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sabato, aprile 25, 2009

W la resistenza!

Dal blog Sul Terrorismo:
Grazie a Aribandus per la sincera risata che mi ha regalato!

Se Franceschini vuole che Berlusconi faccia la marionetta (evidentemente lui c'è abituato) e dica "viva la resistenza", allora Berlusconi faccia il salto di qualità e gridi "VIVA L'ITALIA!".

venerdì, aprile 24, 2009

Costituzione e menzogne

Incantevole pezzo di Davide Giacalone sulla Costituzione e sul mare di menzogne che vi ruota attorno, grazie soprattutto ai suoi sedicenti "custodi", i rottami del comunismo che sono come la gramigna. Duri a morire.


Una Repubblica fondata sulla bugia

La Repubblica italiana è in gran parte fondata sulla bugia. Falsificazioni storiche che, a forza d’essere ripetute, snocciolando il rosario dell’ipocrisia, sono scambiate per verità. Domani è il 25 aprile, e noi ancora lamentiamo l’inesistenza di una “storia condivisa”, ancora dobbiamo fare i conti con Salò o con la guerra civile. Capita perché si è costruito sulla bugia.

Ho letto, con molta attenzione, il discorso del Presidente Napolitano, pronunciato a “difesa” della Costituzione. Vi ho trovato tutti i segni della storia letta con occhiali ideologici, quindi irreale. L’uniformità dei successivi commenti, il ridursi di tutto alla polemicuzza quotidiana, dà il senso di quanto quel veleno abbia assopito le menti. Il punto principale è quello iniziale, sede d’equivoco e bugia, dove Napolitano individua le fondamenta su cui poggia la Costituzione: “l’opposizione al fascismo e la Resistenza”. Nulla d’originale, solo che ci manca un pezzo e quel che c’è non regge.
La nostra Costituzione, la democrazia nella libertà, si fonda, prima di tutto, sulla conferenza di Yalta, conclusa l’11 febbraio del 1945. Anche i polacchi o gli ungheresi ebbero antifascisti e resistenti, ma non ebbero né democrazia né libertà. La differenza sta in Yalta: quegli europei finirono sotto la dittatura comunista, noi nel mondo atlantico, che ci stava ancora liberando. Cancellando questa verità si cancella l’orizzonte internazionale dalle nostre vicende storiche e, per reggere un racconto bugiardo si moltiplicano le fanfaluche.
Riflettano, Napolitano ed i tanti che precedono e ripetono a pappagallo: se l’origine della nostra libertà e della nostra Costituzione fosse in antifascismo e Resistenza, ne deriverebbe che la democrazia appartiene ad una minoranza d’italiani. La grande maggioranza era fascista. Fascisti perché italiani. Per far finta di fondare la Repubblica sui valori e le idee di una minoranza, facendola passare per quasi totalità, si è falsificata anche la storia pregressa, che, difatti, ancora torna a gola, che dovrà essere vomitata, che non potrà mai essere “condivisa”, perché bugiarda.
Secondo Napolitano la Costituzione “non fu mai intesa come manifesto ideologico o politico di parte”. Lo è. Proprio nella sua prima parte, quella che nessuno dice di volere toccare, che tutti sono pronti ad osannare. Lì è antiliberale ed antindividuale, subordina l’interesse di ciascuno a quello collettivo (indefinito ed indefinibile), privilegia il sociale sul personale. La definirei cattocomunista, o forse, per maggiore precisione storica, vaticantogliattiana. E’ naturale, quindi, che abbia strutturato un sistema istituzionale in cui il governo conta poco ed il Parlamento molto. Non è (solo) perché si era appena usciti da una dittatura, ma perché Togliatti era un realista, cinico. Capì che dopo Yalta non c’era spazio né per la rivoluzione (roba cui poteva credere un Pajetta) né per il governo, quindi barattò la copertura della bugia fondativa con lo spostarsi del potere in Parlamento.
Così, da allora ad oggi, chiunque voglia darsi un tono ed impartirti una lezione costituzionale, ti ripete le solite fesserie, con l’aria compresa di chi ha appena pensato cose profonde. Il che porta a formidabili abbagli: citando Bobbio lo stesso Napolitano ha detto che “la denuncia dell’ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie”. Siccome la storia ha puntualmente e sempre dimostrato il contrario, ovvero che sono i governi rassegnati alla debolezza (modello Facta) a spianare la strada alle dittature, quel che in realtà si vuol dire è: chi denuncia le nostre bugie desidera tornare al fascismo. Invece si può essere antifascisti ed anticomunisti, amanti della libertà e della democrazia, pur non aderendo al club della bugia.
Adorando la dea menzogna, purtroppo, si costringe tutti a vivere il presente come tempo in cui regolare il passato, sopprimendo il futuro. Si proclama intoccabile una Costituzione che è già stata cambiata quindici volte, scassandola, per giunta fuori da sedi e contesti organici, senza clima costituente, procedendo a spizzichi e bocconi e riducendo la Carta a cassetta degli attrezzi, senza valori ideali viventi. Ecco: questi sono i nemici della Costituzione, che domani diranno le solite sciocchezze tonitruanti, ad imperitura memoria e gloria delle bugie.

martedì, aprile 21, 2009

Il Presidente Partigiano

Berlusconi scende in piazza il 25 aprile, e la sinistra scompare del tutto. Il sorriso smagliante del Presidente Partigiano metterà il sugello sul ridicolo maremagnum di melassa e vesti stracciate che rotea vorticosamente attorno alla data della Liberazione, giorno di festa e di ricordo per i fratelli Cervi ma non per i fratelli Govoni, momento di alta e moderna democrazia nel quale solo col comunismo c'è vera libertà.

Berlusconi si approprierà anche di quest'ultimo scampolo di Libertà Rossa ed i buffi Kompagni dal 26 aprile saranno veramente e totalmente senza identità e senza casa ed assomiglieranno completamente ai rottami cui si riferisce il simpatico dinosauro che trovate qui sulla spalla destra, un po' più in basso.
E se la saranno cercata in pieno: chi troppo vuole nulla stringe, dice l'adagio, e l'appropriarsi arrogantemente della Liberazione dell'Italia negando qualsiasi discussione in merito equivale al bambino che non vuol mollare il lecca-lecca, ma contro il quale piace vincere facile.
Oh, si: potranno fischiarlo, potranno insultarlo, potranno perfino costringerlo a darsela a gambe. Ma avrà vinto ugualmente. E potranno incolpare solo loro stessi.

**UPDATE del 22/04/2009**
Berlusconi sceglie Onna per la sua presenza pubblica del 25 aprile: paese doppiamente simbolo, e dell'emergenza di questo periodo e della ricorrenza di sabato. Franceschini si accoda, Di Pietro starnazza ("chi pratica, predica e si riconosce nella dittatura non deve partecipare").
Tutto come da copione, idioti compresi.

venerdì, aprile 25, 2008

25 aprile di libertà

Comunicato Sindacale Giubilare in occasione della Festa della Liberazione.

«Cgil, Cisl, Uil invitano gli esercizi commerciali a rispettare la chiusura per le festività del 25 aprile e del primo maggio.
Invitano i cittadini a non entrare negli esercizi che rimanessero eventualmente aperti, come segno di rispetto per queste feste.»
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