giovedì, luglio 09, 2009

I paladini

Eccoli qua, i paladini dell'informazione: a scannarsi per saltare la fila e agguantare il cotillon.

mercoledì, luglio 08, 2009

Zappadu zappato

Iniziano a cadere le teste. Antonello Zappadu, il paparazzo che millanta "cinquemila fotografie" rubate alla privacy di Villa Certosa, è stato licenziato in tronco dall'agenzia per la quale lavorava, la E-Polis S.p.A.

Che già il 30 maggio scorso aveva "preso le distanze" dal fotografo sardo sganciandosi nettamente dal suo operato. Ma che oggi è andata oltre e, vantando la "giusta causa", l'ha mandato in mezzo ad una strada.
La ragione ufficiale è che Zappadu avrebbe violato il contratto di esclusiva che lo legava all'Agenzia; molto più probabilmente, visto il totale fallimento della strategia diffamatoria ai danni di Berlusconi e dell'intero Paese, avrà pensato bene di disfarsi definitivamente del deludente ed ingombrante collaboratore.
Dice che se ne andrà in Colombia, a scanso di qualsiasi evenienza. Buon viaggio, qui non si sentirà di certo la sua mancanza.

Chi non salta berlusconiano è

Pare che D'Alema abbia dato ordini ai neo-tesserati del Pd di recarsi dalle parti dell'Aquila e saltare tutti assieme: un primo successo pare l'abbia avuto, c'è stata appena ora una scossetta del 2° grado.

Altro che Murdoch

Rupert Murdoch sta per fare la figura del cioccolataio, con le sue patetiche ripicche a mezzo stampa, se risultasse vera anche solo la metà di quanto messo assieme oggi da Paolo di Lautreamont su Le Guerre Civili.

George Soros (foto) è da decenni il "grande vecchio" dietro a qualsiasi operazione speculativa al mondo ed è il responsabile di un elevato numero di crolli economici e politici in tutto il pianeta. E' stato condannato innumerevoli volte per reati legati al patrimonio ed alle sue spregiudicate attività finanziarie e ci sono diverse procure che aspettano solo che varchi i confini dei rispettivi paesi.
In Italia, è legato a filo doppio con gli stra-potentati economici che fanno capo a Romano Prodi ed è corresponsabile della distruzione sistematica del sistema economico ed industriale italiano ai tempi delle "svendite di stato".
Inoltre, è direttamente responsabile dell'affamamento di decine di milioni di esseri umani avendo speculato per anni sulla produzione di biocarburanti in sud America, scellerate operazioni che hanno distrutto innumerevoli coltivazioni e ridotto alla miseria intere nazioni; per questo, Prodi lo insignì di una laurea ad honoris causa all'università di Bologna.
E' l'uomo che sta dietro l'elezione di Barack Obama e all'incredibile mare di milioni di dollari che hanno contribuito a renderla possibile, nonché dietro l'affossamento di numerosissime personalità politiche in Europa nei decenni passati, schiacciati dalle campagne micidiali da lui finanziate.
E' l'incarnazione di tutto ciò che i simpatizzanti delle sinistre non sanno e non vogliono sapere: come i soldi dei "proletari" vengono utilizzati per arricchire chi li controlla.
E', probabilmente, il vero Nemico che Silvio Berlusconi dovrà affrontare nei mesi a venire: George Soros l'ha giurata all'onda "xenofoba e nera" che sta avanzando in Europa ed è già a caccia di facili proseliti, sempre pronti ad aprirgli cervello e portafoglio.

La "scusa" di Repubblica

A leggere l'editoriale odierno del direttore di Repubblica (nella foto, Ezio Mauro), intitolato "Il bene del Paese", c'è da sorridere amaramente di fronte a tanta ipocrisia. In buona sostanza, visto che tutte le sue cartucce si sono rivelate a salve, Mauro si giustifica del vespaio armato contro il Governo, contro Berlusconi e contro il Paese stesso adducendo le ragioni della libera stampa che deve «dar conto ai cittadini-lettori del suo [di Berlusconi, ndr] comportamento privato unito alle menzogne pubbliche che cercano di giustificarlo», e che se questo danneggia l'immagine dell'Italia all'estero in corrispondenza di un evento culmine come il G8 de L'Aquila, la cosa è giustificata per un bene certamente superiore, e non è certo colpa di Repubblica.

