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martedì, marzo 02, 2010

Ecoassassini

Spaventati dalle catastrofistiche previsioni di apocalittici cambiamenti climatici, e forse spinti nell'abisso dal devastante (questo si) terremoto in Cile, una coppia di genitori argentini hanno preso a fucilate i propri figli e poi si è suicidata. La figlia più piccola, solo sette mesi, è sopravvissuta per tre giorni nel sangue suo e dei suoi familiari prima di morire, senza che nessuno se ne accorgesse.
Fuori di testa i due adulti, senza alcun dubbio: ma proprio perché folli, la responsabilità piena per quest'atrocità ricade sulle coscienze (ove presenti) di Al Gore e giù giù fino all'ultimo poveraccio seguace delle ecobufale. Loro hanno ucciso quella gente, con le loro menzogne ed i milioni che fanno con ognuna di esse. Che Dio li maledica.

venerdì, settembre 18, 2009

Il Corano è servito


El Ketawi Dafani (foto), l'amorevole papà islamico che ha sgozzato la figlia Sanaa perché aveva osato fidanzarsi con un italiano apostata, ha «agito con sevizie e crudeltà, mosso da motivi futili ed abietti», e si becca pure una perizia psichiatrica. Altro che volere di Allah.
Per fortuna, in Italia c'è ancora qualcuno capace di chiamare le cose col loro nome (il gip del Tribunale di Pordenone Alberto Rossi, in questo caso): uno schiaffo al relativismo grosso così.
Ora, per non sbagliare, ingabbiamo pure la moglie, che è pure peggio di lui.

venerdì, giugno 19, 2009

Autostrade multiculturali

Quando, in Veneto, un pullman di polacchi tampona un tir austriaco, venendo quindi a sua volta investito da un camion rumeno e tutti alla fine centrati da un articolato ungherese, che bisogno c'è di pontificare sull'opportunità o meno della multiculturalità in Italia? E' già una realtà. Peccato che non ci sia più traccia di quella italiana.

giovedì, giugno 11, 2009

Guidare (contromano) a 85 anni

Con tutto il rispetto per le persone anziane (ce ne fosse di più!), ma leggere notizie come questa, anche senza voler generalizzare, fa pensare.

Tre morti (l'anziano, una donna ed il feto di cinque mesi che questa portava in grembo), una famiglia distrutta (in auto con la mamma morta c'erano gli altri due suoi figlioli, di 4 e 6 anni, gravissimi) e tutto per il solito problema: un automobilista avanti in età che imbocca una strada contromano.
Ora, se dopo numerose segnalazioni di altri (fortunati) automobilisti il signore continua imperterrito nella sua corsa mortale fino ad uccidere, allora vuol dire che non doveva avere più la patente. Chi ha sbagliato? E' sbagliata la legge? Non è stata applicata?
Di certo, se già morire in un incidente stradale è assurdo, morire in questo tipo di incidenti è un insulto.
Per non sbagliare: fissiamo intanto un paletto facile facile, dopo gli ottanta basta con la patente. Sano o non sano, non importa: i neuroni quelli sono, così come l'arma rappresentata dall'automobile quella è. E intanto si limitano i danni.
Poi, pensiamo a come controllare lo stato psicofisico delle persone in avanzata età. Poi.

**UPDATE**
Il bimbo più grande non ce l'ha fatta, è morto in ospedale. Quattro morti. Per un rincoglionito che non doveva avere la patente.

martedì, febbraio 24, 2009

Diamo i numeri

Ci risiamo. Come ogni anno, in occasione della tavola rotonda "Violenza sulle Donne" organizzata dal Ministero degli Interni, i media si affrettano a puntualizzare che "solo il 7,8% degli stupri è commesso da romeni".

Tocca ripetersi. Anche un bradipo poco ferrato in aritmetica arriva a capire che si stanno confrontando mele con pere, ma i pennivendoli di casa nostra non ci arrivano: se si parla della totalità dei reati di violenza sessuale con stupro perpretati sull'intero territorio nazionale e sull'intera popolazione italiana non si può prendere il primo numero che capita (il 7,8%) e dire che "è piccolo". Piccolo rispetto a cosa?
La popolazione romena in Italia è pari a 625.278 unità, è cioè l'1,05% del totale. Gli stupri denunciati nel 2008 sono stati 4637, quindi quelli compiuti da romeni sono 361; il che significa che c'è - in media - uno stupratore conclamato ogni 1732 romeni (donne, bambini e ultranovantenni inclusi). E uno ogni 20207 italiani.
Sono questi sono i numeri da confrontare: le incidenze degli stupratori sulle popolazioni. Lo 0,005% per gli italiani, lo 0,06% per i romeni, un rapporto 1:12. Per ogni stupratore italiano ce ne sono, in Italia, dodici romeni. Donne, bambini e ultranovantenni inclusi. Altro che "solo il 7,8%".

martedì, febbraio 17, 2009

Fonda TV islamica anti-pregiudizi, poi decapita la moglie

Nel 2004 Muzzammil Hassan, 44 anni originario del Pakistan (a destra nella foto), stanco dei "pregiudizi" dei quali - a suo dire - i musulmani d'america sarebbero vittime dopo l'11 Settembre, decide di fondare Bridges TV, un network televisivo con base a Buffalo, NY grazie al quale educare le masse statunitensi circa le bellezze dell'Islam e la civiltà dei suoi fedeli/cittadini.

