giovedì, luglio 09, 2009

La pagliacciata che supera il segno

Ora sta esagerando. Nessuno s'è premurato di avvertire il "redneck" de noantri che lo sputtanamento a mezzo stampa estera è un sistema che non funziona, e il genio l'ha adottato col suo classico stile da elefante ubriaco in una cristalleria: ha acquistato - con i soldi pubblici, non ne ha altri a meno che non venda il trattore di famiglia - un'intera paginona sull'International Herald Tribune dove, oltre ad averci sbattuto il suo faccione preoccupato, lancia le sue solite farneticazioni sulla "democrazia in pericolo". In (quasi) perfetto inglese.

"Appello alla comunità internazionale". Forse vuole i Caschi Blu a Piazza Montecitorio (e non sarebbe neache un'idea originale, qualche altro buffone l'ha avuta prima di lui), forse spera che Obama o la Merkel si rifiutino di mangiare le pennette tricolore, chissà. Quel che è certo è che l'ex- pubblico ministero, fulgido esempio di fascismo mafioso pagato profumatamente da noi tutti, stavolta l'ha fatta veramente fuori dal vaso. In un "paese normale", come piace tanto dire a lui e ai suoi simili, egli riceverebbe entro un paio d'ore una visita della polizia a casa che lo trascinerebbe per i piedi con l'accusa di vilipendio alla nazione.
Per sua fortuna non siamo quel "paese normale", quindi il trattorista potrà continuare impunemente ad infangare il proprio paese con l'unico scopo di prevaricare Franceschini e D'Alema.

**UPDATE**
Su molti siti l'immagine qui sopra circola "tagliata" in basso, in modo da nascondere il logo dell'Italia del Valori. Chiediamoci perché.

Punti di vista

Il Corriere del Pd vede così la prima giornata del summit:


Noi preferiamo vederla così:

I paladini

Eccoli qua, i paladini dell'informazione: a scannarsi per saltare la fila e agguantare il cotillon.

mercoledì, luglio 08, 2009

Zappadu zappato

Iniziano a cadere le teste. Antonello Zappadu, il paparazzo che millanta "cinquemila fotografie" rubate alla privacy di Villa Certosa, è stato licenziato in tronco dall'agenzia per la quale lavorava, la E-Polis S.p.A.

Che già il 30 maggio scorso aveva "preso le distanze" dal fotografo sardo sganciandosi nettamente dal suo operato. Ma che oggi è andata oltre e, vantando la "giusta causa", l'ha mandato in mezzo ad una strada.
La ragione ufficiale è che Zappadu avrebbe violato il contratto di esclusiva che lo legava all'Agenzia; molto più probabilmente, visto il totale fallimento della strategia diffamatoria ai danni di Berlusconi e dell'intero Paese, avrà pensato bene di disfarsi definitivamente del deludente ed ingombrante collaboratore.
Dice che se ne andrà in Colombia, a scanso di qualsiasi evenienza. Buon viaggio, qui non si sentirà di certo la sua mancanza.

Chi non salta berlusconiano è

Pare che D'Alema abbia dato ordini ai neo-tesserati del Pd di recarsi dalle parti dell'Aquila e saltare tutti assieme: un primo successo pare l'abbia avuto, c'è stata appena ora una scossetta del 2° grado.

Altro che Murdoch

Rupert Murdoch sta per fare la figura del cioccolataio, con le sue patetiche ripicche a mezzo stampa, se risultasse vera anche solo la metà di quanto messo assieme oggi da Paolo di Lautreamont su Le Guerre Civili.

