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giovedì, settembre 03, 2009

E ora, chi lo dice a Travaglio?

Si parla della viceda Sme, trascrizione testuale dal processo per diffamazione nel quale Eugenio Scalfari, fondatore ed attuale Gran Sacerdote di Repubblica, è stato condannato, nel giugno scorso, per alcune sue affermazioni calunniose nei confronti dell'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

«[...] Io ho dato dell’illecito al comportamento non di Berlusconi ma di Craxi, quindi il problema è completamente un altro. È una mia opinione, certo, io non ho dato giudizi su Berlusconi, li ho dati su Craxi. Se si legge il testo non vi è il minimo dubbio. Allora è chiaro che Berlusconi non ha fatto... in quel caso, nel caso di partecipare, di mettere in piedi una cordata. Berlusconi non ha fatto nulla di illecito, Berlusconi è solo un imprenditore [...]».
Ma non basta. Poco oltre, nel verbale, si legge la seguente stupefacente frase (a parlare è Renato Altissimo, all'epoca Ministro dell'Industria):
«[...] Un gruppo americano si disse interessato all’acquisto della Sme, così chiamai l’allora presidente dell’Iri, Prodi, e glielo feci presente. Prodi mi escluse categoricamente che la Sme, pezzo pregiato dell’Iri, sarebbe mai stata venduta. Poi quando pochi mesi dopo De Benedetti mi chiamò per comunicarmi che aveva preso la Sme, parlai nuovamente con Prodi. Ero decisamente sorpreso. Gli dissi perché a Carlo De Benedetti sì e agli altri no, e lui mi rispose secco: “Perché Carlo ha un taglietto sul pisello che tu non hai”... [...]»
Pare che per Marco Travaglio sia un periodo da dimenticare: ora è costretto anche a riconfigurare le tonnellate di carta igienica sulle quali conserva le sue "verità giudiziarie", qua si rischia grosso, si rischia addirittura il buon nome e l'onorabilità dell'antiberlusconismo.
Ah, la fonte di queste perle è Il Giornale: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, non vi pare? Questa direzione Feltri 2.0 promette faville.