Bene, i cittadini-Elettori hanno già ampiamente dato il loro giudizio su questo modo becero ed infantile di fare politica, sarebbe ora che Mauro ed i suoi sherpa della disinformazione ne prendessero atto e tornassero finalmente a fare il loro lavoro. Se si ricordano come si fa.

Il palloncino sgonfio

Come un palloncino che si sgonfia non appena lo compri, la catastrofe che avrebbe inghiottito l'Italia a causa di Berlusconi e del G8 lascia improvvisamente il posto al pragmantismo senza vergogna di chi, fino a dieci minuti prima, era in prima linea nello stracciamento di vesti.

Apre le danze il Corriere della Sera, con l'editoriale di Sergio Romano.

La mala información: Capitolo XIII - Il Codice Sarzanini

Oggi, timidamente, fa la sua comparsa sul Corriere della Sera un articolo di Fiorenza Sarzanini (foto) che parrebbe dare conto di quanto sta succedendo in Puglia con le inchieste dei pm sul giro di prostituzione, droga e appalti truccati che ha già causato il crollo della Giunta di Nichi Vendola, passato praticamente sotto silenzio.

In realtà, è un classico esempio di mala información: la Sarzanini, com'è suo costume, racconta meno della metà della verità, evitando accuratamente di tirare in ballo il grosso dei nomi e dei luoghi coinvolti nelle indagini.
L'appartamento di via Roberto da Bari, le cene al ristorante Da Tuccino di Polignano, gli incontri alla Masseria San Domenico, l'imprenditore Enrico Intini, la dirigente della Asl Lea Cosentino, i numerosi assessori della Regione Puglia, ma soprattutto Alessandro Frisullo, ex- presidente vicario della Regione e strettissimo collaboratore di Massimo D'Alema (che in Puglia ha il suo indiscusso feudo personale): non un solo riferimento, la Sarzanini si preoccupa unicamente del "politico del PdL" - Salvatore Greco - buono ultimo arrivato sulla scena.
Evidentemente esiste anche un "Codice Sarzanini", diretto discendente del "Codice Travaglio": si fa cronaca, ma solo di quello che si vuol far sapere. Il resto, se non lo dice "il giornale", non esiste.

martedì, luglio 07, 2009

Sciopero? No, grazie.

Il 14 luglio prossimo è stato indetto - non si sa bene da chi - uno "sciopero" dei blog, per protestare contro quell'articolo del decreto Alfano che obbliga i blogger a rettificare notizie false o calunniose entro 48 ore dalla richiesta fatta dalla parte che si ritiene offesa.

Applicandosi evidentemente questa norma al purtroppo prolifico "mercato" delle stronzate che affligge la blogosfera, nella quale trovare un "update" ad un post è più difficile che trovare un comunista che si dimette, ed essendo il sottoscritto strenuo difensore della Verità - fino a prova contraria - e strenuo oppositore delle parole scritte col cervello scollegato ma utili alla Causa di turno, il 14 luglio non solo questo blog rimarrà "aperto" (la cosa è talmente ridicola che faccio fatica a scriverla), ma mi adopererò per postare più del solito.
Ovviamente, senza mai calunniare nessuno (che non se lo meriti), come sempre.

Quarto Potere

Ma le televisioni, in Italia, non erano tutte in mano a Berlusconi?

Parlamentari & Parlamentari

La sinistra si sta masturbando alla notizia delle dimissioni del deputato leghista Salvini, colto ad intonare un coro da stadio che, personalmente, ho sentito la prima volta a cinque anni, andavo all'asilo. Si, quello dei napoletani "colerosi e terremotati", proprio quello.