George Soros (foto) è da decenni il "grande vecchio" dietro a qualsiasi operazione speculativa al mondo ed è il responsabile di un elevato numero di crolli economici e politici in tutto il pianeta. E' stato condannato innumerevoli volte per reati legati al patrimonio ed alle sue spregiudicate attività finanziarie e ci sono diverse procure che aspettano solo che varchi i confini dei rispettivi paesi.
In Italia, è legato a filo doppio con gli stra-potentati economici che fanno capo a Romano Prodi ed è corresponsabile della distruzione sistematica del sistema economico ed industriale italiano ai tempi delle "svendite di stato".
Inoltre, è direttamente responsabile dell'affamamento di decine di milioni di esseri umani avendo speculato per anni sulla produzione di biocarburanti in sud America, scellerate operazioni che hanno distrutto innumerevoli coltivazioni e ridotto alla miseria intere nazioni; per questo, Prodi lo insignì di una laurea ad honoris causa all'università di Bologna.
E' l'uomo che sta dietro l'elezione di Barack Obama e all'incredibile mare di milioni di dollari che hanno contribuito a renderla possibile, nonché dietro l'affossamento di numerosissime personalità politiche in Europa nei decenni passati, schiacciati dalle campagne micidiali da lui finanziate.
E' l'incarnazione di tutto ciò che i simpatizzanti delle sinistre non sanno e non vogliono sapere: come i soldi dei "proletari" vengono utilizzati per arricchire chi li controlla.
E', probabilmente, il vero Nemico che Silvio Berlusconi dovrà affrontare nei mesi a venire: George Soros l'ha giurata all'onda "xenofoba e nera" che sta avanzando in Europa ed è già a caccia di facili proseliti, sempre pronti ad aprirgli cervello e portafoglio.

La "scusa" di Repubblica

A leggere l'editoriale odierno del direttore di Repubblica (nella foto, Ezio Mauro), intitolato "Il bene del Paese", c'è da sorridere amaramente di fronte a tanta ipocrisia. In buona sostanza, visto che tutte le sue cartucce si sono rivelate a salve, Mauro si giustifica del vespaio armato contro il Governo, contro Berlusconi e contro il Paese stesso adducendo le ragioni della libera stampa che deve «dar conto ai cittadini-lettori del suo [di Berlusconi, ndr] comportamento privato unito alle menzogne pubbliche che cercano di giustificarlo», e che se questo danneggia l'immagine dell'Italia all'estero in corrispondenza di un evento culmine come il G8 de L'Aquila, la cosa è giustificata per un bene certamente superiore, e non è certo colpa di Repubblica.

Bene, i cittadini-Elettori hanno già ampiamente dato il loro giudizio su questo modo becero ed infantile di fare politica, sarebbe ora che Mauro ed i suoi sherpa della disinformazione ne prendessero atto e tornassero finalmente a fare il loro lavoro. Se si ricordano come si fa.

Il palloncino sgonfio

Come un palloncino che si sgonfia non appena lo compri, la catastrofe che avrebbe inghiottito l'Italia a causa di Berlusconi e del G8 lascia improvvisamente il posto al pragmantismo senza vergogna di chi, fino a dieci minuti prima, era in prima linea nello stracciamento di vesti.

Apre le danze il Corriere della Sera, con l'editoriale di Sergio Romano.

La mala información: Capitolo XIII - Il Codice Sarzanini

Oggi, timidamente, fa la sua comparsa sul Corriere della Sera un articolo di Fiorenza Sarzanini (foto) che parrebbe dare conto di quanto sta succedendo in Puglia con le inchieste dei pm sul giro di prostituzione, droga e appalti truccati che ha già causato il crollo della Giunta di Nichi Vendola, passato praticamente sotto silenzio.

In realtà, è un classico esempio di mala información: la Sarzanini, com'è suo costume, racconta meno della metà della verità, evitando accuratamente di tirare in ballo il grosso dei nomi e dei luoghi coinvolti nelle indagini.
L'appartamento di via Roberto da Bari, le cene al ristorante Da Tuccino di Polignano, gli incontri alla Masseria San Domenico, l'imprenditore Enrico Intini, la dirigente della Asl Lea Cosentino, i numerosi assessori della Regione Puglia, ma soprattutto Alessandro Frisullo, ex- presidente vicario della Regione e strettissimo collaboratore di Massimo D'Alema (che in Puglia ha il suo indiscusso feudo personale): non un solo riferimento, la Sarzanini si preoccupa unicamente del "politico del PdL" - Salvatore Greco - buono ultimo arrivato sulla scena.
Evidentemente esiste anche un "Codice Sarzanini", diretto discendente del "Codice Travaglio": si fa cronaca, ma solo di quello che si vuol far sapere. Il resto, se non lo dice "il giornale", non esiste.

martedì, luglio 07, 2009

Sciopero? No, grazie.

