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domenica, febbraio 21, 2010

Il Travaglino sul Pisello

Poverino, s'è offeso. Dice che così non si può più andare avanti, dice che per ben una volta un altro essere umano (anzi, orrore!, erano in due) ha osato contraddirlo in diretta durante uno dei suoi sermoni. Dice che non ha alternative: se succede di nuovo dovrà alzarsi e andarsi a fumare una sigaretta di fuori, lui non accetta uno schifo simile. Dice che - assurdo! - hanno tentato di squalificarlo come persona! In diretta! Sulla RAI!
Inconcepibile. Inaccettabile. Brutti, cattivi, non vi parlo più, gné-gné.

Se non fosse una cosa estremamente seria ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate nel sentire il monologhista fascista Travaglio incazzarsi perché qualcuno tenta di "squalificarlo come persona", tra l'altro rinfacciandogli cose verissime ("fatti", come ama chiamarli lui, solo stiracchiate ed adattate allo scopo proprio come fa lui). Qualcuno faccia il piacere di fare il conto degli insulti diretti alle persone dei quali sono infarciti i suoi interventi preconfezionati sia in diretta TV che sui blog dell'associazione manettara "Chiarelettere" (quella che è editrice anche di Beppe Grillo, tanto per rimanere in tema): a me non va proprio di ravanare in quella fogna, ma sono sicuro che ne uscirà fuori un bel campionario. Squalificarlo come persona. Tzé!

venerdì, gennaio 29, 2010

Ma si, buttiamola in caciara

Incredibile articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera di oggi. Titolo: «Fannulloni, quando il Duce faceva come il ministro Brunetta». Svolgimento: visto che da allora non è cambiato nulla, è inutile che Brunetta scimmiotti Mussolini. I fannulloni vanno motivati, non puniti, parola della Cgil. Amen.
Eccolo il succo del fancazzismo italiota: non lavori? bene, ti premio.

lunedì, settembre 07, 2009

Fascismo e travaglismo

La chiama "aggressione squadrista", Travaglio. Questa, non questa.

mercoledì, agosto 19, 2009

Il delirio dipietrino

Sarà il caldo, sarà la manciata di voti di beoti e sfigati che ha racimolato alle ultime tornate elettorali, ma Antonio Di Pietro sta "svalvolando" pericolosamente, come si dice a Roma.

La sua ultima trovata, sparata dal suo blog (gemellato con quello di Grillo e quello di Travaglio, suoi degni compari), è domandarsi:
«Con quali voti pensa di fare la differenza politicamente nel Paese, il Cavalier nostrano, se non con quella dei sodali malavitosi?»
Bene, molto poco "onorevole" Di Pietro, questa se la può ricacciare nella fogna dalla quale le è uscita: sappiamo tutti benissimo cosa le frulla per il cranio, quella sorta di complesso di superiorità secondo il quale lei ed i suoi ammiratori siete le uniche forme di vita degne di sopravvivenza in questo Universo, e che il resto del genere umano è costituito da qualcosa di appena sopra le blatte in quanto a scala evolutiva.
Ma si da il caso che la "differenza di voti", che la stupisce tanto, Berlusconi non l'ha ottenuta da delinquenti ma da comuni cittadini che - a differenza sua - si fanno il culo tutti i giorni per (soprav)vivere in questo Paese, che tutto si merita tranne che di dare voce ad un accattone della politica come lei dimostra così bene di saper essere.
Lei, con quel post, ha offeso me e tutti i cittadini italiani: tutti, non solo quelli che hanno votato per qualcosa che non è la sua scalcinata e fascista "Italia dei Valori" (i suoi, ovviamente); ha offeso anche chi ha votato per il Partito Democratico, per i comunisti, per la destra estrema, per l'Udc, tutte persone che - secondo lei - non sono assassini e mafiosi solo perché hanno messo una crocetta due centimetri più in là rispetto al simbolo del PdL.
Questo è inaccettabile e non fa che dimostrare una volta di più dove porta la disperazione dell'ignoranza, dell'inutilità, della solitudine, della cattiveria: esattamente dove lei si trova, caro molto poco "onorevole". In fondo alla fila a sbraitare.

giovedì, luglio 09, 2009

La pagliacciata che supera il segno

Ora sta esagerando. Nessuno s'è premurato di avvertire il "redneck" de noantri che lo sputtanamento a mezzo stampa estera è un sistema che non funziona, e il genio l'ha adottato col suo classico stile da elefante ubriaco in una cristalleria: ha acquistato - con i soldi pubblici, non ne ha altri a meno che non venda il trattore di famiglia - un'intera paginona sull'International Herald Tribune dove, oltre ad averci sbattuto il suo faccione preoccupato, lancia le sue solite farneticazioni sulla "democrazia in pericolo". In (quasi) perfetto inglese.

"Appello alla comunità internazionale". Forse vuole i Caschi Blu a Piazza Montecitorio (e non sarebbe neache un'idea originale, qualche altro buffone l'ha avuta prima di lui), forse spera che Obama o la Merkel si rifiutino di mangiare le pennette tricolore, chissà. Quel che è certo è che l'ex- pubblico ministero, fulgido esempio di fascismo mafioso pagato profumatamente da noi tutti, stavolta l'ha fatta veramente fuori dal vaso. In un "paese normale", come piace tanto dire a lui e ai suoi simili, egli riceverebbe entro un paio d'ore una visita della polizia a casa che lo trascinerebbe per i piedi con l'accusa di vilipendio alla nazione.
Per sua fortuna non siamo quel "paese normale", quindi il trattorista potrà continuare impunemente ad infangare il proprio paese con l'unico scopo di prevaricare Franceschini e D'Alema.

