Le bugie del Corriere su Chicco Testa
Che il Corriere della Sera, anche e soprattutto per mezzo della sua emanazione Web, fosse tutto meno che una testata indipendente e generalizia lo si era capito già da tempo, già dagli "outing" del suo direttore a favore di Prodi prima e di Veltroni dopo. Ma che potesse arrivare a bassezze degne di un fogliaccio estremista, questo proprio non me l'aspettavo.
Se cliccate qui trovate l'audio di una breve intervista fatta da Valentina Conte a Chicco Testa, sotto l'incredibile titolo: "Per il nucleare da noi la strada è in salita". Ovviamente, basta ascoltare il breve brano con la viva voce di Testa per rendesi conto che la sua posizione è esattamente opposta a quanto il titolo vorrebbe far credere: infatti, quando Testa accenna alla "salita" lo fa riferendosi alle inevitabili opposizioni che il ritorno al nucleare troverà da parte dei soliti noti.
Un consiglio al Corriere: eviti accuratamente queste bassezze alla Travaglio, gli italiani non sono così deficienti. Gli italiani sanno molto bene, invece, che questo è il pensiero di Chicco Testa. L'altro è forse quello di Paolo Mieli, del quale - con tutto il rispetto - frega nulla a nessuno. E men che mai se fosse invece quello della giornalista: prendere un Master in Giornalismo all'Università di Milano non significa prendere la licenza di ingannare il prossimo.