Il 14 luglio prossimo è stato indetto - non si sa bene da chi - uno "sciopero" dei blog, per protestare contro quell'articolo del decreto Alfano che obbliga i blogger a rettificare notizie false o calunniose entro 48 ore dalla richiesta fatta dalla parte che si ritiene offesa.

Applicandosi evidentemente questa norma al purtroppo prolifico "mercato" delle stronzate che affligge la blogosfera, nella quale trovare un "update" ad un post è più difficile che trovare un comunista che si dimette, ed essendo il sottoscritto strenuo difensore della Verità - fino a prova contraria - e strenuo oppositore delle parole scritte col cervello scollegato ma utili alla Causa di turno, il 14 luglio non solo questo blog rimarrà "aperto" (la cosa è talmente ridicola che faccio fatica a scriverla), ma mi adopererò per postare più del solito.
Ovviamente, senza mai calunniare nessuno (che non se lo meriti), come sempre.

Quarto Potere

Ma le televisioni, in Italia, non erano tutte in mano a Berlusconi?

Parlamentari & Parlamentari

La sinistra si sta masturbando alla notizia delle dimissioni del deputato leghista Salvini, colto ad intonare un coro da stadio che, personalmente, ho sentito la prima volta a cinque anni, andavo all'asilo. Si, quello dei napoletani "colerosi e terremotati", proprio quello.

Ah, certo, tutto giusto: se uno è talmente coglione da fare una cosa del genere mentre si fa riprendere in video da parlamentare (seppure in vacanza), è giusto che venga sputtanato, ed è ancor più giusto che si dimetta.
Ma.
I sinistrati che gongolano sono, come al solito, gli ultimi a poter parlare: primo perché al suo posto non l'avrebbero fatto mai (dimettersi), avrebbero messo giù tutto il repertorio di arrampicamenti sugli specchi socio-filosofici e di "moniti ufficiali" che ben conosciamo, ma il colpevole sarebbe rimasto con le chiappe saldamente ancorate all'inseparabile cadrega. Secondo, perché nessuno deve dimenticare che lorsignori (si fa per dire) hanno avuto la faccia tosta di portare in Parlamento un delinquente come Francesco Caruso, spaccavetrine di professione, che neanche il più scalcinato militante di sinistra si immaginerebbe nei panni di un'Orsolina tremebonda e scandalizzata.
Quindi, come al solito, silenzio kompagni! Non siate ridicoli oltre lo stretto necessario. Biasimo per la cretinata fatta dal leghista, rispetto per il gesto col quale ha accettato le proprie responsabilità.

**UPDATE**
La cosa prende forma. Salvini è stato eletto eurodeputato, quindi doveva scegliere se accettare la nuova carica rimanendo deputato italiano oppure "traslocare" a Strasburgo. E aveva scelto Strasburgo, con i termini per la questione che "scadevano oggi".
Sorge spontaneo il dubbio sulla coincidenza dei tempi: è lui che ha anticipato / modificato la scelta per riparare alla boiata fatta, oppure quel video è stato tirato fuori ad arte dieci minuti prima delle previste e regolari dimissioni per montare un caso contro un barbaro leghista da sputtanare?
Eh, la seconda - visto con chi abbiamo a che fare, la cosa è nata da una "denuncia" di Repubblica - non è mica fantascienza...

Tutto qua?

Embe'? Si riduce a questo ciò di cui Berlusconi "si sarebbe reso amaramente conto"? E questa la catastrofe che "trascinerà l'intero paese nel declino del suo leader"? Sono questi gli "scenari imprevedibili" che si sarebbero potuti aprire? E' questo il "periodo di incertezza" che incombe sulla nostra povera Italia?