«Questo [gli USA post-11 Settembre, ndr.] non è un buon ambiente per i bambini, quantomeno per crescere bambini, dovrebbe esserci un qualche tipo di media che faccia sì che gli americani sappiano chi sono i musulmani, chi sono gli arabi, e che noi siamo brava gente» ha affermato l'8 novembre 2006 Aasiya Zubair Hassan, 37 anni, moglie di Muzzammil Hassan, parlando della mission del network fondato dal marito.
Il quale amorevole marito, giovedì scorso - il 12 febbraio 2009 - ha pensato bene di decapitarla a causa della richiesta di divorzio avanzata dalla donna che aveva, a sua volta, indotto un giudice a disporre l'allontanamento dell'uomo dal talamo a partire dal 6 febbraio, dal momento che il buon Muzzammil la picchiava ogni santo giorno da anni.
Ora, come tutti sanno, questo per un uomo pio e devoto dell'Islam è un affronto inimmaginabile, e Muzzammil ci ha mostrato che - in effetti - era proprio una brava persona.

martedì, febbraio 03, 2009

Quei miserevoli mille Euro

Che Giovanni Petrali, il tabaccaio milanese che nel 2003 sparò ed uccise un rapinatore e ne ferì un altro, abbia esagerato di fronte alla legge è un fatto pressoché pacifico. Magari di fronte al senso comune, ampiamente stressato dai livelli di criminalità raggiunti nel nostro Paese, lo è un po' di meno; ma di fronte alla legge, quasi certamente lo è (la sentenza è attesa a breve). Del resto, correre dietro ai due sparando otto colpi con una pistola in mezzo alla strada, brandendo una scopa con l'altra mano, e poi quasi ballare attorno al cadavere di uno dei due esultando ed insultando quello sopravvissuto, il tutto ormai a duecento metri dal luogo della rapina, se da un lato può far stare meglio (sempre feccia è, in fondo), dall'altro è... come dire... leggermente fuori dalle regole.

Ma quando un pubblico ministero, motivando la sua richiesta a nove anni e mezzo di carcere per il Petrali, dice testualmente: «[i due] se ne stavano andando con i loro miserevoli mille euro», la domanda sorge spontanea. E se invece di mille gli euro erano diecimila? Allora Petrali sarebbe stato più nel giusto? E se invece erano dieci?
Forse mille euro al pm non fanno né caldo né freddo, ma per Giovanni Petrali erano l'incasso di almeno una giornata di lavoro; e vederseli rubare da due rifiuti che l'hanno anche pestato ed insultato non dev'essere stato divertente. Forse il pm voleva essere spiritoso, forse intendeva dire che in fondo è stata una ragazzata, e che saranno mai miserevoli mille euro! Finire ammazzati per miserevoli mille euro!
Metterla sul piano della quantità è pericoloso. Fossero stati anche dieci Euro, di bottino, una rapina è una rapina.

Immagine: Repubblica.it

venerdì, gennaio 16, 2009

Eufemismi

Non prendo posizione sul merito della questione, mi preme solo sottolineare l'eufemismo politicamente corretto col quale La Repubblica si riferisce all'eutanasia di Eluana Englaro:

Anche la clinica di Udine dice no a Eluana
Il comunicato arriverà nelle prossime ore. Il consiglio d'amministrazione ha votato diviso, ma ha prevalso la linea della porta chiusa. Ora Beppino Englaro ha due strade: il ricorso al Tar lombardo, o la ricerca di un'altra struttura disponibile ad accompagnare la ragazza alla morte naturale

La parte finale dell'ultima frase del sunto all'articolo è disarmante per il suo incoerente distacco dalla realtà ed è la cifra dell'incapacità - tutta umana, prima che politica - nell'affrontare obiettivamente argomenti come questo.

venerdì, maggio 09, 2008

C'è chi muore pestato più di altri

Sono due settimane che i giornali, i salotti televisivi, i blog, i settimanali ci ricordano, ininterrottamente, quant'è incivile, quant'è brutale, quant'è esecrabile il pestaggio fascita veronese che ha ucciso Nicola Tommasoli. E giù sermoni, moralismi, invettive, stracciamenti di vesti, fiaccolate, scandalismi, equivicinanze ed equidistanze politicamente corrette, in perfetta sincronia e contro-sintonia con le recenti elezioni, ché l'Italia è sull'orlo della deriva nera.

Ma il povero Tommasoli non è stato il solo.

Ieri, 8 maggio, a Genova - a due passi da piazza Alimonda - il suo "pappa" ha pestato a sangue ed ucciso Violeta, un'immigrata rumena diciannovenne rea di non guadagnare abbastanza battendo i marciapiedi. Gheorghe Tanasa, questo il nome del trentaduenne assassino e convivente, quando l'ha vista rincasare già alle due del mattino con pochi soldi in tasca l'ha massacrata di calci e pugni spezzandole alla fine il collo.

Ma Gheorghe Tanasa non è fascista, Violeta non era un mite lavoratore colla coda di cavallo e tutti e due non erano, in fondo, che due rumeni: e così nessun giornale, nessun salotto televisivo, praticamente nessun blog (tranne Orpheus), nessun settimanale ce lo sta ricordando già a meno di ventiquattro ore di distanza. Se mai l'hanno fatto.

**UPDATE** - Se poi si scopre che il pestaggio fascista di verona non era fascista ma "solo" un pestaggio, il cerchio è chiuso. Ma il sermone, ormai, è già andato in onda.

(Grazie a Sul Terrorismo per la foto di Tommasoli)