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giovedì, marzo 04, 2010

Visita allo zoo

Mi è già successo di parlarne, esattamente due anni fa, ma tocca ripetermi. È sempre istruttivo osservare quel senso di curiosità misto a disgusto ed ilarità chioccia che anima i commentatori di sinistra quando calano dal loro olimpo antropologicamente superiore e posano lo sguardo sul gretto e maleodorante popolo "delle destre"; lo stesso atteggiamento che un bambino brufoloso ed un po' sovrappeso ha di fronte ad un animale nato deforme mentre lo osserva nella sua gabbia e pensa, un dito ben piantato nella narice, che persino tirargli una buccia di mela gli farebbe un po' schifo.
Se solo potessero vedersi quanto sono ridicoli.

lunedì, ottobre 05, 2009

Fine dei giochi



E così anche la favoletta della superiorità culturale della sinistra è andata.... a puttane. Prosit!

mercoledì, febbraio 18, 2009

Semo sempre li mejo

Ecco perché la sinistra perde, e continuerà a perdere ancora a lungo:

«Berlusconi ha vinto una battaglia di egemonia nella società, perché ha avuto i mezzi e la possibilità anche di stravolgere i valori della società stessa, costruendo un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio»
Walter Veltroni, 18 febbraio 2008

Sempre il solito vizietto comunista (senza virgolette né doppie 'M'): anche di fronte a scoppole elettorali come quella delle politiche e quella sarda, la certezza che il popolo è fatto da amebe decerebrate rincoglionite dai media del nemico è incrollabile. Trasuda da ogni dichiarazione, dalla più diplomatica a quella più urlata. La sola idea che ci possa essere qualcuno che concepisce il mondo, la società, la vita, la libertà, i diritti in modo diverso dal proprio è semplicemente inconcepibile; e dato che c'è, allora è scemo.

Continuino pure così, se si divertono: ma - prendendo in prestito la bellissima immagine di Paolo Guzzanti - la democrazia ha bisogno di due gambe per correre. Quella destra (che prima non c'era proprio) la dobbiamo a Berlusconi; quella sinistra continuano ad amputarcela.

martedì, febbraio 17, 2009

Antropologicamente diversi

Immaginate la scena: Berlusconi si dimette, lascia il PdL, molla Mediaset e scompare. Scene di giubilo per le strade, rave ad oltranza a piazza SS. Apostoli e piazza S. Giovanni, il Circo Massimo invaso da giovani "senza colore politico" che, ubriachi di felicità, salutano l'alba di una nuova era, gruppi di anarchici rossi spaccano qualche vetrina per non sbagliare, Beppe Grillo si denuda davanti a Montecitorio e canta a squarciagola "O bella ciao" sottobraccio con Di Pietro, nudo pure lui, Scalfaro che dice "ora ci stò!", Repubblica ed il Corriere che escono con edizioni speciali a ripetizione per tre giorni (quanto durano le carnee indette da Veltroni), orge nelle strade, requisite tutte le battone della Salaria per regalare un po' di gioia a chi finora ha sofferto inebetito davanti al Grande Fratello (che è di destra, l'Isola dei Famosi invece è di sinistra), Rutelli che dichiara "gli italiani sanno che ora la crisi non fa più paura", schiere di intellettuali sottoscrivono la Carta della Felicità, un'investitura per acclamazione a Veltroni per aver salvato il paese, la democrazia, la libertà, la pace, il sistema solare ed il pulsante numero 4 del telecomando. Che meraviglia.

  • «Non è bello intromettersi nelle questioni interne di un avversario. Staremo a vedere gli sviluppi» Paolo Bonaiuti
  • «Questione che riguarda la vita interna di un altro partito, ma auspico che l'opposizione comprenda che è il momento di essere costruttiva e di non fare ostruzionismo» Italo Bocchino
  • «È una questione interna al Pd. Siamo soddisfatti per la Sardegna, quando c'è una sconfitta non si infierisce sull'avversario» Roberto Cota (capogruppo Lega alla Camera)
  • «Veltroni è un galantuomo e non era prevedibile altro epilogo, ma queste dimissioni danno tristezza perché archiviano alcune speranze di questa legislatura» Gianfranco Rotondi
  • «Rispettiamo il dibattito in corso nel Pd. Certo il problema è di carattere politico e non ci sembra sia giusto scaricarlo su Veltroni. D'altronde è più comodo trovare un capro espiatorio che risolvere le contraddizioni» Lorenzo Cesa
  • «È un momento delicato per il Pd e occorre avere rispetto per le difficoltà altrui. Il Paese ha bisogno di un dibattito utile e di una opposizione costruttiva: l'augurio è che si possa avere in tempi rapidi» Alessandra Mussolini
E' vero, si è antropologicamente diversi.