Un ignorante pennivendolo del Guardian che scambia il G20 per il G8? E che, bontà sua, decide che l'Italia sarà fatta fuori dal G8 e che al suo posto verrà messa la Spagna? E' veramente questo? Nessuna incriminazione per tratta di minorenni? Nessun avviso di garanzia in diretta mondiale? Nessuna battona d'altobordo che si presenta con un bel filmino girato col cellulare con Berlusconi in pieno sollazzo da settantaduenne senza prostata?
Che delusione. Che tristezza. Che disincanto. Giorni, settimane di attesa, e poi questo.
Nei panni di D'Alema metterei a ferro e fuoco Largo Fochetti, la sinistra italiana (e non solo) non può fare una figura così barbina! C'è una dignità da mantenere! La scossa! Dateci LA SCOSSA!
Magari del quinto grado Richter!

lunedì, luglio 06, 2009

Maximum Impact

Ormai non lo nascondono neanche più, i pennivendoli inglesi sono convinti che tutto il mondo abbia il cervello bollito come i loro lettori, ormai senza speranza e sommersi fino al collo nei tabloid.

«Pubblicheremo nuove foto di Villa Certosa subito prima del G8, per ottenere il massimo impatto.»
Ah, be'. Prego, accomodatevi! Abbiamo ancora qualche pollo, qui in Italia, che già sbava e si straccia il vestitino di cachemere al solo pensiero.

Il Partito prima di tutto

«Lo statuto del Pd va cambiato, le primarie per eleggere il segretario non vanno bene perché attribuiscono ai cittadini il potere di demolire il partito o comunque di invaderlo, di occuparlo.»

Eccola la concezione politica di Massimo D'Alema, stalinista. Questo è il politico i cui collaboratori più stretti sono al centro del ciclone pugliese (prostitute in cambio di favori politici ed appalti), lo scandalo italiano più nascosto dai media che memoria umana ricordi. Questo è il politico che ripetutamente dichiara di essere a conoscenza di imminenti "scosse" nei confronti del Governo, scosse che si rivelano poi puntalmente operazioni da basso regime comunista, diffamazioni a mezzo stampa e manipolazione di cervelli deboli (questo Paese ne è tutt'ora fornito, purtroppo, anche se in clamorosa minoranza). Questo è il politico che utilizza i potentati stranieri gemellati col gruppo editoriale italiano ai suoi ordini per dimostrare che il Paese è sull'orlo di chissà quale baratro. Questo è il politico comunista che non fa politica perché ne ha perso le facoltà nel 1989, assieme a tutto il suo "apparato", e perché ne ha dimenticato definitivamente il significato nel 1994, quando è rimasto accecato assieme ai suoi kompagni dal fulmine di Arcore.

venerdì, luglio 03, 2009

La mala información: Capitolo XII - Terremoto Birichino /2

Dopo l'esilarante sottotitolo col quale il Corriere ha tentato di teorizzare un legame occulto tra il potere berlusconiano ed i terremoti, mi tocca tornare sull'argomento; stavolta, però, non più con ironia ma con lo sprezzo ed il biasimo tipicamente dovuto ai media italiani, nessuno escluso.

