Guidare (contromano) a 85 anni
Con tutto il rispetto per le persone anziane (ce ne fosse di più!), ma leggere notizie come questa, anche senza voler generalizzare, fa pensare.
Meglio se politicamente scorretto.
Con tutto il rispetto per le persone anziane (ce ne fosse di più!), ma leggere notizie come questa, anche senza voler generalizzare, fa pensare.
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Polìscor
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Ora, sarò io strano che non comprendo cosa sia una lettera spedita ad un quotidiano a tiratura nazionale, e per di più su un argomento che ha tenuto banco per tutta una campagna elettorale; ma leggendo la nuova comunicazione a mezzo stampa della signora Lario francamente il dubbio che qualcosa che non va ce l'abbia lei (e non il marito) mi sta sorgendo.
«In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia.»
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S'è messo la cravatta, e pure la giacca (chissà che sudata), ma dentro rimane il solito: andare al Senato a dare della zoccola e del delinquente a destra e a manca lo qualifica una volta di più per quel che è.
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Il referendum che verrà celebrato il 21 giugno prossimo ha radici antiche: fu concepito e indetto durante il disastroso governo Prodi, sull'onda dell'ingovernabilità e delle critiche al cosiddetto "porcellum", la legge elettorale varata dall'ultimo esecutivo di centrodestra. Essa, tra le altre cose, prevede che il premio di maggioranza vada alla coalizione di liste che raccoglie più voti, su base nazionale per la Camera e regionale per il Senato. Inoltre, prevede un certo grado di libertà alle singole liste che possono decidere autonomamente se presentarsi sole o collegate in coalizione senza rischiare di perdere le alleanze strette, mettendo in gioco il solo premio di maggioranza in caso di corsa solitaria. L'obiettivo del "porcellum" è ambizioso: impedire la formazione di coalizioni posticce al solo scopo di vincere le elezioni e, contemporaneamente, garantire la governabilità.
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«Ho tirato la carretta da solo», si sfoga Berlusconi all'indomani del deludente risultato delle Europee che ha visto il PdL mancare clamorosamente la quota sparata in TV dal suo leader (il 45%), ma anche quella comunemente considerata "di sicurezza" (il 40%) per fargli affrontare con sufficiente forza le prove che lo attendono nell'immediato futuro, a cominciare dal braccio di ferro sulla riforma della giustizia.
Povero Dario. Sembra essere l'unico ad aver sentito sulla propria pelle la dimensione del disastro abbattutosi sul Pd. Non si allinea più di tanto con la stampa "amica" (cioè tutta tranne il Giornale e Panorama) nel tessere le lodi di un "partito che tiene", si lascia solo sfuggire a mezza bocca la cazzata d'ordinanza ("il governo è minoranza nel paese"), così, giusto perché l'etichetta lo richiede.
«Ricevo molte mail da elettori del centrodestra che mi rimproverano di aver fondato la campagna sul gossip. Ma quando mai? Io non ho detto una parola sulle vicende familiari di Berlusconi. Non una. Ho detto che un politico deve rispondere alle domande. Non ho mai citato i figli di Berlusconi. Mai. Ho parlato dell'educazione dei nostri figli, dei valori da trasmettere alle nuove generazioni. Eppure l'apparato mediatico del premier ha manipolato le mie parole e le ha strumentalizzate. In realtà, al centro della campagna il Pd aveva messo la crisi, i disoccupati, i precari mandati a casa, le famiglie che soffrono. Abbiamo formato un gruppo che ha lavorato per sei mesi al programma per l'Europa, e sui giornali non è uscita una riga. Sono andato a Sky all'ultima trasmissione, mi hanno fatto sette domande su Berlusconi, l'ottava era: "Ma perché di Europa non parlate mai?". E come facevo, se mi chiedevano solo del Cavaliere?»
«In primo luogo dobbiamo batterci per costruire un'alternativa sociale e culturale a Berlusconi.»
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Questo perché il "vizietto", pur essendo il pane quotidiano a sinistra, non manca di far capolino anche a destra.
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«Gli italiani si sono convinti che la politica sia il male che corrode il paese. Perciò una larga parte dei nostri concittadini ha delegato la sua rappresentanza ad un giocoliere che ostenta il suo odio contro la politica e il suo qualunquismo congenito e festevole, all'ombra del quale sta nascendo un potere intrusivo, autoritario, concentrato nelle mani di un solo individuo.»