martedì, dicembre 16, 2008

martedì, luglio 08, 2008

L'Italia dei Valori

«Berlusconi, tu non puoi fare ministro una che t'ha succhiato l'uccello. E te, Ratzinger, tra vent'anni sarai all'inferno, tormentato da diavoli frocioni».
Ecco l'Italia dei Valori.

martedì, giugno 03, 2008

L'era del Silvio-Show

Si lo so, ormai questo blog sta diventando una sorta di anti-Corriere, ma tale e tanto è il materiale che il giornale in questione riesce a fornire che non ne posso fare a meno.
Che lo faccia L'Unità, passi. Che lo faccia la Repubblica, passi. Ma io, ostinatamente, continuo a non accettare che lo faccia il Corriere della Sera. Continuo pervicacemente - ed inutilmente - a considerarlo un giornale nazionale, generalista, sopra le parti, responsabile di una gran parte dell'informazione italiana. Ha il sito Internet più visitato in Italia (o quasi), è opinion-maker senza sconti, è - per dirlo con un termine odiosissimo e sputtanatissimo - "autorevole".
Eppure, si comporta come l'ultimo dei fogliacci comunisti, e lo fa ogni santo giorno. Le responsabilità del suo direttore, Paolo Mieli, in questo sono fortissime.

L'ultima (solo cronologicamente). Ieri, 2 giugno, festa della Repubblica, parata, autorità sul palco d'onore, alla fine - a sorpresa - Berlusconi si immerge in un inatteso bagno di folla che lo acclama e vuol sfiorare la sua ombra. Comprensibile. Ha stravinto le elezioni, è palesemente considerato come l'unico uomo in grado di far uscire questo Paese dalla melma nel quale è stato affossato, piace alla gente ed in più si diverte pure con queste cose. Ciliegina sulla torta, è stata lui la "star" della parata, e non la cariatide comunista che lo ha preceduto sulla Lancia di metà '900, cariatide pur'essa.
E' la dimostrazione che, a differenza di quanto avvenne col penoso Prodi nel 2006, la sua luna di miele con gli elettori Silvio Berlusconi la sta vivendo in pieno.
E allora, "di là" non ci stanno. E tirano fuori l'ormai rituale definizione di "Silvio-show". E' la solita, vecchia tattica staliniana del mettere in ridicolo l'avversario: se non puoi combatterlo, deridilo. Fanne perenne caricatura, esorcizzalo mostrandone i tacchi, il riporto, il cerone, la bandana, le corna, il maglioncino a collo alto, le barzellette, le pacche sul sedere, le squinzie sulle ginocchia, lo "show" in mezzo alla strada manco fosse un giullare da semaforo. Tutto tranne che affrontarlo politicamente faccia a faccia, dove non si ha alcuna speranza di spuntarla. Tutto meno che prendere atto che l'Italia ha voltato loro la faccia.
E' triste. Ma è così che vanno le cose, anche se l'impressione (che è più una certezza) è che questi "satiri" a senso unico stiano rimanendo sempre più da soli, a ridersi addosso per non piangere.

sabato, maggio 10, 2008

Facciamoci del male

C'è una perversa tendenza, nel centrodestra italiano, all'autolesionismo. Ed è un autolesionismo pericoloso e profondo, giacché origina da un profondo complesso di inferiorità nei confronti della sinistra.
Già, proprio quella sinistra italiana triste, anacronistica, sempre perdente, incapace di imparare dai propri errori, schiava delle lobbies, illiberale, presuntuosa, pedante ed antipaticissima. Eppure, così convinta della propria superiorità antropologica, culturale, morale, sociale, mentale, fisica ed estetica. Talmente convinta che ogni volta che una tornata elettorale la ricaccia nel buco dal quale è uscita (e nel quale è storicamente giusto che rimanga) riesce a fare fesso qualche esponente in vista del centrodestra che, masochisticamente, le tende una mano grande così dandole di fatto ragione.
Ci riferiamo, oggi, a tre episodi ben distinti fra loro ma accomunati dal di cui sopra autolesionismo, espresso in tutto il suo splendore.