Sempre il Corriere della Sera, sempre L'Aquila, sempre il G8.
Nel rendere conto della nuova scossa sismica di oggi (peraltro di notevole intensità), l'anonimo pennivendolo - identificabile quindi con la Redazione e, di conseguenza, col Direttore - scrive questa perla:
[...] La scossa è stata registrata alle 13:03 dall'Istituto nazionale di geofisica che ha rilevato una magnitudo di 4.1. A cinque giorni dal G8 cresce l'ansia sicurezza. L'ambasciata statunitense ha diramato un allerta a tutti cittadini americani in Italia: «particolarmente attenti e all'erta da questo momento, fino al vertice del G8 all'Aquila» [...]
che rincara, alla fine del pezzo, con un'ulteriore, preoccupante frase:
[...] dice il direttore della sezione di Milano dell'Ingv, Fabrizio Galadini. «Al momento - aggiunge - stiamo valutando gli aspetti che riguardano quale faglia possa aver creato questo terremoto». La risposta potrà arrivare solo nelle prossime ore, quando saranno disponibili ulteriori dati.
Intanto massima allerta per tutti gli americani residenti o in viaggio in Italia.
Bullshits. Stronzate, in italiano. Decontestualizzare e virgolettare sono due tra gli esercizi da scribacchino che meglio riescono a questi venduti della disinformazione di regime: l'ordine di scuderia è, oggi e già da qualche settimana, spargere la voce che Berlusconi stia tentando di far fuori i "grandi della terra" facendoli inghottire da un terremoto (del resto, perché avrebbe spostato il G8 dalla tranquilla Sardegna, sennò?). Non solo. I suddetti "grandi" sono così spaventati, ma evidentemente costretti a venire comunque (maledetto dittatorello nano!) che nientepopodimeno che l'ambasciata USA in Italia dirama "massime allerta", tipo un DEFCON-1 di hollywoodiana memoria.

Bullshits. Il pennivendolo che non si firma si guarda bene dal citare la fonte che usa quando parla dell'ambasciata americana. Tocca al sottoscritto farlo: la fonte è, manco a dirlo, l'ambasciata americana. Che nella pagina dedicata agli "warden messages" (gli "allerta" del pennivendolo), al paragrafo dedicato alle manifestazioni di piazza, riporta quanto tradotto e copia/incollato sul Corriere:
(JULY 2, 2009) UPCOMING DEMONSTRATIONS REGARDING 4TH OF JULY AND G8 SUMMIT
American citizens are advised to be especially attentive and alert from now through the Fourth of July and the G-8 Summit in Italy. Please exercise caution as you travel in Rome and around Italy. Several demonstrations are planned over the next ten days that may affect U.S. interests or those of the G-8 countries. [...]
L'ultimo (ed unico) warden message che ha a che fare col terremoto abruzzese risale, guarda caso, al 6 aprile, giorno del sisma.

Una volta di più: non credete ad una sola parola che trovate scritta sui quotidiani (o recitata dai telegiornali). Quanto meno se tenete alla vostra dignità di cittadini.

**UPDATE**
Devono essersi resi conto di aver scritto una boiata e hanno esteso l'articolo spiegando - bontà loro - che le "allerte" sono per le manifestazioni e non per il sisma.
Qui sotto la pagina com'era prima delle correzioni:

Ma ancora non basta. I warden messages sono la normalità, vengono diramati in continuazione e, soprattutto in prossimità di eventi come il G8, sono particolarmente mirati alla sicurezza dei cittadini statunitensi, con espliciti inviti a tenersi lontani dagli assembramenti e a non girare soli o dopo il tramonto.
I pennivendoli, invece, continuano a proporre questa normalità come un'eccezionalità legata a L'Aquila.

Le ragioni del disprezzo

C'è un motivo ben preciso per disprezzare i media italiani, i suoi direttori ed i giornalisti che ne costituiscono la bassa manovalanza: non fanno informazione.
Invece, sono organici a disegni di volta in volta politici, economici, quando non di mero calcolo di vendite. E questo, da parte di un mestiere che si picca di essere paladino di libertà e costruttore di coscienze, è l'insulto più grave. Nessuna scusa, nessuna giustificazione, nessuna pietà.
Aprite i siti Internet dei maggiori quotidiani italiani, tutti quanti, a prescindere dal "colore": cercate le parole "vendola" o "puglia" o "tarantini" o "d'addario" o "manila" o "inchiesta". Non troverete nulla. L'Unità, Il Giornale, La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Tempo, SkyTG 24, Ansa, TgCom. Per trovare un timido trafiletto nascosto bisogna aprire Il Messaggero, che comunque si guarda bene dal nominare le illustri personalità di cui sopra.
Eppure i nomi sono gli stessi, la D'Addario è sempre la stessa puttana d'altobordo e il suo datore di lavoro è lo stesso pappone di lusso; anche il transessuale amico della prostituta è sempre lo stesso; anzi, stavolta ci sono corruzioni vere, appalti truccati veri, scambi di sesso per favori politici veri, un'intera giunta regionale mandata a calci in culo a casa, altarini scoperti ed asini che cascano (soprattutto quelli con i baffi e che vanno in barca). Eppure, silenzio. Muti. Non è successo nulla. Non sta succedendo nulla. La "scossa" di D'Alema non assume nessun significato, ora. Tutto OK.
Ah, già. A ben pensare, una differenza c'è, nevvero?
Patetici scarafaggi. Vergogna! Questa non è "libera informazione", questa è disinformazione di regime! Ci avete costretto ad ammirare il pisello di Topolanek, ora pretendiamo di sapere cosa succede in Puglia! Vergogna!