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Ci risiamo. Ancora la bufala del saluto fascista. Stavolta tocca a Michela Brambilla, nota camicia nera e simpatizzante di Forza Nuova, ovviamente secondo i soliti pennivendoli mononeuronici. Chiaramente basta ravanare per abbastanza tempo in un archivio fotografico per trovare chiunque che fa il saluto romano, manco a doverlo spiegare.
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Nonostante la vulgata nostrana pensi il contrario, le amministrazioni americane "democratiche" sono tutto meno che garanzia di maggiore stabilità internazionale o, per dirla col linguaggio semplice accessibile a tutti, di "pace". La Storia è là a dimostrarlo, per chi si prende la briga di studiarla anche solo superficialmente: tutti i conflitti nei quali gli Stati Uniti sono stati coinvolti dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l'unica eccezione rappresentata dalla War on Terror, sono stati iniziati da amministrazioni democratiche e conclusi da amministrazioni repubblicane.
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Voglia il Cielo che non sia una messa in scena, perché qui ci si appresta ad un inaspettato post di solidarietà nei confronti di Antonio Di Pietro e Michele Santoro, che si son visti recapitare proiettili e minacce di morte.
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Non c'è nulla da fare, proprio non ci arrivano. O meglio, ci arrivano benissimo, ma credono che chi li legge sia idiota.
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Manca un solo giorno alle elezioni e il travaso di bile del Pd e dei suoi compagni di merende italiani ed esteri è al suo culmine. La disperazione gioca brutti scherzi e stavolta l'hanno fatta veramente grossa: pagare un paparazzo per scattare fotografie all'interno di un'abitazione privata per poi sbatterle online (dall'estero) il giorno prima delle elezioni non è scorretto, è semplicemente demenziale.
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"Riconciliazione dopo le tensioni dell'era Bush". "Rispetto e cooperazione". "La forza del dialogo". "Fermezza verso Israele".
Solo pochi giorni dopo le mie incazzature qui, qui e qui il ministro degli Esteri Franco Frattini si trova sulle medesime posizioni, confermando parola per parola quanto ho denunciato.
«La sinistra, che non ha nè identità, nè cuore, nè anima, gioca denigrando e irridendo l'immagine dell'Italia nel mondo. Questo è inaccettabile.Si pubblicano articoli in Italia, vengono tradotti in inglese e inviati nelle redazioni di Londra e Bruxelles, e quindi ripubblicati in Italia creando una rete promossa da italiani nemici dell'Italia nel mondo, una rete di stampa internazionale ostile al governo di Roma.»
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Siamo a meno tre giorni dalle elezioni europee, e quasi quasi ci cascano: Berlusconi indagato per abuso d'ufficio! 'Azzo! Vuoi vedere che...... EH?
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Ancora il Corriere della Sera, ancora uno stravolgimento di senso. "Berlusconi: non mollo" lascia trasparire un premier in difficoltà, sudato, preoccupato, ma che si abbarbica alla poltrona e giura che non vi si staccherà manco morto.
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Meno 4 giorni alle elezioni europee, un altro giorno passato senza l'avviso di garanzia recapitato a Berlusconi. Un altro giorno sprecato dalla Mandria degli Sfigati.
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Osservate bene il box (fateci click sopra per ingrandirlo e leggerlo meglio), è tratto dalla homepage di Repubblica.it come era il 2 giugno 2009 alle ore 22:15 (qui una copia completa della pagina, con evidenziato il box). E' un caso standard di "citazione farlocca", dove le virgolette sono usate per dare aura di veridicità a quanto riportato, quando in realtà non si è neanche lontanamente vicini. E la verifica è a portata di un singolo click, ma ai signori pennivendoli al soldo dell'antiberlusconista di turno la cosa non tocca più di tanto: la cosa importante è scrivere, scrivere, scrivere. Qualcosa resterà.
Si tratta di una lettera aperta (non si capisce bene indirizzata a chi) redatta da un gruppo di donne insignite di onorificenze dello Stato Italiano, che lamentano l'uso scorretto dell'immagine e della dignità femminile che la politica - a loro parere - veicola ed alimenta. Bene.
Versione strillata in prima pagina: "Stop al modello mercificato della femminilità con la complicità della quarta carica dello Stato."
