliti cretini che non chiedono altro? Eh... beh, si, certo..... er......
Ma sai che ti dico? Me sto a consola', me sento in buona compagnia, oggi.

**UPDATE** Se Berlusconi fosse quel despota nazistoide che viene dipinto dai soliti noti, non credo avrebbe risposto con un fin troppo bonario "non si fa così". Avrebbe mandato le sue squadracce ad impalare nella piazza di Arcore i pennivendoli responsabili di quest'ennesima pagliacciata, e sarebbe stato anche facile dal momento che i pirla di firmano anche. Avrebbero avuto ben d'onde a dargli del dittatore, ma ne sarebbe valsa forse la pena.
Invece, ha fatto il nonno col rimbrotto. Che, ovviamente, è stato prontamente rivoltato nel solito "pericolo censura". C'è veramente da vomitare.

1 commento:

sagra ha detto...

Polyscor(eggia) ne ha inventata un'altra:
La pereta di rimbalzo.

Assolutamente inetto in quella dote eletta che riassume la fantasia, l'ironia ed il sarcasmo geniale, si inventa una penosa loffa di ritorno, indispettito dal riuscitissimo quanto maligno scherzaccio al Berlusca ed alla "piccola, indifesa, tenera ministra" che, in quanto corta e bruttarella, non subisce l'infame sospetto che grava pesantemente su quella parecchio più bona, intraprendente e soprattutto scosciata, vittima di una serie di imbarazzanti intercettazioni sulle preziose voluttà delle carnose labbra.

Una vera e propria loffa di terz'ordine, che non ci aspettavamo da cotanto nobile scoreggione.

Ti consiglio una robusta cura di fagioli per ritornare all'antico splendore ed alla sonora timbrica che ti contraddistingue.

Saluti da Sagra