domenica, settembre 20, 2009

Brunetta dice ciò che tutti pensano


Renato Brunetta, si sa, non è uno con i peli sulla lingua. Non te la manda a dire. E, per questo, è il più odiato ed il più amato tra i ministri di questo governo. E' costantemente in cima alle classifiche di gradimento tra i membri dell'Esecutivo, eppure gira con due scorte armate, costretto ad una vita blindata.
E' il destino di chi dice pane al pane e vino al vino, di chi ha deciso di prendere di petto ciò che generalmente non solo non si prende di petto, ma dal quale ci si tiene a debita distanza per non svegliare il can che dorme, intoccabile come un dio in terra, circondato da schiere di fedeli del politicamente corretto.
Stiamo parlando dei sindacati che proteggono gli eserciti di fancazzisti che ammorbano la nostra pubblica amminsitrazione e del castello di privilegi che essi si sono costruiti a spese di tutta la comunità. Il Ministro Brunetta è uno che s'è presentato sulla porta di questa gente con un martello pneumatico per ogni mano: sarà piccoletto, ma fa male.
E se uno è senza peli sulla lingua quando si tratta di chiamare i fancazzisti col loro nome, lo è anche quando parla di altre cose; come, ad esempio, della sinistra becera, caciarona, impresentabile e pericolosa che la fa da padrona in quella che vorrebbe presentarsi come un'opposizione democratica, ma che puzza più di resistenza partigiana (contro cosa, poi, lo sanno solo loro). Ed ecco che Brunetta fa uno spaccato tutto sommato semplice, lineare, cristallino della sinistra italiana; anzi, a mio parere rimane anche un po' troppo sul generico. Ci sarebbero nomi e cognomi precisi da fare: Carlo De Benedetti in primis, Massimo D'alema, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio / Beppe Grillo sono solo alcuni dei nomi di persone che hanno dimostrato con i fatti di pensare di abbattere il governo democraticamente eletto con mezzi illeciti, o comunque contrari ai dettami costituzionali e, per questo, eversivi. Poi ci sono le seconde linee: i giornalisti, gli opinionisti, gli artisti, gli scienziati, gli intellettuali sono tutte categorie che inglobano elementi che, chi più chi meno e con i mezzi più disparati, hanno apertamente parteggiato (o hanno attivamente agito) per il medesimo disegno eversivo.
Disegno che ha una sola causa: la morte della sinistra italiana. Dico "italiana" perché, a ben vedere, in altri Paesi le sinistre hanno saputo riciclarsi (leggasi: evolversi) in qualcosa di compatibile con il secolo corrente; ma in Italia, vuoi per il provincialismo ed il qualunquismo così radicato nel DNA dei suoi cittadini, vuoi per l'intervento costante e fortissimo di agenti esterni che hanno sempre spinto affinché l'Italia rimanesse "immatura" nella sua democrazia in modo da poterla controllare più agevolmente (la sua posizione strategica è di valore sempre inestimabile), le sinistre sono rimaste ancorate a logiche di cent'anni fa evolvendo unicamente le proprie propaggini lobbistiche e corporativistiche e così facendo, inevitabilmente, si sono isolate con le loro stesse mani nei confronti del popolo. E non appena le condizioni sociali interne ed internazionali sono state favorevoli, tali anacronismi e tali conflitti interni sono esplosi mettendo a nudo tutto il vuoto sottostante, come un palloncino troppo gonfio.
Ma i rappresentanti di queste forze politiche, industriali, bancarie e sociali non ci stanno, ovviamente, a farsi sbarrare la strada da un dettaglio secondario che considerano con palese fastidio, come il fatto che nessuno li supporta più (ad esempio con il voto): il mantenimento (e l'accrescimento) del Potere sono la loro unica ragione di esistenza e sono pronti a tutto pur di perseguirli.
Persino a stravolgere il significato di buona parte delle loro apparenti lotte, come quella in favore della Costituzione: un pannucciello caldo sotto al quale nascondere il coltello. Questi signori non si fanno remore nel tentare un vero e proprio colpo di stato, salvo poi nascondersi sotto la gonnella di questa o quella istituzione (meglio se inutile) per poter dire di essere loro "sotto attacco". Ad esempio, la storia della libertà di stampa: oggi addirittura l'OCSE ha chiesto il ritiro delle querele contro Repubblica e L'Unità; domani lo chiederà Ban Ki Moon direttamente. E giù stracciamenti di vesti contro il "regime" berlusconiano, reo di tappare la bocca alla "libera stampa".
Ed ecco spiegato lo sfogo del Ministro Brunetta, che poi è lo sfogo di tutti noi schifati da una politica incapace di fare politica; sfogo puntualmente etichettato come "show" dai soliti pelosi opinionisti della sinistra, che non smettono mai di applicare alla lettera il manuale staliniano, che prevede la ridicolizzazione dell'avversario al fine di spuntarne le armi. Ridicolizzazione che si estende agli italiani, ovviamente, che poi - guardacaso - li ignorano nei momenti che contano.
Ah, infatti Brunetta oltre ad essere il più amato ed il più odiato è anche il più sbeffeggiato tra i ministri: Massimo D'Alema lo chiama "energumeno tascabile" - con un riferimento politicamente scorrettissimo alla sua bassa statura, ma si sa che certe "attenzioni" non valgono se rivolte a beceri rappresentanti "delle destre". Ma anche i sassi sanno che quando si sbeffeggia qualcuno, nove su dieci è perché lo si teme. E Brunetta è anche il più temuto, tra i ministri.

4 commenti:

sanny16 ha detto...

pienamente d'accordo col ministro
carmelo

Luca Borsetta, un italiano ha detto...

ehm...
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/pubblica-amministrazione/legge-fannulloni/legge-fannulloni.html
Mentre non lo è il lodo alfano?

Polìscor ha detto...

Ecco il testo del decreto: inutile leggere le cazzate di Repubblica e i rimpalli tra sindacati, giornalisti e portavoce.

http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09078d.htm

Il Lodo Alfano esiste in tutti i paesi civili, così come la Giunta per le Autorizzazioni a Procedere e l'immunità parlamentare. Delle quali gli "eroi" manettari che tanto spaccano le palle in questo momento fanno uso a piene mani, casomai ti fosse sfuggito.

Polìscor ha detto...

E un'ultima cosa: anche se Repubblica fa finta di crederci, non è certo lei (né tantomeno la CGIL) a dichiarare "anticostituzionale" alcunché.
Quella è fuffa buona solo per i creduloni, che purtroppo non mancano mai.