Ah, certo, tutto giusto: se uno è talmente coglione da fare una cosa del genere mentre si fa riprendere in video da parlamentare (seppure in vacanza), è giusto che venga sputtanato, ed è ancor più giusto che si dimetta.
Ma.
I sinistrati che gongolano sono, come al solito, gli ultimi a poter parlare: primo perché al suo posto non l'avrebbero fatto mai (dimettersi), avrebbero messo giù tutto il repertorio di arrampicamenti sugli specchi socio-filosofici e di "moniti ufficiali" che ben conosciamo, ma il colpevole sarebbe rimasto con le chiappe saldamente ancorate all'inseparabile cadrega. Secondo, perché nessuno deve dimenticare che lorsignori (si fa per dire) hanno avuto la faccia tosta di portare in Parlamento un delinquente come Francesco Caruso, spaccavetrine di professione, che neanche il più scalcinato militante di sinistra si immaginerebbe nei panni di un'Orsolina tremebonda e scandalizzata.
Quindi, come al solito, silenzio kompagni! Non siate ridicoli oltre lo stretto necessario. Biasimo per la cretinata fatta dal leghista, rispetto per il gesto col quale ha accettato le proprie responsabilità.

**UPDATE**
La cosa prende forma. Salvini è stato eletto eurodeputato, quindi doveva scegliere se accettare la nuova carica rimanendo deputato italiano oppure "traslocare" a Strasburgo. E aveva scelto Strasburgo, con i termini per la questione che "scadevano oggi".
Sorge spontaneo il dubbio sulla coincidenza dei tempi: è lui che ha anticipato / modificato la scelta per riparare alla boiata fatta, oppure quel video è stato tirato fuori ad arte dieci minuti prima delle previste e regolari dimissioni per montare un caso contro un barbaro leghista da sputtanare?
Eh, la seconda - visto con chi abbiamo a che fare, la cosa è nata da una "denuncia" di Repubblica - non è mica fantascienza...

Tutto qua?

Embe'? Si riduce a questo ciò di cui Berlusconi "si sarebbe reso amaramente conto"? E questa la catastrofe che "trascinerà l'intero paese nel declino del suo leader"? Sono questi gli "scenari imprevedibili" che si sarebbero potuti aprire? E' questo il "periodo di incertezza" che incombe sulla nostra povera Italia?

Un ignorante pennivendolo del Guardian che scambia il G20 per il G8? E che, bontà sua, decide che l'Italia sarà fatta fuori dal G8 e che al suo posto verrà messa la Spagna? E' veramente questo? Nessuna incriminazione per tratta di minorenni? Nessun avviso di garanzia in diretta mondiale? Nessuna battona d'altobordo che si presenta con un bel filmino girato col cellulare con Berlusconi in pieno sollazzo da settantaduenne senza prostata?
Che delusione. Che tristezza. Che disincanto. Giorni, settimane di attesa, e poi questo.
Nei panni di D'Alema metterei a ferro e fuoco Largo Fochetti, la sinistra italiana (e non solo) non può fare una figura così barbina! C'è una dignità da mantenere! La scossa! Dateci LA SCOSSA!
Magari del quinto grado Richter!

lunedì, luglio 06, 2009

Maximum Impact

Ormai non lo nascondono neanche più, i pennivendoli inglesi sono convinti che tutto il mondo abbia il cervello bollito come i loro lettori, ormai senza speranza e sommersi fino al collo nei tabloid.

«Pubblicheremo nuove foto di Villa Certosa subito prima del G8, per ottenere il massimo impatto.»
Ah, be'. Prego, accomodatevi! Abbiamo ancora qualche pollo, qui in Italia, che già sbava e si straccia il vestitino di cachemere al solo pensiero.

Il Partito prima di tutto

«Lo statuto del Pd va cambiato, le primarie per eleggere il segretario non vanno bene perché attribuiscono ai cittadini il potere di demolire il partito o comunque di invaderlo, di occuparlo.»

