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mercoledì, marzo 03, 2010

L'ultima trombata

No, non è il titolo di un film di Muccino, è quanto è accaduto oggi con l'assoluzione di Agazio Loiero dalle accuse di corruzione ed abuso d'ufficio, pietra tombale sulla sgangherata inchiesta "Why Not", un nome un programma. Il trombato (ulteriormente) è, chiaramente, Luigi De Magistris, un nome un programma.
Ma che gliene frega, è troppo occupato a fare su e giù col suo jet privato a finanziamento pubblico alla faccia di quell'esercito di beoti che l'ha votato.

venerdì, gennaio 15, 2010

Carriere meritate


Nuovo, osceno capitolo della malagiustizia italiana e dei suoi intoccabili protagonisti: Calogero Mannino, l'esponente Dc accusato di mafia da Gian (staccato) Carlo Caselli 19 anni fa, è stato riconosciuto innocente dalla Cassazione.
Mannino ha perso quasi vent'anni di vita; Caselli ha fatto una carriera fulminante. Ma il vero problema è Berlusconi, lo sanno tutti.

giovedì, gennaio 07, 2010

Gigineddu flop

L'uomo che non pagherà mai per i propri errori. Evitiamo almeno che - se non lui qualche suo compare - possa ripetersi.
Riforma della Giustizia SUBITO.
Tanto più che siamo dietro il Gabon, grazie soprattutto ai "Gigineddu flop" di tutta Italia.

mercoledì, ottobre 07, 2009

Comunque andrà, diranno di aver vinto

Nessuno sa come la Consulta si esprimerà sul Lodo Alfano, non c'è alcuna previsione possibile. Ma una cosa è più che certa: comunque andrà, i professionisti dello sfascismo potranno dire di aver avuto ragione.
Se la Corte si pronunzierà a favore dei ricorsi presentati, bocciando così di fatto la legge, avranno ovvia stura nel gridare all'abbattimento del tiranno nel nome della Giustizia e della Democrazia con le 'G' e 'D' maiuscole; se invece si pronunzierà contro i ricorsi, approvando di fatto il Lodo, useranno il paracadute della famosa cena nel corso della quale - secondo loro - i giudici furono corrotti da Berlusconi, Letta e dallo stesso ministro Alfano, probabilmente a suon di manicaretti tricolore.

mercoledì, luglio 08, 2009

Zappadu zappato

Iniziano a cadere le teste. Antonello Zappadu, il paparazzo che millanta "cinquemila fotografie" rubate alla privacy di Villa Certosa, è stato licenziato in tronco dall'agenzia per la quale lavorava, la E-Polis S.p.A.

Che già il 30 maggio scorso aveva "preso le distanze" dal fotografo sardo sganciandosi nettamente dal suo operato. Ma che oggi è andata oltre e, vantando la "giusta causa", l'ha mandato in mezzo ad una strada.
La ragione ufficiale è che Zappadu avrebbe violato il contratto di esclusiva che lo legava all'Agenzia; molto più probabilmente, visto il totale fallimento della strategia diffamatoria ai danni di Berlusconi e dell'intero Paese, avrà pensato bene di disfarsi definitivamente del deludente ed ingombrante collaboratore.
Dice che se ne andrà in Colombia, a scanso di qualsiasi evenienza. Buon viaggio, qui non si sentirà di certo la sua mancanza.

martedì, giugno 30, 2009

Finito il fumo, ecco l'arrosto

Il "ciclone" che doveva travolgere Berlusconi ed il Governo s'è rivelato, com'era prevedibile, una loffetta; una volta diradata la puzza, peraltro fastidiosa, ecco apparire lo scheletro che si cercava disperatamente di chiudere nell'armadio prima che qualcuno lo vedesse. Tutto il bailamme, da Noemi in avanti, era solo questo: una cortina fumogena per nascondere all'opinione pubblica la gravità dell'inchiesta barese (quella vera), che si appresta a decimare il già cadaverico Partito Democratico in quella regione.
Ora, i minacciosi venti dell'insicurezza e della gogna mediatica, teoricamente, dovrebbero girare verso i loro mandanti originari, adesso che le teste iniziano a rotolare. Chissà che dalle parti di Repubblica se ne accorgano; o magari no, saranno sempre impegnatissimi nel seguire Berlusconi nel bagno per vedere cosa fa.

giovedì, giugno 04, 2009

Vilipendio alla Nazione

Solo pochi giorni dopo le mie incazzature qui, qui e qui il ministro degli Esteri Franco Frattini si trova sulle medesime posizioni, confermando parola per parola quanto ho denunciato.

«La sinistra, che non ha nè identità, nè cuore, nè anima, gioca denigrando e irridendo l'immagine dell'Italia nel mondo. Questo è inaccettabile.
Si pubblicano articoli in Italia, vengono tradotti in inglese e inviati nelle redazioni di Londra e Bruxelles, e quindi ripubblicati in Italia creando una rete promossa da italiani nemici dell'Italia nel mondo, una rete di stampa internazionale ostile al governo di Roma.»
"La sinistra" citata dal ministro ha nomi e cognomi: Giuseppe D'Avanzo, Ezio Mauro, Dario Franceschini, Massimo D'Alema, Fiorenza Sarzanini, Ferruccio De Bortoli, Marco Travaglio, Giovanna Casadio, Michele Santoro e tutti gli altri responsabili in prima persona del reato di vilipendio alla nazione, punibile con ammenda fino a 5000 Euro. Purtroppo buona parte del Codice Rocco è stato abolito nel febbraio 2006, altrimenti la punizione sarebbe stata fino a tre anni di carcere. Per non sbagliare, una ripassatina di olio di ricino la prescriverei comunque molto volentieri, chissà che a lorsignori non passi la voglia di scherzare.

mercoledì, aprile 15, 2009

Travaglio, batti un colpo

21 tra mafiosi e trafficanti di droga se la sono cavata ed un'altra cinquantina se la caverà tra qualche mese.