**UPDATE**
Su molti siti l'immagine qui sopra circola "tagliata" in basso, in modo da nascondere il logo dell'Italia del Valori. Chiediamoci perché.

mercoledì, maggio 27, 2009

Quattro veli di bile

Puntuale come la morte arriva l'ormai canonico editoriale inglese ammazzasette, ennesima replica dell'ormai mitico "unfit" col quale l'Economist bollò Berlusconi prima delle elezioni 2001. Leggendo il pezzo, stavolta propinato dal Financial Times, nessuna sorpresa: il solito decotto di luoghi comuni, falsità e leggende metropolitane preso di sana pianta da Micromega o L'Unità o Repubblica e spiattellato per il diletto dei pochi giapponesi che ancora non hanno capito un'acca di cosa stia succedendo.

Bontà sua, l'anonimo pennivendolo d'oltremanica concede che Berlusconi non è Mussolini e che l'Italia non sia già in un secondo Ventennio; ma poi si riprende subito, e precisa che la differenza sta nel fatto che Mussolini aveva al suo comando squadracce di camicie nere, Berlusconi ne ha di vallette.
Tra un'amenità ed una pretesa di analisi politicoide, lo scribacchino conclude affermando che no, non è "fascismo" (è fissato, poverino...), ma è un "pericolo" ed un "esempio maligno" per tutti.
Il poveretto, evidentemente, non vive in Inghilterra, dove farebbe bene a rivolgere il suo scandalizzato e spaventatissimo sguardo. Una nazione già finita nel baratro dell'autoannullamento identitario e culturale, che s'è calata braghe e mutande e s'è messa a 90° di fronte a tutti gli imam di passaggio, retta da una classe politica corrotta che fa da contraltare ad una casata reale ridicola e totalmente fuori dal mondo; una nazione che è alla radice della quasi totalità delle guerre e dei genocidi attualmente in corso, il cui colonialismo misto a menefreghismo gettarono le basi per l'infinito conflitto mediorientale; una nazione la cui economia è ridotta ad un lumicino, molto molto molto più fioco di quello italiano, ma tenuto su a suon di fanfare, cioccolata alla menta e pretesa di superiorità sui "terroni" europei. Nebbia sulla Manica, continente isolato.
Non ha alcun diritto, quel giornale, di emettere giudizi copiaincollati da Repubblica a pochi giorni dalle elezioni: ma lo fa, ed entra così trionfalmente nel gotha dell'Autorevole Carta Igienica di Qualità, cosa della quale - è noto - c'è sempre bisogno.

domenica, aprile 05, 2009

Precrimine

La furia manettara dell'Urlatore ora si è evoluta: va avanti nel tempo, vede i crimini prima che vengano commessi, fa i processi alle intenzioni. Siamo alla Precrimine.

domenica, maggio 11, 2008

Chi è il fascista?

Ora Grillo sta esagerando, e non lo dice un pavido direttore di TG, lo dico io: il suo sogno, questa sera, è Marco Travaglio Direttore Unico del Canale Unico di Informazione Pubblica. Tutto il resto è illegale.

Direi che è urgente fare ad ambedue un bel discorsetto: Luttazzi, del resto, si sente solo, laggiù, oltre la fascia degli asteroidi.

venerdì, maggio 09, 2008

C'è chi muore pestato più di altri

Sono due settimane che i giornali, i salotti televisivi, i blog, i settimanali ci ricordano, ininterrottamente, quant'è incivile, quant'è brutale, quant'è esecrabile il pestaggio fascita veronese che ha ucciso Nicola Tommasoli. E giù sermoni, moralismi, invettive, stracciamenti di vesti, fiaccolate, scandalismi, equivicinanze ed equidistanze politicamente corrette, in perfetta sincronia e contro-sintonia con le recenti elezioni, ché l'Italia è sull'orlo della deriva nera.

Ma il povero Tommasoli non è stato il solo.

Ieri, 8 maggio, a Genova - a due passi da piazza Alimonda - il suo "pappa" ha pestato a sangue ed ucciso Violeta, un'immigrata rumena diciannovenne rea di non guadagnare abbastanza battendo i marciapiedi. Gheorghe Tanasa, questo il nome del trentaduenne assassino e convivente, quando l'ha vista rincasare già alle due del mattino con pochi soldi in tasca l'ha massacrata di calci e pugni spezzandole alla fine il collo.

Ma Gheorghe Tanasa non è fascista, Violeta non era un mite lavoratore colla coda di cavallo e tutti e due non erano, in fondo, che due rumeni: e così nessun giornale, nessun salotto televisivo, praticamente nessun blog (tranne Orpheus), nessun settimanale ce lo sta ricordando già a meno di ventiquattro ore di distanza. Se mai l'hanno fatto.

**UPDATE** - Se poi si scopre che il pestaggio fascista di verona non era fascista ma "solo" un pestaggio, il cerchio è chiuso. Ma il sermone, ormai, è già andato in onda.

(Grazie a Sul Terrorismo per la foto di Tommasoli)