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giovedì, giugno 11, 2009

Cara Veronica ti scrivo...

Ora, sarò io strano che non comprendo cosa sia una lettera spedita ad un quotidiano a tiratura nazionale, e per di più su un argomento che ha tenuto banco per tutta una campagna elettorale; ma leggendo la nuova comunicazione a mezzo stampa della signora Lario francamente il dubbio che qualcosa che non va ce l'abbia lei (e non il marito) mi sta sorgendo.

«In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.
Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.
Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia.»
Punto. Tutto qua.
Embe'? Che roba sarebbe? Qual'è la verità? Qual'è la ragione dello spiattellamento sui giornali? E perché sta continuando? Di cosa ha bisogno?
Ma, soprattutto: di cosa crede che abbiamo bisogno noi?

mercoledì, aprile 29, 2009

Che figuraccia, "signora" mia! (update)

Figura barbina per Veronica Lario, ex- attrice ed ora famosa per essere la moglie di Silvio Berlusconi: questa mattina deve aver letto più distrattamente del solito il suo quotidiano preferito, Repubblica. E (galeotto fu lo scivolone di FareFuturo) deve aver creduto a quello che sul quel noto veicolo di Grandi Verità era scritto, e cioè che Berlusconi avrebbe candidato alle europee un numero imprecisato di "veline", "ballerine", "troniste" e puttanelle varie, selezionandole evidentemente nell'intimità di qualche suo pied-à-terre e col metro che si può ben immaginare.

Deve averci creduto veramente, se stamattina - con la grazia e la classe che la contraddistinguono sempre nelle rare uscite pubbliche, non ha esitato a definire pubblicamente "ciarpame senza pudore" il risultato del comportamento dell'allegro marito.
Apriti cielo! Franceschini è stato pensionato all'istante, Santoro dimenticato in un nanosecondo e donna Veronica ("la signora", com'è stata subito ribattezzata, scippando l'aggettivo allo stesso
premier) è diventata Barack Obama in gonnella, assoluto leader del cadavere del Pd. Parola di Facebook.

Ed invece. Ci starebbe bene la musichetta ben nota in queste circostanze, quella che finisce con "...figur'e'mmerd..!!!". Infatti, ecco le tre "veline": tre giovani e battagliere laureate che certamente difettano del "pregio estetico" di una Rosi Bindi, ma che definire "troniste" è (questo sì) sessista e discriminatorio.
Bella prova, "signora Veronica". E - soprattutto - bella prova, gregge di pecoroni.

***UPDATE DEL 30/04 ore 13:15***
Oh my God. Quando le cose vanno male, nel giornalismo esiste tutta una serie di escamotage per tirarsi fuori dai guai, nella quale certamente il "retroscena" è uno dei più efficaci (e gettonati): per coprire una notizia sballata pubblicata il giorno prima ed ampiamente sbugiardata dai fatti accaduti poi, cosa meglio che "rivelare" qualche colloquio segreto, qualche confidenza anonima, qualche intercettazione sottobanco, ovviamente evitando accuratamente di citare nomi, date e luoghi, per dimostrare che - in realtà - le cose starebbero proprio come le si era inventate il giorno precedente?
Ecco un esempio lampante. Con la chicca di essere un retroscena su un "contrordine", un colpo da 200 punti.