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giovedì, febbraio 11, 2010

I mercanti cacciati dal tempio? Macché.

Quando ho letto il titolo ho avuto un sussulto: "possibile?" mi sono detto. Poi, leggendo l'articolo, sono tornato sulla terra.
Ne avevo accennato qualche giorno fa, la storia è il reparto "halal" nella Coop di Roma Casilino presentata dal gigante rosso come "per tutti", con tanto di promozione attuata sul posto da donne velate. L'ultima genuflessione gratuita e non richiesta nei confronti dell'Islam.
Beh, il titolo è fuorviante: la "rivolta" c'è stata, ma non quella che avrebbe dovuto essere. Sono solo gli animalisti che parlano di "animali torturati" e protestano. Poveretti. Se solo capissero, nella loro ignoranza, che prima degli animali vengono gli esseri umani e la loro storia, la loro cultura, le loro tradizioni, il loro diritto alla cittadinanza e all'identità, rovescerebbero i banchetti nel tempio del comunismo-consumismo non già per leso diritto dell'animale a morire con un chiodo in testa piuttosto che sgozzato, quanto per un ulteriore passo avanti dell'invasione dell'Occidente.

venerdì, febbraio 05, 2010

Avatar: un film per spettatori adulti

Meglio tardi che mai, finalmente ho visto Avatar 3D al cinema, il film-evento che ha stracciato ogni record al botteghino e che ha segnato una svolta nel campo del cinema di fantascienza.
Del film si è parlato in tutte le salse, per cui aggiungerò qui solo qualche considerazione personale. Si è detto, ad esempio, che è un film ecologista, panteista, anti-occidentale, terzomondista, politicamente corretto. Tutto vero.
Infatti, se da un lato strappa sinceri moti di stupore per l'incredibile realismo (parlo della versione 3D) ed affascina per la poesia bellissima - ed a tratti sublime - con la quale sono presentati il mondo alieno Pandora e tutti i suoi abitanti (non solo i Na'vi), il contrasto con la rozzezza, l'avidità eletta ad icona, la profonda insensibilità che scivola a tratti nel cinismo, se non nel sadismo, con i quali sono tratteggiati gli esseri umani (i veri "alieni" del film) dipinge un lapidario atto d'accusa nei confronti - evidentemente - dell'Uomo Occidentale, delle sue Macchine, dei suoi Soldi, in definitiva dei suoi valori distorti latori di morte e distruzione indiscriminate e subordinate unicamente alla logica del profitto.
Per carità, anche qui (quasi) tutto vero. Ma c'era veramente bisogno di un altro film-denuncia dell'Occidente contro se stesso, soprattutto in questo momento storico nel quale la crisi d'identità e l'autolesionismo colpevolista sta annichilendo secoli di progresso, favorendo società e culture di fatto ferme al Medioevo, e per di più gratuitamente? Momento storico nel quale la religione pagana dell'ambientalismo è al suo culmine, portando a storture impresentabili e che gridano vendetta di fronte alla Storia ed alla Scienza come il premio Nobel ad Al Gore e la bufala epocale del "global warming" antropico?
Sembra quasi che l'Uomo Occidentale senta l'irrefrenabile bisogno di auto-flagellarsi a prescindere e senza perdere una singola occasione, ergendo totem di volta in volta a forma di indiani d'America, di iracheni, di disabili in carrozzella. Ed è una pratica particolarmente in auge nel luccicante mondo hollywoodiano, probabilmente usata per controbilanciare gli osceni guadagni che personaggi come James Cameron ed aziende come la 20th Century Fox lucrano con operazioni come quella di Avatar (più di 2 miliardi di dollari di incasso in tutto il mondo, a fronte di una spesa di circa 350 milioni tra produzione e promozione). Per carità, niente di intrinsecamente sbagliato. Ma di stridente, sì.
Certamente, a ben guardare il film si presta ad interpretazioni anche diametralmente opposte: l'insinuarsi all'interno di una società sostanzialmente ignara con stratagemmi più o meno subdoli, come il telecomandare un ibrido geneticamente artificiale per gabbare il popolo idiota e piegarlo alle proprie volontà, ricorda molto da vicino l'invasione silenziosa e strisciante della civiltà islamica  nel cuore di quella occidentale, operazione nella quale gli "avatar" sono costituiti dalle donne europee sposate e poi abbandonate (o peggio) e dai loro figli usati poi come grimaldello generazionale per scardinare le società del Vecchio Continente un pezzo alla volta. Ma non è di certo questa l'idea che balena nella mente dello spettatore medio di fronte alla storia di Jake e Neytiri, non ci vuole un genio per capirlo.
Ecco perché Avatar è un film per adulti: per spettatori adulti, a voler essere precisi. Spettatori, cioè, in grado di metabolizzare l'opera di Cameron godendone la bellezza mozzafiato, sentendone le profonde emozioni, vivendone l'incredibile coinvolgimento sensoriale senza però abdicare al messaggio veicolato, evitando quindi di finire per sentirsi un esemplare del virus che infetta l'organismo globale Pandora/Gaia e che ha davanti a sé come unica via d'uscita e di espiazione l'annientamento, culturale e - se non basta - fisico.