Eccola la concezione politica di Massimo D'Alema, stalinista. Questo è il politico i cui collaboratori più stretti sono al centro del ciclone pugliese (prostitute in cambio di favori politici ed appalti), lo scandalo italiano più nascosto dai media che memoria umana ricordi. Questo è il politico che ripetutamente dichiara di essere a conoscenza di imminenti "scosse" nei confronti del Governo, scosse che si rivelano poi puntalmente operazioni da basso regime comunista, diffamazioni a mezzo stampa e manipolazione di cervelli deboli (questo Paese ne è tutt'ora fornito, purtroppo, anche se in clamorosa minoranza). Questo è il politico che utilizza i potentati stranieri gemellati col gruppo editoriale italiano ai suoi ordini per dimostrare che il Paese è sull'orlo di chissà quale baratro. Questo è il politico comunista che non fa politica perché ne ha perso le facoltà nel 1989, assieme a tutto il suo "apparato", e perché ne ha dimenticato definitivamente il significato nel 1994, quando è rimasto accecato assieme ai suoi kompagni dal fulmine di Arcore.

venerdì, luglio 03, 2009

La mala información: Capitolo XII - Terremoto Birichino /2

Dopo l'esilarante sottotitolo col quale il Corriere ha tentato di teorizzare un legame occulto tra il potere berlusconiano ed i terremoti, mi tocca tornare sull'argomento; stavolta, però, non più con ironia ma con lo sprezzo ed il biasimo tipicamente dovuto ai media italiani, nessuno escluso.

Sempre il Corriere della Sera, sempre L'Aquila, sempre il G8.
Nel rendere conto della nuova scossa sismica di oggi (peraltro di notevole intensità), l'anonimo pennivendolo - identificabile quindi con la Redazione e, di conseguenza, col Direttore - scrive questa perla:
[...] La scossa è stata registrata alle 13:03 dall'Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. A cinque giorni dal G8 cresce l'ansia sicurezza. L'ambasciata statunitense ha diramato un allerta a tutti cittadini americani in Italia: «particolarmente attenti e all'erta da questo momento, fino al vertice del G8 all'Aquila» [...]
che rincara, alla fine del pezzo, con un'ulteriore, preoccupante frase:
[...] dice il direttore della sezione di Milano dell'Ingv, Fabrizio Galadini. «Al momento - aggiunge - stiamo valutando gli aspetti che riguardano quale faglia possa aver creato questo terremoto». La risposta potrà arrivare solo nelle prossime ore, quando saranno disponibili ulteriori dati.
Intanto massima allerta per tutti gli americani residenti o in viaggio in Italia.
Bullshits. Stronzate, in italiano. Decontestualizzare e virgolettare sono due tra gli esercizi da scribacchino che meglio riescono a questi venduti della disinformazione di regime: l'ordine di scuderia è, oggi e già da qualche settimana, spargere la voce che Berlusconi stia tentando di far fuori i "grandi della terra" facendoli inghottire da un terremoto (del resto, perché avrebbe spostato il G8 dalla tranquilla Sardegna, sennò?). Non solo. I suddetti "grandi" sono così spaventati, ma evidentemente costretti a venire comunque (maledetto dittatorello nano!) che nientepopodimeno che l'ambasciata USA in Italia dirama "massime allerta", tipo un DEFCON-1 di hollywoodiana memoria.

Bullshits. Il pennivendolo che non si firma si guarda bene dal citare la fonte che usa quando parla dell'ambasciata americana. Tocca al sottoscritto farlo: la fonte è, manco a dirlo, l'ambasciata americana. Che nella pagina dedicata agli "warden messages" (gli "allerta" del pennivendolo), al paragrafo dedicato alle manifestazioni di piazza, riporta quanto tradotto e copia/incollato sul Corriere:
(JULY 2, 2009) UPCOMING DEMONSTRATIONS REGARDING 4TH OF JULY AND G8 SUMMIT
American citizens are advised to be especially attentive and alert from now through the Fourth of July and the G-8 Summit in Italy. Please exercise caution as you travel in Rome and around Italy. Several demonstrations are planned over the next ten days that may affect U.S. interests or those of the G-8 countries. [...]
L'ultimo (ed unico) warden message che ha a che fare col terremoto abruzzese risale, guarda caso, al 6 aprile, giorno del sisma.

