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giovedì, febbraio 01, 2007

Il Bivio di Vicenza /2

La spinosa questione della base USA di Vicenza continua la sua implacabile opera di demolizione del già comatoso governo Prodi-II.
Il ministro della difesa, Arturo Parisi, è stato oggi ufficialmente "scaricato" al Senato dalla maggioranza di centrosinistra, che dovrebbe sostenerlo, nel momento in cui la medesima ha votato contro una mozione (presentata da Roberto Calderoli - Lega) che sosteneva le comunicazioni del governo sulla questione. Ricordiamo, per inciso, che il governo si era orientato decisamente verso la concessione all'allargamento della base, in continuità con quanto stabilito dal governo Berlusconi.
Il voto contrario, peraltro, non è bastato: l'Unione è andata sonoramente "sotto" (grazie ai soliti senatori a vita) ed il tentativo di censura verso il suo stesso governo è fallito miseramente. Anche grazie a senatori dell'Ulivo, come Natale D'Amico (Dl): «Rimango convinto del fatto che la maggioranza abbia sbagliato votando contro. C'è un limite ai tatticismi».
L'Unione, dolorante, si è subito dopo approvata (con i suoi soli voti, la CdL aveva abbandonato l'aula) una "mozione-pezza" dal sapore, a posteriori, francamente ridicolo.
Ancora una volta, il centro-sinistra si rivela SINISTRAcentro; contro i suoi stessi interessi, contro ogni logica di governo, contro ogni decenza nei confronti dei cittadini e del mondo.
Attendiamo fiduciosi il prossimo capitolo del romanzo "Il Bivio di Vicenza", chissà che non sia l'ultimo.

lunedì, gennaio 15, 2007

Il bivio di Vicenza

Entro il 19 gennaio (o giù di lì) Prodi dovrà decidere da che parte gettare il cerino acceso dell'ampliamento della base USA di Ederle , Vicenza. Gli accordi risalgono alla precedente legislatura, i progetti sono fatti da tempo, già decine di milioni di dollari sono stati investiti e centinaia (si parla di circa 500) sono pronti a piovere sull'area, sia per costruire la base - che prevede l'adeguamento di un piccolo aeroporto civile esistente, che per le necessarie infrastrutture circostanti (strade, ponti, raccordi autostradali, barriere antirumore, servizi, uffici, alloggi, eccetera). Dovrà insediarvisi la 173° Brigata Aviotrasportata, circa 1800 soldati oggi già in territorio UE, ma sparpagliati.
Se lo getterà a sinistra (come probabile che accada), sarà ovviamente per non "tradire" i kompagni della maggioranza massimalista dell'Unione; così facendo, però, darà uno schiaffo senza precedenti agli USA e, con tutta probabilità, metterà la parola fine alla presenza statunitense sul nostro territorio, almeno per quanto concerne i nuovi arrivi.
Se lo getterà a destra, salverà la faccia (sua e del Paese), rispetterà gli impegni da esso presi e darà una mano a combattere il terrorismo (la 173° è una "forza di intervento rapido") ma perderà le chiappe, a furia di mozzichi da Diliberto, Scanio, Giordano e kompagni.

Ma già sappiamo quale sarà la sua exit strategy da questa spinosa questione: dire no, e tentare di addossare la colpa ai cittadini (dicendo che in realtà sono loro a non essere d'accordo).

**UPDATE** Come era prevedibile, sulla questione nell'Unione (sic!) è un tutti-contro-tutti.