mercoledì, ottobre 28, 2009

Causa ed effetto

«In Italia non c'è razzismo, c'è tanta xenofobia che è l'anticamera del razzismo». Caro Presidente Fini, se te la piantassi di cianciare un giorno si e l'altro pure di improbabili integrazioni alle vongole, forse - dico: forse - la gente sarebbe anche disposta a calare un po' in xenofobia, che ne dici?

giovedì, settembre 24, 2009

Quota discriminazione


La giunta provinciale di Taranto è da rifare: i dieci assessori che la compongono sono tutti uomini. Lo ha deciso il tribunale amminstrativo regionale di Lecce, che ha dato 30 giorni di tempo al presidente Florido per obbedire.
Si apre ora la caccia alla donna-assessore: non importa se non sa una mazza di urbanistica o di problemi del traffico o di eventi culturali e sportivi, la cosa che conta è che sia femmina. Per essere più chiari, che sia fatta come quella mostrata in foto.
Riuscite ad immaginare qualcosa di più sessista e discriminatorio di questo?

domenica, settembre 20, 2009

Brunetta dice ciò che tutti pensano


Renato Brunetta, si sa, non è uno con i peli sulla lingua. Non te la manda a dire. E, per questo, è il più odiato ed il più amato tra i ministri di questo governo. E' costantemente in cima alle classifiche di gradimento tra i membri dell'Esecutivo, eppure gira con due scorte armate, costretto ad una vita blindata.
E' il destino di chi dice pane al pane e vino al vino, di chi ha deciso di prendere di petto ciò che generalmente non solo non si prende di petto, ma dal quale ci si tiene a debita distanza per non svegliare il can che dorme, intoccabile come un dio in terra, circondato da schiere di fedeli del politicamente corretto.
Stiamo parlando dei sindacati che proteggono gli eserciti di fancazzisti che ammorbano la nostra pubblica amminsitrazione e del castello di privilegi che essi si sono costruiti a spese di tutta la comunità. Il Ministro Brunetta è uno che s'è presentato sulla porta di questa gente con un martello pneumatico per ogni mano: sarà piccoletto, ma fa male.
E se uno è senza peli sulla lingua quando si tratta di chiamare i fancazzisti col loro nome, lo è anche quando parla di altre cose; come, ad esempio, della sinistra becera, caciarona, impresentabile e pericolosa che la fa da padrona in quella che vorrebbe presentarsi come un'opposizione democratica, ma che puzza più di resistenza partigiana (contro cosa, poi, lo sanno solo loro). Ed ecco che Brunetta fa uno spaccato tutto sommato semplice, lineare, cristallino della sinistra italiana; anzi, a mio parere rimane anche un po' troppo sul generico. Ci sarebbero nomi e cognomi precisi da fare: Carlo De Benedetti in primis, Massimo D'alema, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio / Beppe Grillo sono solo alcuni dei nomi di persone che hanno dimostrato con i fatti di pensare di abbattere il governo democraticamente eletto con mezzi illeciti, o comunque contrari ai dettami costituzionali e, per questo, eversivi. Poi ci sono le seconde linee: i giornalisti, gli opinionisti, gli artisti, gli scienziati, gli intellettuali sono tutte categorie che inglobano elementi che, chi più chi meno e con i mezzi più disparati, hanno apertamente parteggiato (o hanno attivamente agito) per il medesimo disegno eversivo.