giovedì, luglio 02, 2009

Le radici dell'odio

Ogni qualvolta mi capita di discutere con qualcuno circa la figura di Berlusconi e la sua fortissima influenza su chi si definisce "di sinistra", il quasi inevitabile epilogo è una serie di insulti diretti al sottoscritto il cui leitmotiv è, più o meno, "tu non capisci un cazzo, sei solo un berluscones".

Per una volta voglio prendere atto della mia presunta incapacità comunicativa e mi faccio momentaneamente da parte per cedere la parola a Fabio Raja che, dalle pagine de Il Legno Storto, riesce certamente molto meglio di me nell'intento.

Le radici dell'odio
di Fabio Raja

Affermare che Silvio Berlusconi politico, è un’anomalia, è un’ovvietà. Con altrettanta onestà andrebbe detto che tale anomalia è la diretta conseguenza di un’altra anomalia: la “pulizia etnica” per via giudiziaria di un’intera classe politica che, tra luci ed ombre, aveva guidato il paese durante la ricostruzione del dopoguerra, l’impetuoso sviluppo economico degli anni sessanta e l’assalto dell’eversione brigatista e delle frange fasciste degli anni settanta e ottanta. Garantendo libertà, democrazia e benessere. Qui non è in discussione se l‘azione dei Magistrati fosse giusta, e probabilmente lo era, o se abbiano travalicato dai loro compiti, e probabilmente lo fecero, o se l’aver graziato i comunisti fosse giusto, lo ritengo difficile, o funzionale ad un progetto che il partito dei PM intendeva attuare.
Qui interessa rimarcare che senza la scelta del Cavaliere di "darsi alla politica", Mani Pulite avrebbe consegnato il paese ai comunisti senza colpo ferire.

La scelta di Berlusconi fu dettata da interessi personali? E’ possibile, anzi probabile ma questa scelta intercettò l’ansia della maggioranza degli elettori che non avevano alcuna intenzione di consegnarsi mani e piedi ai comunisti proprio mentre il comunismo collassava in tutta Europa.

L’aver frustrato non una volta, ma per ben tre volte il sogno dei comunisti e degli ex comunisti di prendere il governo del paese, rappresenta probabilmente la causa prima, il primum movens, dell’odio della sinistra verso l’attuale Premier.

Il Cavaliere, poi, ci ha messo del suo, eccome, per non farsi non dico amare, ma almeno sopportare dai circoli intellettuali e dalle elite progressiste.

Certi atteggiamenti francamente sopra le righe, una vita anche privata che è apparsa quanto meno spericolata, il mantenere un profilo pochissimo, anzi per niente, istituzionale, gli ha procurato l’insofferenza di molti e al tempo stesso il consenso delle masse popolari che lo comprendono al volo e, sebbene ricchissimo, lo sentono vicino, uno dei loro, molto di più di quanto non lo sia, non dico, un Rodotà o un Violante, ma neppure Veltroni e D’Alema.

E’ questa la seconda radice: la rabbia, l’impotenza che nascono dal non sapersi capacitare come un tipo così, uno psiconano, un venditore di tappeti, uno che ignora la grammatica politica e istituzionale, un puttaniere, uno che va con le minorenni, possa guidare il paese e raccogliere un così largo consenso.

