mercoledì, febbraio 07, 2007

Delitto politico?

Nell'ambito delle indagini italiane sull'uccisione di Nicola Calipari, il giudice per le indagini preliminari Sante Spinaci ha definito il fatto «omicidio politico e volontario».

Ora, non risulta da nessuna parte che il gup abbia in mano prove tali da per poter affermare che la pattuglia americana posizionata sulla strada per l'aeroporto sapesse chi fossero gli occupanti dell'auto poi crivellata; di conseguenza, non risulta da nessuna parte che abbia in mano le prove della "volontarietà" nel voler uccidere proprio Calipari e la Sgrena.

Ne consegue che la definizione "omicidio politico", seppur roboante e musica per le orecchie di chi sappiamo noi, è non solo con tutta probabilità campata per aria, ma traccia già un percorso di condanna oserei dire preventiva nei confronti del "private" americano.

7 commenti:

Alexis ha detto...

Ti assicuro da giurista che si tratta di un gigantesco equivoco generato dall'analfabetismo cialtronesco di certa stampa: delitto politico qui significa OGGETTIVAMENTE POLITICO cioè che lede un interesse primario dello stato vista la funzione della vittima, non SOGGETTIVAMENTE POLITICO, cioè compiuto con un MOVENTE POLITICO! quanto alla volontarietà beh il dolo, almeno eventuale c'è tutto: per una volta falso allarme...

alepuzio ha detto...

Mica sono sicuro di aver capito...
OGGETTIVAMENTE POLITICO vuol dire che perchè il soldato ha ucciso un nostro agente segreto si parla di estradizione, mentre se fosse stato un civile la cosa sarebbe stata più lieve?
Ho capito bene?

Grendel ha detto...

Il dolo? E dove starebbe, di grazia?

Angelo ha detto...

Forse si tende a far confusione tra un omicidio di strada ed un'azione in guerra.
@alexis: riprendo la domanda di grendel, dov'è il "dolo"? "Dolo" vorrebbe dire due cose: o che la pattuglia sapeva chi c'era nell'auto ed ha sparato con l'intenzione di uccidere quelle persone, o che la pattuglia ha deliberatamente aperto il fuoco contro l'auto nonostante consegne, regole di ingaggio, ordini e quant'altro prevedessero il contrario.
Ma questo già sappiamo che non è possibile, è stato ampiamente spiegato quali fossero le regole di ingaggio di quel checkpoint (che poi sono le stesse di tutti i checkpoint in zona di guerra).
Rimane quindi la consapevolezza sull'identità degli occupanti: da cui, la domanda. Delitto politico?

Grisostomo ha detto...

La verità è che questi giudici hanno rotto gli zebedei. Quando si torna al governo, e speriamo con maggioranze bulgare, la magistratura va epurata di tutti i sinistri - se necessario codice penale alla mano-, e va completamente rifondata.

Pippo ha detto...

Ma sopratutto questi giudici non hanno mai provato ad essere di guardia ad un posto di blocco in zona di guerra (in questa caso pari ad un avanposto) di notte, aspettando in ogni momento che qualcuno dal buio o da un veicolo in corsa si metta a sparare e, se non ti beccano subito, sapendo che la tua vita dipende dalla prontezza delle tue reazioni.
Io ho provato: non è divertente ma molto emozionante.
E, solo per fortuna, ce la siamo cavata.
Non sarebbe male se prima di emettere giudizi su un argomento del genere, si sottomettessero volontariamente all'esperienza di presidiare di notte qualche avanposto o posto di blocco in qualche zona calda dell'Irak o dell'Afganistan.

Anonimo ha detto...

imparato molto