Disegno che ha una sola causa: la morte della sinistra italiana. Dico "italiana" perché, a ben vedere, in altri Paesi le sinistre hanno saputo riciclarsi (leggasi: evolversi) in qualcosa di compatibile con il secolo corrente; ma in Italia, vuoi per il provincialismo ed il qualunquismo così radicato nel DNA dei suoi cittadini, vuoi per l'intervento costante e fortissimo di agenti esterni che hanno sempre spinto affinché l'Italia rimanesse "immatura" nella sua democrazia in modo da poterla controllare più agevolmente (la sua posizione strategica è di valore sempre inestimabile), le sinistre sono rimaste ancorate a logiche di cent'anni fa evolvendo unicamente le proprie propaggini lobbistiche e corporativistiche e così facendo, inevitabilmente, si sono isolate con le loro stesse mani nei confronti del popolo. E non appena le condizioni sociali interne ed internazionali sono state favorevoli, tali anacronismi e tali conflitti interni sono esplosi mettendo a nudo tutto il vuoto sottostante, come un palloncino troppo gonfio.
Ma i rappresentanti di queste forze politiche, industriali, bancarie e sociali non ci stanno, ovviamente, a farsi sbarrare la strada da un dettaglio secondario che considerano con palese fastidio, come il fatto che nessuno li supporta più (ad esempio con il voto): il mantenimento (e l'accrescimento) del Potere sono la loro unica ragione di esistenza e sono pronti a tutto pur di perseguirli.
Persino a stravolgere il significato di buona parte delle loro apparenti lotte, come quella in favore della Costituzione: un pannucciello caldo sotto al quale nascondere il coltello. Questi signori non si fanno remore nel tentare un vero e proprio colpo di stato, salvo poi nascondersi sotto la gonnella di questa o quella istituzione (meglio se inutile) per poter dire di essere loro "sotto attacco". Ad esempio, la storia della libertà di stampa: oggi addirittura l'OCSE ha chiesto il ritiro delle querele contro Repubblica e L'Unità; domani lo chiederà Ban Ki Moon direttamente. E giù stracciamenti di vesti contro il "regime" berlusconiano, reo di tappare la bocca alla "libera stampa".
Ed ecco spiegato lo sfogo del Ministro Brunetta, che poi è lo sfogo di tutti noi schifati da una politica incapace di fare politica; sfogo puntualmente etichettato come "show" dai soliti pelosi opinionisti della sinistra, che non smettono mai di applicare alla lettera il manuale staliniano, che prevede la ridicolizzazione dell'avversario al fine di spuntarne le armi. Ridicolizzazione che si estende agli italiani, ovviamente, che poi - guardacaso - li ignorano nei momenti che contano.
Ah, infatti Brunetta oltre ad essere il più amato ed il più odiato è anche il più sbeffeggiato tra i ministri: Massimo D'Alema lo chiama "energumeno tascabile" - con un riferimento politicamente scorrettissimo alla sua bassa statura, ma si sa che certe "attenzioni" non valgono se rivolte a beceri rappresentanti "delle destre". Ma anche i sassi sanno che quando si sbeffeggia qualcuno, nove su dieci è perché lo si teme. E Brunetta è anche il più temuto, tra i ministri.

venerdì, settembre 18, 2009

Il Corano è servito


El Ketawi Dafani (foto), l'amorevole papà islamico che ha sgozzato la figlia Sanaa perché aveva osato fidanzarsi con un italiano apostata, ha «agito con sevizie e crudeltà, mosso da motivi futili ed abietti», e si becca pure una perizia psichiatrica. Altro che volere di Allah.
Per fortuna, in Italia c'è ancora qualcuno capace di chiamare le cose col loro nome (il gip del Tribunale di Pordenone Alberto Rossi, in questo caso): uno schiaffo al relativismo grosso così.
Ora, per non sbagliare, ingabbiamo pure la moglie, che è pure peggio di lui.

sabato, settembre 05, 2009

E' un mondo malato

Quello in cui un padre non può passeggiare abbracciato alla figlia, al fianco della moglie ed attorniato dagli amici, altrimenti viene considerato un pedofilo è un mondo veramente malato. Un mondo nel quale impera la paura, il sospetto, l'ignoranza, l'arroganza.