Una volta di più: non credete ad una sola parola che trovate scritta sui quotidiani (o recitata dai telegiornali). Quanto meno se tenete alla vostra dignità di cittadini.

**UPDATE**
Devono essersi resi conto di aver scritto una boiata e hanno esteso l'articolo spiegando - bontà loro - che le "allerte" sono per le manifestazioni e non per il sisma.
Qui sotto la pagina com'era prima delle correzioni:

Ma ancora non basta. I warden messages sono la normalità, vengono diramati in continuazione e, soprattutto in prossimità di eventi come il G8, sono particolarmente mirati alla sicurezza dei cittadini statunitensi, con espliciti inviti a tenersi lontani dagli assembramenti e a non girare soli o dopo il tramonto.
I pennivendoli, invece, continuano a proporre questa normalità come un'eccezionalità legata a L'Aquila.

Le ragioni del disprezzo

C'è un motivo ben preciso per disprezzare i media italiani, i suoi direttori ed i giornalisti che ne costituiscono la bassa manovalanza: non fanno informazione.
Invece, sono organici a disegni di volta in volta politici, economici, quando non di mero calcolo di vendite. E questo, da parte di un mestiere che si picca di essere paladino di libertà e costruttore di coscienze, è l'insulto più grave. Nessuna scusa, nessuna giustificazione, nessuna pietà.
Aprite i siti Internet dei maggiori quotidiani italiani, tutti quanti, a prescindere dal "colore": cercate le parole "vendola" o "puglia" o "tarantini" o "d'addario" o "manila" o "inchiesta". Non troverete nulla. L'Unità, Il Giornale, La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Tempo, SkyTG 24, Ansa, TgCom. Per trovare un timido trafiletto nascosto bisogna aprire Il Messaggero, che comunque si guarda bene dal nominare le illustri personalità di cui sopra.
Eppure i nomi sono gli stessi, la D'Addario è sempre la stessa puttana d'altobordo e il suo datore di lavoro è lo stesso pappone di lusso; anche il transessuale amico della prostituta è sempre lo stesso; anzi, stavolta ci sono corruzioni vere, appalti truccati veri, scambi di sesso per favori politici veri, un'intera giunta regionale mandata a calci in culo a casa, altarini scoperti ed asini che cascano (soprattutto quelli con i baffi e che vanno in barca). Eppure, silenzio. Muti. Non è successo nulla. Non sta succedendo nulla. La "scossa" di D'Alema non assume nessun significato, ora. Tutto OK.
Ah, già. A ben pensare, una differenza c'è, nevvero?
Patetici scarafaggi. Vergogna! Questa non è "libera informazione", questa è disinformazione di regime! Ci avete costretto ad ammirare il pisello di Topolanek, ora pretendiamo di sapere cosa succede in Puglia! Vergogna!

giovedì, luglio 02, 2009

Le radici dell'odio

Ogni qualvolta mi capita di discutere con qualcuno circa la figura di Berlusconi e la sua fortissima influenza su chi si definisce "di sinistra", il quasi inevitabile epilogo è una serie di insulti diretti al sottoscritto il cui leitmotiv è, più o meno, "tu non capisci un cazzo, sei solo un berluscones".

Per una volta voglio prendere atto della mia presunta incapacità comunicativa e mi faccio momentaneamente da parte per cedere la parola a Fabio Raja che, dalle pagine de Il Legno Storto, riesce certamente molto meglio di me nell'intento.

Le radici dell'odio
di Fabio Raja

Affermare che Silvio Berlusconi politico, è un’anomalia, è un’ovvietà. Con altrettanta onestà andrebbe detto che tale anomalia è la diretta conseguenza di un’altra anomalia: la “pulizia etnica” per via giudiziaria di un’intera classe politica che, tra luci ed ombre, aveva guidato il paese durante la ricostruzione del dopoguerra, l’impetuoso sviluppo economico degli anni sessanta e l’assalto dell’eversione brigatista e delle frange fasciste degli anni settanta e ottanta. Garantendo libertà, democrazia e benessere. Qui non è in discussione se l‘azione dei Magistrati fosse giusta, e probabilmente lo era, o se abbiano travalicato dai loro compiti, e probabilmente lo fecero, o se l’aver graziato i comunisti fosse giusto, lo ritengo difficile, o funzionale ad un progetto che il partito dei PM intendeva attuare.
Qui interessa rimarcare che senza la scelta del Cavaliere di "darsi alla politica", Mani Pulite avrebbe consegnato il paese ai comunisti senza colpo ferire.

