Visualizzazione post con etichetta Di Pietro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Di Pietro. Mostra tutti i post

sabato, marzo 13, 2010

Cambio di rotta

«Noi dell'Italia dei Valori oggi e da oggi non affronteremo altri argomenti se non quello di liberare il Paese dal despota Berlusconi.»
Chi ha mai detto che la politica è sempre uguale a sé stessa?

sabato, febbraio 06, 2010

Fuori un altro

Per fortuna si autodistruggono liberando il mondo da questa incresciosa incombenza. L'ultimo della fila è un altro degno rappresentante della Corte dei Miracoli di Di Pietro, Beppe Grillo & Co., lo "spione" Genchi.
Che contasse balle s'era già capito a pelle fin da quando s'è saputo della sua esistenza; ma oggi s'è avuta la conferma definitiva che ci troviamo di fronte all'ennesimo mitomane che clona le perle dei ghost writers di Travaglio. L'ultima "bomba" dell'uomo-che-sa-tutto (lo dice lui) è che - rullo di tamburi... - l'attentato a Berlusconi è stata un'invenzione, una sceneggiata, una cosa "non vera", e per provarlo ha sciorinato al congresso del suo burattinaio  una spettacolare sequela di scempiaggini degna a malapena di un ragazzino brufoloso che si diletta di complottismo. Salvo poi dire di essere stato frainteso, ovviamente: lui parlava "da poliziotto", parlava della scorta.
Dal minuto 5:40, qui sotto, facciamoci due risate finché siamo in tempo: che 'sto tizio, dopo oggi, non lo vedremo più.


giovedì, gennaio 07, 2010

I voti non si pesano

Si contano, vero Bersani? In bocca al lupo...

giovedì, dicembre 17, 2009

Love is...

Beppe Grillo: "Di Pietro è una persona profondamente intelligente, ed io lo adoro".
Eh, se fosse anche bello, sarebbe perfetto.

mercoledì, agosto 19, 2009

Il delirio dipietrino

Sarà il caldo, sarà la manciata di voti di beoti e sfigati che ha racimolato alle ultime tornate elettorali, ma Antonio Di Pietro sta "svalvolando" pericolosamente, come si dice a Roma.

La sua ultima trovata, sparata dal suo blog (gemellato con quello di Grillo e quello di Travaglio, suoi degni compari), è domandarsi:
«Con quali voti pensa di fare la differenza politicamente nel Paese, il Cavalier nostrano, se non con quella dei sodali malavitosi?»
Bene, molto poco "onorevole" Di Pietro, questa se la può ricacciare nella fogna dalla quale le è uscita: sappiamo tutti benissimo cosa le frulla per il cranio, quella sorta di complesso di superiorità secondo il quale lei ed i suoi ammiratori siete le uniche forme di vita degne di sopravvivenza in questo Universo, e che il resto del genere umano è costituito da qualcosa di appena sopra le blatte in quanto a scala evolutiva.
Ma si da il caso che la "differenza di voti", che la stupisce tanto, Berlusconi non l'ha ottenuta da delinquenti ma da comuni cittadini che - a differenza sua - si fanno il culo tutti i giorni per (soprav)vivere in questo Paese, che tutto si merita tranne che di dare voce ad un accattone della politica come lei dimostra così bene di saper essere.
Lei, con quel post, ha offeso me e tutti i cittadini italiani: tutti, non solo quelli che hanno votato per qualcosa che non è la sua scalcinata e fascista "Italia dei Valori" (i suoi, ovviamente); ha offeso anche chi ha votato per il Partito Democratico, per i comunisti, per la destra estrema, per l'Udc, tutte persone che - secondo lei - non sono assassini e mafiosi solo perché hanno messo una crocetta due centimetri più in là rispetto al simbolo del PdL.
Questo è inaccettabile e non fa che dimostrare una volta di più dove porta la disperazione dell'ignoranza, dell'inutilità, della solitudine, della cattiveria: esattamente dove lei si trova, caro molto poco "onorevole". In fondo alla fila a sbraitare.

mercoledì, luglio 15, 2009

Vuoto di responsabilità

"Prendersela con me, piuttosto che riflettere sul vuoto di responsabilita' che attanaglia le nostre istituzioni vuol dire prendersela con il dito che indica la luna."

No, onorevole (sic!) Di Pietro: vuol dire prendersela col cretino che agita la clava, che di "responsabilità" e di "istituzioni" non sa una cippa, e che non manca mai di ricordarcelo.

martedì, luglio 14, 2009

Ospitalità a Beppe Grillo

"Il Pd sta sbagliando tutto con Grillo. Ma soprattutto sbagliano a non volerlo iscrivere al partito." dice Antonio Di Pietro.