E guardate: c'è anche un video del pedofilo. Che mostro, che schifo, che scandalo. Guardate, osservate attentamente i dettagli, usate il fermo-immagine, ammirate l'orco. E domani, quando vostra figlia vi getterà le braccia al collo, osservatevi bene in giro e, per non sbagliare, allontanatela subito da voi: potrebbe esserci un paio di manette pronte a scattare.
E ora, compiliamo le Dieci Domande anche al papapedofilo: magari lui risponderà.

mercoledì, settembre 02, 2009

E il Cav. si ruppe i coglioni

Finalmente, dopo quindici anni da incassatore, Silvio Berlusconi ha deciso di rispondere (quasi) colpo su colpo allo tsunami di insulti che lo investono ogni giorno che Dio manda in terra, provenienti per lo più dalla cosiddetta "stampa libera". Ieri l'altro Repubblica, oggi L'Unità. Che, tra parentesi, non ha alle spalle i fondi infiniti di De Benedetti e di Mediobanca: una causa milionaria, a meno di una colletta tra nostalgici baffoni con la piadina in bocca, può realmente seppellire in modo definitivo il già più volte zombificato quotidiano di Gramsci, ormai ridotto - alla stregua di Repubblica, del Corriere e de La Stampa - ad un ciclostilato da centro sociale sfigato.

Il politicamente corretto vorrebbe che, a questo punto, si scrivesse che una voce in meno nel panorama dell'informazione sarebbe sempre un male; ma al sottoscritto del politicamente corretto frega nulla e dico che non sarebbe poi tutta 'sta gran perdita. Anzi.

giovedì, luglio 02, 2009

Riflessi di censura

Nel vortice politicamente corretto della "protezione dei minori", è diventata pratica ormai comune "pixelare" o "sfumare" (più propriamente: censurare) i volti di qualsiasi essere umano sotto i diciotto anni compaia su un giornale o in un servizio televisivo.

Ma a volte, si scade nel ridicolo più di quanto già non lo si faccia di solito: è il caso del Corriere della Sera che, nella fotogalleria dedicata al balcone di vetro della Sears Tower di Chicago, oscura il volto di una altrimenti bellissima bambina bionda, ma si dimentica di fare altrettanto col riflesso dello stesso nel vetro...

venerdì, gennaio 16, 2009

Eufemismi

Non prendo posizione sul merito della questione, mi preme solo sottolineare l'eufemismo politicamente corretto col quale La Repubblica si riferisce all'eutanasia di Eluana Englaro:

Anche la clinica di Udine dice no a Eluana
Il comunicato arriverà nelle prossime ore. Il consiglio d'amministrazione ha votato diviso, ma ha prevalso la linea della porta chiusa. Ora Beppino Englaro ha due strade: il ricorso al Tar lombardo, o la ricerca di un'altra struttura disponibile ad accompagnare la ragazza alla morte naturale

La parte finale dell'ultima frase del sunto all'articolo è disarmante per il suo incoerente distacco dalla realtà ed è la cifra dell'incapacità - tutta umana, prima che politica - nell'affrontare obiettivamente argomenti come questo.

sabato, novembre 08, 2008

Siamo tutti antirazzisti

Due perle imperdibili, per chi s'è fatto impressionare dalle parole razziste di Berlusconi su Obama abbronzato.

La prima perla.






La seconda.