La scelta di Berlusconi fu dettata da interessi personali? E’ possibile, anzi probabile ma questa scelta intercettò l’ansia della maggioranza degli elettori che non avevano alcuna intenzione di consegnarsi mani e piedi ai comunisti proprio mentre il comunismo collassava in tutta Europa.

L’aver frustrato non una volta, ma per ben tre volte il sogno dei comunisti e degli ex comunisti di prendere il governo del paese, rappresenta probabilmente la causa prima, il primum movens, dell’odio della sinistra verso l’attuale Premier.

Il Cavaliere, poi, ci ha messo del suo, eccome, per non farsi non dico amare, ma almeno sopportare dai circoli intellettuali e dalle elite progressiste.

Certi atteggiamenti francamente sopra le righe, una vita anche privata che è apparsa quanto meno spericolata, il mantenere un profilo pochissimo, anzi per niente, istituzionale, gli ha procurato l’insofferenza di molti e al tempo stesso il consenso delle masse popolari che lo comprendono al volo e, sebbene ricchissimo, lo sentono vicino, uno dei loro, molto di più di quanto non lo sia, non dico, un Rodotà o un Violante, ma neppure Veltroni e D’Alema.

E’ questa la seconda radice: la rabbia, l’impotenza che nascono dal non sapersi capacitare come un tipo così, uno psiconano, un venditore di tappeti, uno che ignora la grammatica politica e istituzionale, un puttaniere, uno che va con le minorenni, possa guidare il paese e raccogliere un così largo consenso.

A questa domanda, a sinistra rispondono con un’interpretazione semplice e rassicurante: perché ha le televisioni.

E con le televisioni non solo controlla l’informazione, censurando le voci contrarie, ma fa qualcosa di più e di peggio: manipola le menti, crea una sottocultura che abitua a non pensare, enfatizza e pubblicizza modelli deteriori, inquina il pensiero delle masse.

E’ la terza radice dell’odio, che ignora, o finge d’ignorare che la televisione commerciale vende i prodotti che sono desiderati dalle masse. Che se le masse volessero cultura, rete4 programmerebbe Sofocle e Mozart invece che il Grande Fratello e i Cesaroni. E ignora che i format televisivi trash non sono una specificità italiana, anzi sono nati nel Regno Unito o negli USA. Basta possedere una parabola TV per vedere che dall’Europa, all’America al Medio Oriente, la televisione si è ormai omologata e molti, se non gli stessi programmi sono declinati in Italiano, Inglese, Giapponese, Spagnolo ed Arabo.

C’è poi la quinta ed ultima radice dell’odio.

L’Italia è un paese bellissimo, gli Italiani persone geniali. Eppure nella cultura, nella ricerca ed in tanti altri campi, siamo il fanalino di coda d’Europa. Perché? Perché non c’è concorrenza, perché esistono elite che vivono bene, ed a spese della massa, con privilegi e rendite di posizione, e si oppongono fieramente ad ogni cambiamento e perché sicuri che nessuno ha avuto, ha, ed avrà la forza di cambiare le cose.

Oggi un po’ meno sicuri, perché, per la prima volta dal dopoguerra c’è un uomo che ha un grande potere in Parlamento e un larghissimo consenso nel paese, che potrebbe (sottolineo potrebbe) cambiare le cose.

Forse non lo farà, ma potrebbe. Sono preoccupati e non dormono la notte. E per questo odiano.

Riflessi di censura

Nel vortice politicamente corretto della "protezione dei minori", è diventata pratica ormai comune "pixelare" o "sfumare" (più propriamente: censurare) i volti di qualsiasi essere umano sotto i diciotto anni compaia su un giornale o in un servizio televisivo.