La domanda nasce spontanea: "Caro Di Pietro, sono giorni che vai dicendo questo. Però ti guardi bene dall'accattartelo. Come mai?"

sabato, luglio 11, 2009

E Di Pietro insiste: è il turno del Guardian

(English translation below)
Ci risiamo. Chi pensava che l'ignobile bravata di ieri fosse stata l'unica perpretata dal leader dell'Italia dei Valori si sbagliava di grosso.
Nascosta nelle pieghe del sito del Guardian c'è un altra perla dipietrina: una lettera di "scuse" al giornale stesso per il comportamento di Berlusconi e Frattini quando hanno risposto alle farneticanti argomentazioni sull'espulsione dell'Italia dal G8.
Questa cosa, a Roma, ha un nome scientifico ben preciso, anche se non in latino: si chiama leccata di culo. Maestra, maestra, Luca dice che lei è brutta, ma io le voglio tanto, tanto bene!

Ora traduco in inglese quanto ho scritto, dal momento che il link porta all'articolo del Guardian e spero che qualcuno si prenda la briga di seguirlo al contrario e leggere quanto ho da dire.

Here we are again. Who was thinking that the yersterday's Mr. Di Pietro' bullshit was the only one in that day was actually wrong.
Hidden into the "Letters" section on its website, the Guardian published yesterday an article from Mr. Di Pietro that "apologizes" for Mr. Berlusconi' and Mr. Frattini' answers to earlier Guardian statement about Italy's expulsion from G8.
This stuff, in Rome, has a scientific name, although not in Latin: the name is lick in the ass. Teacher, Teacher, Bob says you're ugly, but I love, love, love you!

giovedì, luglio 09, 2009

La pagliacciata che supera il segno

Ora sta esagerando. Nessuno s'è premurato di avvertire il "redneck" de noantri che lo sputtanamento a mezzo stampa estera è un sistema che non funziona, e il genio l'ha adottato col suo classico stile da elefante ubriaco in una cristalleria: ha acquistato - con i soldi pubblici, non ne ha altri a meno che non venda il trattore di famiglia - un'intera paginona sull'International Herald Tribune dove, oltre ad averci sbattuto il suo faccione preoccupato, lancia le sue solite farneticazioni sulla "democrazia in pericolo". In (quasi) perfetto inglese.

"Appello alla comunità internazionale". Forse vuole i Caschi Blu a Piazza Montecitorio (e non sarebbe neache un'idea originale, qualche altro buffone l'ha avuta prima di lui), forse spera che Obama o la Merkel si rifiutino di mangiare le pennette tricolore, chissà. Quel che è certo è che l'ex- pubblico ministero, fulgido esempio di fascismo mafioso pagato profumatamente da noi tutti, stavolta l'ha fatta veramente fuori dal vaso. In un "paese normale", come piace tanto dire a lui e ai suoi simili, egli riceverebbe entro un paio d'ore una visita della polizia a casa che lo trascinerebbe per i piedi con l'accusa di vilipendio alla nazione.
Per sua fortuna non siamo quel "paese normale", quindi il trattorista potrà continuare impunemente ad infangare il proprio paese con l'unico scopo di prevaricare Franceschini e D'Alema.

**UPDATE**
Su molti siti l'immagine qui sopra circola "tagliata" in basso, in modo da nascondere il logo dell'Italia del Valori. Chiediamoci perché.

venerdì, giugno 05, 2009

Minacce preelettorali

Voglia il Cielo che non sia una messa in scena, perché qui ci si appresta ad un inaspettato post di solidarietà nei confronti di Antonio Di Pietro e Michele Santoro, che si son visti recapitare proiettili e minacce di morte.

Anche se i signori in questione hanno tutto il mio disprezzo politico (ed a volte non solo quello) a causa dei loro comportamenti e delle loro idee che considero poco meno che eversive e nemiche di questo Paese, tali episodi non appartengono di certo al mio modo di intendere il contrasto di idee e valori, e di conseguenza solidarizzo con loro dal più profondo. Recapitare quella roba via posta è da vigliacchi, chi lo fa ha già perso e lo sa.
Altro discorso, a questo punto, è il motivo: sinceramente non ne trovo uno manco a cercarlo col lanternino, e mi fermo per non fare a voce alta i ragionamenti che ho nella testa.