"Io..., noi..., voi tutti... beh, tutti insieme abbiamo creduto nella vittoria di quest'uomo nero"
(Walter Veltroni)

Un grazie al mitico Aribandus di Sul Terrorismo.

martedì, settembre 16, 2008

Se questa è una notizia

Il Corriere pare stupirsi se un primo ministro occientale pronunzia la seguente frase: "Dovremo avere tutti la massima e assoluta attenzione nei confronti delle follie di chi addirittura arriva a dire, magari soltanto per ragioni politiche interne, che bisognerebbe cancellare Israele dalla carta geografica".
Riportare la frase in sé non è degno di nota (è una tale ovvietà che non merita attenzione); diventa molto degno di nota se il titolo col quale si propone la dichiarazione è "Berlusconi difende Israele".

giovedì, giugno 26, 2008

Delirii infantili

Dice Vincenzo Spadafora, presidente dell'Unicef: "Il governo italiano vuole schedare i minori rom? Prenda le impronte anche a quelli italiani, allora".
Forse il signor Spadafora manda i suoi figli seminudi ad estorcere denaro ai semafori. Io i miei figli, dotati di codice fiscale dalla nascita, li vesto e li mando a scuola.
Direi che il signor Spadafora è unfit a dirigere l'Unicef, se non arriva a capire una tale banalità.

sabato, dicembre 15, 2007

Barça, giù le mutande

Al sottoscritto frega meno di niente del calcio, e cosa fosse il Barça l'ha scoperto tre minuti fa, ma cionondimeno è stra-sicuro di conoscere perfettamente i suoi dirigenti: fanno parte di quel peloso, unto, inutile, dannoso, patetico, irritante grumo di individui che pensano che calarsi le mutande di fronte a chi "di mutande se ne intende" li faccia sentire meno sporchi.
Ignobili ipocriti: perché non fanno una squadra di 5 uomini, 5 donne ed il portiere transessuale, così non urtano nessuna sensibilità neanche in quel senso?

giovedì, novembre 15, 2007

DNA buono, DNA cattivo

E' sempre triste constatare come persino il mondo scientifico, che dovrebbe basarsi sulle evidenze, sia sempre incline a piegarsi alle ideologie.
Evidentemente ci sono cose che, pur essendo non solo vere ma conclamate ed assolutamente normali, non possono essere dette, neanche utilizzando altisonanti termini latini. In omaggio al politically correct, ovviamente.
L'ultimo proclama oscurantista, strillato dal premio Nobel di turno, è «Lo studio del DNA aumenta il razzismo», come se le razze non esistessero ed esistesse solo la discriminazione delle medesime. Come se le pulsioni politico-ideologiche debbano avere prevalenza sulle evidenze scientifiche e sulle conquiste dell'umanità.
Salvo, però, fare assoluta marcia indietro se l'"ideologia" in questione è quella religiosa, e cristiano cattolica in particolare. Ma guarda un po'.

giovedì, febbraio 01, 2007

Traditi dalla democrazia

Solo ieri l'altro Fausto Carioti ci scuoteva dalle colonne del suo blog rilanciando la notizia dell'incursione di un giornalista inglese nelle moschee d'oltremanica, a caccia della verità nascosta sugli imam e sulle loro prediche.

Di oggi la notizia (grazie a Magdi Allam, l'unico che ha il "coraggio" di darla) che simili blitz sono stati compiuti anche nel nostro Paese, e più precisamente a Roma, Varese e Milano: due "inviati" di SkyTG 24 hanno registrato i sermoni con una micro-telecamera nascosta e, com'era intuibile, ne sono venute fuori delle belle.

A Milano, nell'ormai tristemente famosa moschea di viale Jenner, l'imam - tale Abu Imad - ha spiattellato quello che noi si va ripetendo da anni, ottenendo in risposta scherno e sberleffi (quando non offese) da parte dei veri o sedicenti benpensanti: che l'Islam, in Italia, non è un sottoprodotto dell'immigrazione clandestina e non; l'Islam, in Italia, è il grimaldello che sta scardinando la nostra società civile, culturale, politica e religiosa con il palese obiettivo finale di fare del nostro Paese uno stato islamico.

E Abu Imad va oltre, indicando chiaramente quali sono i migliori alleati di questi crociati al contrario: la Costituzione e la sinistra. Non avevamo dubbi: per noi mediamente cerebromuniti, nessuna sorpresa.

La prima, in quanto strumento di vera libertà e democrazia, ci rende vulnerabili nei confronti di chi questi due termini non sa neanche lontanamente dove stiano di casa; come il poliziotto di fronte al teppista (il primo ci prende mediamente le botte nonostante il manganello e l'elmetto) o il mondo civile di fronte ad Al Qaida (o come diavolo la si vuol chiamare - ti buttano giù le torri, ma devi passare per l'Onu se pensi di incazzarti) o Pollari di fronte a Abu Omar.