Primo (andiamo in ordine cronologico): Milano, otto maggio. Il sindaco, Letizia Moratti, aspetta che il rumorosissimo Vittorio Sgarbi - suo assessore alla cultura - stracci pubblicamente quel piccolo supponente antipaticissimo (e pericoloso) di un Marco Travaglio durante una ormai mitica puntata di Anno Zero su RAI DUE per dargli il benservito dalla Giunta a causa di precedenti dissapori.
Dissapori che vengono ovviamente ignorati da tutti: tutti sanno, sono convinti, giurano ed insegnano ai propri figli che Sgarbi è stato licenziato dalla Moratti perché ha osato mandare affanculo Travaglio, e che ha osato farlo nel tempio della sinistra televisiva, al cospetto del massimo sacerdote dell'antiberlusconismo (e della disinformazione, aggiungiamo en passant),cioè il pluritrombato martire Michele Santoro. Orrore.

Secondo: Roma, nove maggio. Il secondo membro più duro d'Italia, il neoministro alla Semplificazione Roberto Calderoli, quello tutto d'un pezzo, lo sprezzante e spavaldo sputtanatore di bacchettoni islamici, quello con la maglietta della discordia in TV ha pensato bene di genuflettersi di fronte alla Fondazione Gheddafi per lo Sviluppo e la Beneficienza (sic) che aveva minacciato l'Italia di tagliare le forniture di gas se il Calderoli medesimo avesse osato presentarsi come Ministro della Repubblica.
Ora tutti sanno che Gheddafi, il temibile tiranno del quale tutte le foche bianche dell'islanda hanno paura, ha fatto chiedere perdono al secondo membro più duro d'Italia, e tutto per una t-shirt. Figuriamoci se Gheddafi decidesse di incazzarsi per l'esclusione di Mario dal Grande Fratello.

Terzo e buon ultimo: sempre nove maggio. Altro neo-ministro, stavolta ai Beni Culturali. Altra icona del centrodenstra, nel bene e nel male. Sandro Bondi, sua eminenza. Ha pensato bene, in occasione dell'intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera di Mieli, di inchinarsi di fronte al peggior gruppo di maître à penser della sinistra antropologicamente superiore, nientemeno che Emberto Eco ("profonda stima"), Nanni Moretti ("l'ho amato"), Paolo Virzì ("me ne parlano bene"), Eugenio Scalfari ("profondo"), Renzo Piano ("lo ammiro"), Massimiliano Fuksas ("un grande"), come se da questi individui il governo Berlusconi avesse qualcosa da elemosinare oltre agli sputi ed agli insulti.

Tutto in due giorni. I primi due giorni di governo. Speriamo che il terzo giorno si riposino. Speriamo che al centesimo non chiamino a sé Romano Prodi come Ministro della Comunicazione, così, tanto per non trattar male nessuno e per toccare nuove vette in questo particolare ed incomprensibile tafazzismo.

giovedì, aprile 24, 2008

Le riflessioni di Sartori

«Le elezioni del 13 e 14 aprile sono da interpretare come una svolta speciale?»
Con questa legittima domanda inizia l'editoriale odierno di Giovanni Sartori sul Corriere. Di risposte adeguate ve ne sono diverse, e tutte passano per l'analisi del fenomeno di transumanza elettorale dalla Sinistra Arcobaleno alla Lega e, soprattutto, per la discussione circa la conferma del gradimento personale di Silvio Berlusconi che "rischia" seriamente di passare alla storia (in positivo).
Eppure, Sartori cede ancora una volta alla superficialità ed al qualunquismo "de sinistra": la "svolta speciale" si riduce alla Lega Nord che rischia di scontrarsi con quella del Sud (MPA) e alla Sinistra Arcobaleno che avrebbe dovuto assoldare Berlusconi come consigliere elettorale.
Poi dice che perdono le elezioni.