Ma a volte, si scade nel ridicolo più di quanto già non lo si faccia di solito: è il caso del Corriere della Sera che, nella fotogalleria dedicata al balcone di vetro della Sears Tower di Chicago, oscura il volto di una altrimenti bellissima bambina bionda, ma si dimentica di fare altrettanto col riflesso dello stesso nel vetro...

Bentornata Italia!

L'Italia entra nel terzo millennio. Ciò che in tutto il mondo, dittature o democrazie, è la normalità in Italia è una roboante notizia da prima pagina, ma va bene così: l'importante è esserci arrivati.

Uno dei capisaldi della politica di centrodestra, la lotta alla clandestinità, è giunta oggi a meta con l'OK del Senato al disegno di legge "sulla sicurezza".
Che, però, andrebbe chiamato "sulla civiltà", dal momento che le norme in esso contenute (e che da oggi sono legge dello Stato) rappresentano il minimo sindacale per considerare una nazione come tale.
Ora, via al pianto ed allo stracciamento di vesti dei soliti terzomondisti della domenica, ad iniziare dal Vaticano che già paventa "dolore" per i poveri migranti. Ma basta sentire una delle argomentazioni della sinistra per avere la cifra dell'ipocrisia di chi si oppone alla civiltà: se da oggi è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno per poter accedere ai servizi delle amministrazioni pubbliche (talmente lapalissiano da rasentare l'insulto all'intelligenza), il ditino alzato dice che così facendo i figli dei clandestini non potranno essere iscritti all'anagrafe. E vorrei vedere!
Lo scopo di questa sacrosanta legge è proprio evitare che la popolazione italiana venga sostituita da orde di clandestini che si riproducono come conigli, protetti dal politicamente corretto e dall'ignoranza, in modo che la loro prole - regolarmente considerata "italiana" - prenda il possesso di questo Paese nel giro di due generazioni in un contesto di assoluta mancanza di regole, con tutto ciò che questo comporta. Ciò, ovviamente, è quanto la sinistra vorrebbe più di ogni altra cosa, dal momento che vede in queste persone quegli elettori che la popolazione indigena ha negato loro: ma per fortuna non governano più, e non lo faranno per lungo tempo.
Chi vorrà entrare nel nostro Paese dovrà farlo perché lo vuole veramente, e perché avrà qualcosa da dare in termini di lavoro, cultura, civiltà. Provvedimenti come questo sono la migliore risposta del Governo alla fame di giustizia degli italiani e, indirettamente, alla becera ignavia delle opposizioni schiacciate dalla loro inutilità su battaglie indecenti e dannose per l'intero Paese.

Bersani maanche no

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Non serve essere dall'altra parte della barricata rispetto a Veltroni per esercitare la nobile arte del "maanchismo".

(Immagine da Corriere.it)

mercoledì, luglio 01, 2009

Serracchiani in love

Ma che tenera. Ha deciso di non candidarsi alla segreteria del Pd, lasciando tutto il campo alle cariatidi del PCI, perché... le sta simpatico Franceschini!

Ohibò, in effetti ha ragione: SuperDario, in questi ultimi mesi, ci ha fatto sganasciare dalle risate con le sue uscite da operetta buffa, ma non credevamo che avesse un tale ascendente su una gentile pulzella tutta grinta e futuro, già canonizzata dal "popolo della rete" (lo stesso che crede alle scie chimiche e che legge Beppe Grillo, ma fa nulla), tanto che per lui molla tutto.
E quando si dice che l'amore è cieco: per la Piccola Avvocatessa Friulana la sua fiamma è addirittura "bravo, innovativo e coraggioso". E avvocato pure lui. Quindi, rappresenta il nuovo.
Vabbe'.

(Grazie a Elly per il gustoso spunto)

**UPDATE**
Non è passata manco un'ora, ed ecco il fuoco di fila della Kompagni Indignati S.p.A. abbattersi come un uragano sulla poveretta, rea solo di essere troppo ingenua: pensava che bastasse fare gli occhi dolci e un discorsetto su YouTube per ingraziarsi gli eredi del PCUS.