**UPDATE**
Ovviamente, la stessa cosa vale per Vittorio Sgarbi.

lunedì, maggio 25, 2009

Gli zoccoli, il Titanic e l'Armageddon

Sono mesi che Beppe Grillo va cianciando sul "suo" blog che giugno sarà il mese della verità, che mandrie di bufali incazzatissimi stanno marciando a ritmo serrato verso Roma e che il rumor di zoccoli aumenta ogni giorno.

A cosa si riferisce? Boh. A volte alla crisi economica, a volte alle sue liste civiche, a volte alle scie chimiche, a volte alle palline di ceramica da mettere in lavatrice. Lo sa solo lui. Ma non ce ne frega nulla, il punto è un altro.
Il punto è che giugno sarà veramente il mese della svolta: sarà il mese del definitivo, totale, abissale, insondabile, inimmaginabile, stellare successo del PdL e di Berlusconi in particolare. E, come al solito, il merito andrà tutto alle sedicenti "opposizioni", Pd in testa. Che, come anche i sassi sanno, di Berlusconi sono da anni i migliori alleati.
Come il Titanic che, tronfio e vanesio, marcia spedito verso l'iceberg che lo aspetta per distruggerlo nel suo mito prima che letteralmente, così il Partito Democratico è lanciato come un bolide a bordo della velocissima (ma scarsamente manovrabile) corazzata "Repubblica" contro un ostacolo che - per sua sfortuna - è molto, molto, molto più robusto dell'accozzaglia di lamiere messe su per l'occasione dal capitano Franceschini e dal nostromo D'Avanzo: il nome di questa bestiale parete di travertino a picco sul Mar della Politica è "Noemi". Roba da documentario "monster" di Discovery Channel. Un nome che, tra meno di un mese, equivarrà a quello dell'asteroide che ha schiantato la Terra spazzando via i dinosauri, verrà ricordato nei loft di tutta Italia con un moto di terrore e scoramento pari solo a quello provato di fronte ai nomi Katrina e Krakatoa, sarà l'orrendo protagonista delle storie di paura che i bambini progressisti dei decenni a venire si racconteranno sotto le coperte.
E non è un caso che il comandante dell'altra nave, il commodoro Di Pietro, che anche se comanda un cargo carico di letame non è uno scemo, abbia abbaiato nell'interfono di bordo "30° a dritta e macchine avanti tutta!", staccandosi decisamente dal "Repubblica" e quasi cappottando per la virata a 3g cui ha costretto la sua sgangherata carretta. Sperando così di portarla in salvo. Verso Capo Mills.
Ha ragione, quindi, Beppe Grillo: giugno sarà il mese dell'Armageddon. Ma non per tutti, anzi.

venerdì, aprile 24, 2009

Sbandati

Ormai nel Pd è tutto un "si salvi chi può", la nave affonda velocemente ed i topi scappano come e dove possono. Icona della disastrosa situazione nella quale versa il mai nato partito di opposizione è il vignettista Sergio Staino, il quale ha evidentemente capito benissimo che nelle fila del putrescente partito non ha speranze di racimolare qualche voto ed ha pensato bene di fare il salto della quaglia verso la sinistra estrema, Sinistra e Libertà (sic!) per la precisione. Nichi Vendola, per intenderci.

E di fronte alla sacrosanta espulsione s'è anche affrettato a dire che no, non sta tradendo il suo partito (che è sempre il Pd, anche se non esiste), ma anzi che fa il salto per il bene comune, ammettendo candidamente l'imbroglio.
Oltre che le pezze al culo da quelle parti ci sta pure la faccia.

P.S.: A proposito di sbandati, la lettera aperta che Di Pietro ha scritto a Franceschini a mezzo stampa la dice lunga sulla sua tranquillità nel superare lo sbarramento alle Europee. Anche nella presunta e pluri-osannata corazzata dell'Idv ci si prepara a raccattare i voti uno ad uno in vista del disastro.

giovedì, aprile 23, 2009

Rimorsi



[Credits]

lunedì, febbraio 02, 2009

Il Sobbalzo è uguale per tutti

C'era una volta la Legge. Poi venne Travaglio, e fu il Sobbalzo.

«Noi che eravamo in piazza saremmo sobbalzati tutti quanti se la critica di Di Pietro [dare del mafioso al Presidente della Repubblica, ndr.] avesse veramente associato quella definizione al capo dello stato», dice Marco Travaglio. Ovviamente, per il manettaro più famoso e pagato d'Italia sono tutti colpevoli tranne gli amici suoi, e Di Pietro - lo abbiamo saputo dalla sua viva voce - "amico suo" lo è. Difatti, Travaglio non ha sobbalzato, e - cribbio - un motivo ci sarà.
E allora, giudichiamo l'eloquio sciolto e forbito con le nostre (povere) orecchie, vediamo un po' a chi era indirizzato l'epiteto:



Qualcuno ha sobbalzato?

