Ilaria d'Amico scende dal pero
"Benvenuta nel mondo reale", verrebbe da dirle: Ilaria d'Amico, conduttrice della trasmissione Exit su La7, s'è scontrata frontalmente con cosa sono Beppe Grillo ed il fascismo violento che egli rappresenta.
Meglio se politicamente scorretto.
"Benvenuta nel mondo reale", verrebbe da dirle: Ilaria d'Amico, conduttrice della trasmissione Exit su La7, s'è scontrata frontalmente con cosa sono Beppe Grillo ed il fascismo violento che egli rappresenta.
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C'era una volta la Legge. Poi venne Travaglio, e fu il Sobbalzo.
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Prodi ed i suoi kompagni chiamano, gli spaccavetrine rispondono: Vicenza passa indenne questa giornata che giornalisti e ministri dell'Interno dipingevano come una Genova-bis.
Bello, bello. Una volta di più, alla prossima auto che va a fuoco sappiamo da chi andare.
Intanto, registriamo il nulla di fatto nella manifestazione di sabato passato: il corteo, per cominciare, è stato ben lontano dall'essere "oceanico" (c'erano molte, ma molte più persone in piazza contro Prodi e le sue tasse); secondo, Prodi ha detto che non gliene frega nulla dei no-base (e come poteva essere altrimenti, mica l'ha decisa lui 'sta cosa); terzo, già oggi della questione non parla più nessuno. Siamo rimasti solo noi a commentarne il fallimento, voci nel deserto.
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Dopo la vergognosa performance di ieri, dalla quale goffamente tutti cercano di prendere le distanze, non possono sussistere ulteriori dubbi: la sinistra italiana supporta l'utilizzo di scudi umani in guerra.
Non si scappa: se si sostiene a spada tratta l'operato di Hamas allora se ne accettano gli obiettivi, le idee e, soprattutto, i metodi. Ed i metodi di Hamas sono quelli purtroppo ben noti dei terroristi: riempire di civili gli edifici obiettivo dei raid mirati israeliani.
D'altronde, da chi brucia effigi di caduti italiani, da chi si augura morti ammazzati tra le fila di chi va a fare il proprio lavoro per sé e per la propria Patra, da chi defeca giornalmente su qualsiasi cosa abbia una lontana parentela coi concetti di onore, decenza e civiltà, cos'altro ci si può aspettare? Si vuole una "Palestina socialista" - come gracida Diliberto - e carrettate di bare avvolte nel tricolore ("l'unico tricolore che vogliamo vedere", rantolano le bestie): bene, bravi, bis. Questi sono i "pacifisti", questo il "popolo dei diritti", questa è la gente che concorre a governare questo disgraziatissimo Paese. Basta!
** UPDATE **
Diliberto non trova di meglio che addossare la colpa della vergogna di due giorni fa a Roma ai soliti servizi deviati. Patetico.
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