A questa domanda, a sinistra rispondono con un’interpretazione semplice e rassicurante: perché ha le televisioni.

E con le televisioni non solo controlla l’informazione, censurando le voci contrarie, ma fa qualcosa di più e di peggio: manipola le menti, crea una sottocultura che abitua a non pensare, enfatizza e pubblicizza modelli deteriori, inquina il pensiero delle masse.

E’ la terza radice dell’odio, che ignora, o finge d’ignorare che la televisione commerciale vende i prodotti che sono desiderati dalle masse. Che se le masse volessero cultura, rete4 programmerebbe Sofocle e Mozart invece che il Grande Fratello e i Cesaroni. E ignora che i format televisivi trash non sono una specificità italiana, anzi sono nati nel Regno Unito o negli USA. Basta possedere una parabola TV per vedere che dall’Europa, all’America al Medio Oriente, la televisione si è ormai omologata e molti, se non gli stessi programmi sono declinati in Italiano, Inglese, Giapponese, Spagnolo ed Arabo.

C’è poi la quinta ed ultima radice dell’odio.

L’Italia è un paese bellissimo, gli Italiani persone geniali. Eppure nella cultura, nella ricerca ed in tanti altri campi, siamo il fanalino di coda d’Europa. Perché? Perché non c’è concorrenza, perché esistono elite che vivono bene, ed a spese della massa, con privilegi e rendite di posizione, e si oppongono fieramente ad ogni cambiamento e perché sicuri che nessuno ha avuto, ha, ed avrà la forza di cambiare le cose.

Oggi un po’ meno sicuri, perché, per la prima volta dal dopoguerra c’è un uomo che ha un grande potere in Parlamento e un larghissimo consenso nel paese, che potrebbe (sottolineo potrebbe) cambiare le cose.

Forse non lo farà, ma potrebbe. Sono preoccupati e non dormono la notte. E per questo odiano.

Riflessi di censura

Nel vortice politicamente corretto della "protezione dei minori", è diventata pratica ormai comune "pixelare" o "sfumare" (più propriamente: censurare) i volti di qualsiasi essere umano sotto i diciotto anni compaia su un giornale o in un servizio televisivo.

Ma a volte, si scade nel ridicolo più di quanto già non lo si faccia di solito: è il caso del Corriere della Sera che, nella fotogalleria dedicata al balcone di vetro della Sears Tower di Chicago, oscura il volto di una altrimenti bellissima bambina bionda, ma si dimentica di fare altrettanto col riflesso dello stesso nel vetro...

Bentornata Italia!

L'Italia entra nel terzo millennio. Ciò che in tutto il mondo, dittature o democrazie, è la normalità in Italia è una roboante notizia da prima pagina, ma va bene così: l'importante è esserci arrivati.

Uno dei capisaldi della politica di centrodestra, la lotta alla clandestinità, è giunta oggi a meta con l'OK del Senato al disegno di legge "sulla sicurezza".
Che, però, andrebbe chiamato "sulla civiltà", dal momento che le norme in esso contenute (e che da oggi sono legge dello Stato) rappresentano il minimo sindacale per considerare una nazione come tale.
Ora, via al pianto ed allo stracciamento di vesti dei soliti terzomondisti della domenica, ad iniziare dal Vaticano che già paventa "dolore" per i poveri migranti. Ma basta sentire una delle argomentazioni della sinistra per avere la cifra dell'ipocrisia di chi si oppone alla civiltà: se da oggi è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno per poter accedere ai servizi delle amministrazioni pubbliche (talmente lapalissiano da rasentare l'insulto all'intelligenza), il ditino alzato dice che così facendo i figli dei clandestini non potranno essere iscritti all'anagrafe. E vorrei vedere!
Lo scopo di questa sacrosanta legge è proprio evitare che la popolazione italiana venga sostituita da orde di clandestini che si riproducono come conigli, protetti dal politicamente corretto e dall'ignoranza, in modo che la loro prole - regolarmente considerata "italiana" - prenda il possesso di questo Paese nel giro di due generazioni in un contesto di assoluta mancanza di regole, con tutto ciò che questo comporta. Ciò, ovviamente, è quanto la sinistra vorrebbe più di ogni altra cosa, dal momento che vede in queste persone quegli elettori che la popolazione indigena ha negato loro: ma per fortuna non governano più, e non lo faranno per lungo tempo.
Chi vorrà entrare nel nostro Paese dovrà farlo perché lo vuole veramente, e perché avrà qualcosa da dare in termini di lavoro, cultura, civiltà. Provvedimenti come questo sono la migliore risposta del Governo alla fame di giustizia degli italiani e, indirettamente, alla becera ignavia delle opposizioni schiacciate dalla loro inutilità su battaglie indecenti e dannose per l'intero Paese.