***UPDATE del 3/2 ore 14:26***
Di Pietro è iscritto nel registro degli indagati, uscirà dal partito? Divertente.

lunedì, dicembre 15, 2008

Di Pietro defenestra Veltroni

Non è ancora terminato lo spoglio delle elezioni regionali in Abruzzo (una catastrofe per il Pd) e Di Pietro, dallo studio di "Porta a Porta", ha appena dichiarato:

"Io, qui ed ora, mi candido per la costruzione di un soggetto riformista, non giustizialista, che si proponga come alternativa al conservatorismo del Governo in carica"
Bene, le carte sono in tavola ed i giochi sono fatti: ora la parola passa a D'Alema.

UPDATE del 16/12, ore 03:22
Con pochissime sezioni rimaste da scrutinare (appena 97), il Pd in picchiata ha sfondato anche la soglia psicologica del 20%, attestandosi al 19,93%. E con l'arresto del sindaco di Pescara nonché coordinatore regionale del Pd, avvenuto a seggi ancora caldi, il successo di Di Pietro, pur nella sconfitta, è completo. A Veltroni non resta che dimettersi.

(Foto: da Repubblica.it)

giovedì, febbraio 22, 2007

Il problema è il programma

Ho quasi un senso di nausea, ma stasera dopo aver seguito Porta a Porta mi ritrovo a pensare: "Tonino for president!"
Conterà come il due di picche (e non perdono occasione per ricordarglielo), ma ha preso una posizione indiscutibilmente seria e condivisibile: non è questione di quel senatore in più o in meno, il problema di fondo è il programma. Prodi e questa maggioranza sono stati eletti perché, pur se sul filo di lana, pur se grazie alla legge elettorale e pur con tutte le contraddizioni del caso, hanno saputo trovare una specie di sintesi in quelle quasi trecento pagine di programma che hanno presentato agli elettori. Ora, se ad ogni pié sospinto quel medesimo programma viene messo in discussione (e non potrebbe essere altrimenti, visto come è nato) non ci si deve stupire se il governo prima annaspa, poi affonda e alla fine muore.
Rifondazione, l'Ulivo e persino Rutelli dicono in coro: andiamo avanti. Ma lo dicono pelosamente, come lo dice Franca Rame: andiamo avanti, col naso turato, sennò torna Berlusconi.
Non è pensabile né un Prodi-bis né far finta di nulla, su queste basi. E' una presa in giro di sé stessi e del Paese.
Anche e soprattutto perché quei due "dissidenti" che, oggi, hanno mollato non lo hanno fatto perché improvvisamente impazziti o perché pagati da qualcuno: hanno mollato perché non tolleravano più il dover scendere quotidianamente a compromessi con la propria coscienza politica votando provvedimenti che fanno rivoltare nella tomba qualsiasi comunista degno di questo nome.
E se l'Unione (sic!) decide di andare avanti ottusamente su questa strada (può farlo, non c'è nessuna legge, né la Costituzione ad impedirglielo), fatalmente un altro Rossi presenterà il conto tra qualche settimana o tra qualche mese; non scordiamoci che tra Dico, rifinanziamento ISAF e pensioni non c'è tanto da stare allegri per il prossimo futuro parlamentare.
Ancora, c'è il sospetto che si voglia tirare avanti quel tanto che basta a scongiurare le elezioni anticipate di primavera (i tempi tecnici ci sono ancora): questo sarebbe ancora più miope e puerile, ma ci sarebbe da aspettarselo. Serietà al governo un paio di palle.

Aspettiamo quindi l'esito delle consultazioni che iniziano domattina. Solo allora si saprà dove andremo a finire.

Nel caso in cui non ci fossero le condizioni (maggioranza) per continuare con Prodi e questo governo, allora ne vedremo delle belle: già Udc e Lega fanno a botte sulle larghe intese e sui "tavoli" proposti da Casini.

Ma intanto, portiamo a casa un importante risultato: Prodi è politicamente finito, e con lui D'Alema (per non parlare del Partito Democratico). Rimangono solo pezzi sparsi, dei quali c'è solo da capire quanti sono. Importante risultato, ho detto: non positivo. L'Italia non ci guadagna nulla, ancora.