Versione vera, nel documento linkato: "Siamo [noi donne] in prima linea nell'impegno quotidiano di cura e di lavoro che svolgiamo con dedizione, competenza e serietà. Eppure oggi le donne assurgono agli onori delle prime pagine dei media se sono compiacenti verso i 'potenti' e asservite ad un modello mercificato e lesivo dell'identità femminile.
[...] i contenuti, le candidate e i candidati per il Parlamento Europeo sono oscurati dai media [...] dalla insopportabile telenovela che purtroppo riguarda la quarta carica dello Stato."
Anche la solita scimmia arriva a cogliere non solo la differenza tra le due versioni, che è sostanziale, ma soprattutto il fatto (ancora più evidente se si legge l'intero documento) che le illustri mittenti si scagliano contro i media (ergo contro Repubblica medesima, in primis) ed il loro asservimento a logiche "gossipare", e non "contro Berlusconi" come viscidamente titola il pennivendolo di Repubblica. Dove sia l'appello a Berlusconi lo sa solo il signor Casadio, e ci piacerebbe molto che lo spiegasse anche al resto del mondo.
E' questo che indigna: l'esprimere una propria posizione, anche dura, è legittimo ed è il sale della libertà di stampa e di espressione; ma cercare di fregare il lettore distratto con trucchetti da insulto all'intelligenza non è ammissibile e grida vendetta.
Alla prossima puntata.
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Seconda puntata della serie "La mala información". Quella che segue è parte della galleria fotografica pubblicata sul Corriere della Sera online il 2 giugno 2009 alle ore 19:00, intitolata "Bagno di folla per Berlusconi", ma dedicata in gran parte a scatti che ritraggono il premier sul palco delle autorità alla parata (ex-)militare.








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Se il marito viene massacrato per ora solo mediaticamente dai sicari del Pd che lo accusano di pedofilia, è un sacrosanto diritto alla libera informazione; se la moglie viene quasi timidamente mezza in mezzo per avere da tempo una relazione con un altro uomo, viene additata al pubblico ludibrio con arcigna severità.
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Inizia oggi l'ultima settimana prima delle elezioni europee ed amministrative (seguite poi dai ballottaggi e dal referendum sulla legge elettorale). E' l'ultima occasione per un Pd disperato di assestare la zampata all'odiato nemico: finora tutti i tentativi sono risultati vani.
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Inizia oggi una nuova rubrica: "La mala información" (in spagnolo: "Disinformazione"), sottotitolo possibile "La distrazione come come strumento di consenso".


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It's time to write down some words in English, since you foreign newspaper employees and reporters don't understand Italian at all. I'm sure about that, since the only news you're pulling out from Italy are those copied and pasted from the Repubblica web site, the only italian newspaper (along with the infamous Beppe Grillo's blog) that translate its junk in a language suitable to you.
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Sono come i bambini, senza il senso della misura tipico dell'esperienza, degli adulti. Che se dai loro in mano il telefonino di papà non si limitano a giocherellarci schiacciando i tasti ed ascoltando rapiti gli strani suoni che produce: lasciati a loro stessi, in capo a tre minuti del prezioso gingillo non rimangono che vaghi ricordi e qualche frammento di plastica contro ad un muro.
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Puntuale come la morte arriva l'ormai canonico editoriale inglese ammazzasette, ennesima replica dell'ormai mitico "unfit" col quale l'Economist bollò Berlusconi prima delle elezioni 2001. Leggendo il pezzo, stavolta propinato dal Financial Times, nessuna sorpresa: il solito decotto di luoghi comuni, falsità e leggende metropolitane preso di sana pianta da Micromega o L'Unità o Repubblica e spiattellato per il diletto dei pochi giapponesi che ancora non hanno capito un'acca di cosa stia succedendo.
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1:05 PM
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Fa specie notare come, al di là del rumor di unghie sugli specchi, nessuno dei neomoralisti all'amatriciana che volteggiano attorno alla ragazzina napoletana e alla sua famiglia abbia le palle per dire la parola magica.
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Sono mesi che Beppe Grillo va cianciando sul "suo" blog che giugno sarà il mese della verità, che mandrie di bufali incazzatissimi stanno marciando a ritmo serrato verso Roma e che il rumor di zoccoli aumenta ogni giorno.
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Nonostante qualche povero deficiente abbia pensato bene di distruggere la stele commemorativa delle vittime dell'11 Settembre, che si trovava a piazza di Porta Capena a Roma, qui non si dimentica quell'atroce giorno che ha segnato una svolta definitiva nella Storia moderna.
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