martedì, aprile 08, 2008

Nessuna scaramanzia

Alla fine Veltroni ha preso atto della realtà e, terminato l'estenuante tour elettorale nelle 110 province italiane, dismette le trionfalistiche previsioni di vittoria (peraltro mai supportate dai numerosissimi ed eterogenei sondaggi che, in barba alla par condicio, continuano a circolare) e scrive a Berlusconi, prossimo Presidente del Consiglio, "raccomandandolo" di essere "leale alla Costituzione".
Ora, al di là della strumentalità e della teatralità della mossa, in puro stile veltroniano, la "lettera" significa due cose: da un lato, come già detto, l'implicita ammissione della sconfitta e di questo si da atto a Veltroni; dall'altro, un ultimo, forse disperato tentativo di imporre una "superiorità morale" sull'avversario tale da recuperare qualche consenso.
Speranza alquanto vana, se si tiene conto che il testo della lettera è, in fondo, un chiaro atto d'accusa a Bossi e, di conseguenza, alla Lega; e l'elettorato del Nord, così faticosamente rincorso dal Pd nei giorni scorsi, non ne sarà certamente contento.
Nessuna scaramanzia, quindi: il centrodestra ha vinto, ed ha vinto alla grande. Finalmente lo ammette anche Veltroni.

mercoledì, marzo 12, 2008

Scarafaggi a destra

Istruttivo vedere l'interesse, quasi entomologico, con il quale il Corriere del Pd si chiede e ci chiede di osservare "chi vota per il Pdl" o "chi vota per La Destra". Come si osserva uno scarafaggio che depone le uova o la mitosi di una cellula eucariote. Con quel misto di stupore e ribrezzo che si prova nel vedere il rituale di accoppiamento di una mantide religiosa o la nascita di una cucciolata di maiali. Con il medesimo interesse che ha il giornalista generalizio per l'iPhone "primo smartphone al mondo", così intriso di ingnoranza e superficialità, ma tronfio di superiorità culturale e sprezzo del "diverso". Come quando c'è un efferato crimine e i tabloid spippolano la biografia dell'assassino.

Non fanno tenerezza anche a voi?

lunedì, novembre 26, 2007

«Berlusconi è sulla strada giusta»

«I politici sono lenti, giocano sul tempo, ingannano i loro stessi elettori. Berlusconi, no: Berlusconi è sulla strada giusta. Silvio Berlusconi fa promesse che poi mantiene. Ma il popolo non capisce».
E' un fiume in piena, Mariano Apicella: un'ora e cinquanta al centro della scena, tra musica e politica, in prime time su RAI UNO. Emilio Fede fa da intervistatore-spalla, fa finta di volerlo interrompere, ma gli da la stura per il prossimo assolo. Sublime.
Un evento largamente annunciato ed atteso, spinto - sospettiamo - dalla prossima uscita del CD del cantautore, ma in fondo una serata di buona musica e buoni consigli vale bene un po' di canone dei contribuenti.
Incazzati? Contrariati? Bene, invertite i ruoli: è successo veramente.

sabato, agosto 18, 2007

La Sindrome "B"

Povera Maria Laura Rodotà. Si potrebbe pensare ad una crisi da noia estiva, oppure ad un vuoto di ispirazione, ma no: la Nostra non è nuova a scenate del genere, ed oggi ha dato tutto il suo peggio.
Quante energie sprecate. Invece di preoccuparsi di un governucolo piccolo e dannoso, che sta portando l'Italia oltre il bordo del baratro (e lo fa sheeeeeeeeeeeriameeeente), la Rodotà si preoccupa - e pare preoccuparsi molto - della bigiotteria maschile "rubata" anch'essa, come già fu per "forza Italia!" e per le bandane, dal Nano Malefico.
Per lei va bene tutto, va bene un Caruso che sputa sui morti, va bene un Amato che si cala le mutande davanti al primo Imam terrorista, va bene Vischioppa che ci porta sul lastrico, va bene - anzi benissimo! - Veltroni-uomo-nuovo-4-stagioni (che come governa Roma è una favola!), va bene tutto. Ma la cordina con lo smeraldo no, quella proprio NO! NO!!

UPDATE: Forse voleva anche i capelli rossi.

giovedì, ottobre 19, 2006

Punti di vista

E' sempre interessante constatare come una manifestazione di piazza contro Berlusconi sia una sacrosanta e spontanea espressione democratica contro la madre di tutte le ingiustizie; per contro, una contestazione corale a Prodi è «chiaramente l'opera di una claque organizzata».
La grettezza di questa gente va ben oltre la superbia o l'arroganza: sfiora la convinzione di una superiorità genetica.