Una leggina ad hoc dell'indecente governo Berlusconi? No. La negligenza di un giudice di Bari. L'ennesima.
Ora, attendiamo pazientemente il sermone che Sua Eminenza Marco Travaglio vorrà elargirci in merito: in fondo, sono sempre mafiosi che se la cavano grazie allo Stato. Non so come mai, ma temo che aspetteremo invano.

martedì, febbraio 03, 2009

Quei miserevoli mille Euro

Che Giovanni Petrali, il tabaccaio milanese che nel 2003 sparò ed uccise un rapinatore e ne ferì un altro, abbia esagerato di fronte alla legge è un fatto pressoché pacifico. Magari di fronte al senso comune, ampiamente stressato dai livelli di criminalità raggiunti nel nostro Paese, lo è un po' di meno; ma di fronte alla legge, quasi certamente lo è (la sentenza è attesa a breve). Del resto, correre dietro ai due sparando otto colpi con una pistola in mezzo alla strada, brandendo una scopa con l'altra mano, e poi quasi ballare attorno al cadavere di uno dei due esultando ed insultando quello sopravvissuto, il tutto ormai a duecento metri dal luogo della rapina, se da un lato può far stare meglio (sempre feccia è, in fondo), dall'altro è... come dire... leggermente fuori dalle regole.

Ma quando un pubblico ministero, motivando la sua richiesta a nove anni e mezzo di carcere per il Petrali, dice testualmente: «[i due] se ne stavano andando con i loro miserevoli mille euro», la domanda sorge spontanea. E se invece di mille gli euro erano diecimila? Allora Petrali sarebbe stato più nel giusto? E se invece erano dieci?
Forse mille euro al pm non fanno né caldo né freddo, ma per Giovanni Petrali erano l'incasso di almeno una giornata di lavoro; e vederseli rubare da due rifiuti che l'hanno anche pestato ed insultato non dev'essere stato divertente. Forse il pm voleva essere spiritoso, forse intendeva dire che in fondo è stata una ragazzata, e che saranno mai miserevoli mille euro! Finire ammazzati per miserevoli mille euro!
Metterla sul piano della quantità è pericoloso. Fossero stati anche dieci Euro, di bottino, una rapina è una rapina.

Immagine: Repubblica.it

mercoledì, novembre 14, 2007

L'okkupazione

Dopo la cultura, la pace, la moralità, la s(k)uola, la sociologia, l'ambiente, il governo, il cinema, l'arte, la grande distribuzione, la storia, la giustizia, la globalizzazione, la carta stampata, la satira, l'antipolitica è ora il turno della politica ad essere appannaggio esclusivo della sinistra. Cosa rimane?

mercoledì, febbraio 07, 2007

Delitto politico?

Nell'ambito delle indagini italiane sull'uccisione di Nicola Calipari, il giudice per le indagini preliminari Sante Spinaci ha definito il fatto «omicidio politico e volontario».

Ora, non risulta da nessuna parte che il gup abbia in mano prove tali da per poter affermare che la pattuglia americana posizionata sulla strada per l'aeroporto sapesse chi fossero gli occupanti dell'auto poi crivellata; di conseguenza, non risulta da nessuna parte che abbia in mano le prove della "volontarietà" nel voler uccidere proprio Calipari e la Sgrena.

Ne consegue che la definizione "omicidio politico", seppur roboante e musica per le orecchie di chi sappiamo noi, è non solo con tutta probabilità campata per aria, ma traccia già un percorso di condanna oserei dire preventiva nei confronti del "private" americano.

lunedì, novembre 06, 2006

Indulto: completiamo l'opera?

Se qualcuno pensava che vabbe', ormai il danno è fatto, decine di migliaia di criminali sono di nuovo in giro, Napoli esplode come una santabarbara, centinaia di testimoni d'accusa sono costretti a vivere nel terrore, la gente è incazzata come una mandria di picchi digiuni, tappiamoci il naso una volta di più e tiriamo avanti... beh, quel qualcuno si sbagliava.
Eh già, perché a questi nefasti "effetti collaterali" del giustificazionalismo/buonismo della sinistra italiana dobbiamo aggiungercene altri due: primo, il 90% del lavoro dell'apparato della giustizia italiana nei prossimi cinque anni sarà completamente inutile dal momento che l'indulto ha già buttato fuori dalle carceri gli imputati i cui procedimenti penali sono tuttora in corso (non lo dicono Berlusconi o Pecorella, lo dice il CSM); secondo, conseguenza del primo, per ovviare a questo incredibile spreco di risorse in un sistema già al collasso l'unica strada percorribile è "agganciare" un'amnistia all'indulto, stroncando così tutti i procedimenti pendenti.
Già, peccato che, così facendo, un ulteriore e simpatico effetto collaterale viene a verificarsi: non solo quei criminali si trovano condonata la pena, ma avranno anche la fedina penale linda e profumata come la mia e la tua.
Che dire, grazie infinite!