La seconda, in quanto ovviamente e biecamente interessata a sfruttare l'effetto populista dell'Islam per contribuire a placare la sua insaziabile fame di individui votanti, salvo poi coprire la melma con lo straccio del politicamente corretto.

Con buona pace di chi ancora crede (o fa finta di credere) nell'integrazione, nel multilateralismo, nell'equidistanza; a cominciare dalla Chiesa per finire con l'ultimo comunistello di provincia.

A quando una presa di coscienza?

mercoledì, dicembre 13, 2006

Canti di Natale a scuola? No, sono offensivi.

Ecco, la melma nauseabonda del politicamente corretto ha ricoperto anche un asilo di Bolzano nel momento in cui si è deciso di non fare la tradizionale recita di Natale per "non offendere gli extracomunitari non cristiani".
Curioso il concetto secondo il quale non vanno "offesi" gli extracomunitari, ma si possono tranquillamente "offendere" i propri concittadini. Perché delle due l'una: o la regola vale per tutti, o ci sono due categorie di "non-cristiani", la seconda della quale è privilegiata, in quanto comunque credente. E tutti quei poveri italiani non credenti (o sedicenti tali) che si devono sorbire "Tu scendi dalle stelle", telecamera alla mano, e che devono pure applaudire? Cos'è, non sono degni di "protezione"? Dovranno forse ringraziare l'immigrato credente (in altra direzione) per l'essere stati salvati da cotanta tortura psicoreligiosa?
Ma c'è di peggio. Se sommiamo al cancro della sottomissione al diverso anche la metastasi dei metodi "educativi" in auge nelle nostre scuole, ecco che il quadro è completo. Oggi un mio collega ha raccontato di come nell'asilo della sua bambina analoga decisione è stata presa non per "non offendere" i musulmani, ma per (parole sue, anzi, loro) "non introdurre un elemento di competizione e non stressare i bambini con l'ansia da performance".
Ecco, il suicidio sociale del quale ho già parlato in passato è tutto qua, mostrato in tutto il suo splendore.

lunedì, novembre 06, 2006

La "gnocca" e la retorica

La storia dell'"offesa" scappata in diretta a qualcuno microfonato ad Anno Zero e diretta, presumibilmente, a Rula Jebreal comincia ad infastidire sul serio. Sono passati giorni, eppure ancora si legge di vesti stracciate e di "gialli" irrisolti.
Fermo restando che il "caso" è limitato ad uno dei soliti errori che fanno le persone con un microfono addosso (si dimenticano di averlo), l'incauto avrà pure il diritto di pensare alla Jebreal come ad una "gnocca senza testa", no? Cos'è, vogliamo crocifiggerlo per le sue idee, o perché le ha espresse? Se c'è tutto questo scandalo, lasciamo che sia la Jebreal in prima persona a tutelarsi, evitando questo piagnisteo corale e politicamente corretto che, francamente, è appiccicoso come la melassa.
Ma il motivo di cotanta mobilitazione lo si conosce molto (troppo) bene, ed è che la signora in questione è palestinese (oltre che donna), quindi appartenente doppiamente a "razze protette" dalla retorica corretta e benpensante tanto in auge.
Personalmente, ritengo la signora Jebreal abbastanza "gnocca" (posso dirlo, si?), ma assolutamente non "senza testa"; al contrario estremamente furba: sa benissimo come sfruttare la sua immagine ideale di "sopravvissuta che racconta" e sa benissimo che la cosa funziona. Poteva essere su un gommone come tanti altri, ed invece sguazza nell'Olimpo dell'Informazione Italiana, Paradiso in Terra per chiunque faccia il suo lavoro. Ed infatti, non è lei a prendersela per l'"offesa".
Per concludere, un legittimo sospetto: visti gli ascolti disastrosi di Anno Zero (e ci mancherebbe altro!), ritengo altamente probabile che tutta la vincenda sia stata montata ad arte. Puerile, ma possibile.