Bersani maanche no

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Non serve essere dall'altra parte della barricata rispetto a Veltroni per esercitare la nobile arte del "maanchismo".

(Immagine da Corriere.it)

mercoledì, luglio 01, 2009

Serracchiani in love

Ma che tenera. Ha deciso di non candidarsi alla segreteria del Pd, lasciando tutto il campo alle cariatidi del PCI, perché... le sta simpatico Franceschini!

Ohibò, in effetti ha ragione: SuperDario, in questi ultimi mesi, ci ha fatto sganasciare dalle risate con le sue uscite da operetta buffa, ma non credevamo che avesse un tale ascendente su una gentile pulzella tutta grinta e futuro, già canonizzata dal "popolo della rete" (lo stesso che crede alle scie chimiche e che legge Beppe Grillo, ma fa nulla), tanto che per lui molla tutto.
E quando si dice che l'amore è cieco: per la Piccola Avvocatessa Friulana la sua fiamma è addirittura "bravo, innovativo e coraggioso". E avvocato pure lui. Quindi, rappresenta il nuovo.
Vabbe'.

(Grazie a Elly per il gustoso spunto)

**UPDATE**
Non è passata manco un'ora, ed ecco il fuoco di fila della Kompagni Indignati S.p.A. abbattersi come un uragano sulla poveretta, rea solo di essere troppo ingenua: pensava che bastasse fare gli occhi dolci e un discorsetto su YouTube per ingraziarsi gli eredi del PCUS.

martedì, giugno 30, 2009

Finito il fumo, ecco l'arrosto

Il "ciclone" che doveva travolgere Berlusconi ed il Governo s'è rivelato, com'era prevedibile, una loffetta; una volta diradata la puzza, peraltro fastidiosa, ecco apparire lo scheletro che si cercava disperatamente di chiudere nell'armadio prima che qualcuno lo vedesse. Tutto il bailamme, da Noemi in avanti, era solo questo: una cortina fumogena per nascondere all'opinione pubblica la gravità dell'inchiesta barese (quella vera), che si appresta a decimare il già cadaverico Partito Democratico in quella regione.
Ora, i minacciosi venti dell'insicurezza e della gogna mediatica, teoricamente, dovrebbero girare verso i loro mandanti originari, adesso che le teste iniziano a rotolare. Chissà che dalle parti di Repubblica se ne accorgano; o magari no, saranno sempre impegnatissimi nel seguire Berlusconi nel bagno per vedere cosa fa.

lunedì, giugno 29, 2009

La Caporetto di Repubblica

Repubblica, il quotidiano-partito, ha perso. Punto. Finito. Tutto l'amba aradam montato per tentare di abbattere l'odiato nemico, Silvio Berlusconi, ha fallito. E' un'arma ormai spuntata, inutilizzabile, un ferro vecchio.

Il filo glielo ha tolto - tanto per fare una cosa nuova - Berlusconi stesso, quando con uno dei suoi ineguagliabili colpi da maestro ha dichiarato, con apparente candore, che gli italiani lo vogliono così e che non cambierà.
Per chi non coglie la portata di questa semplice affermazione, che potrebbe passare per una delle sue tante spacconate, basti considerare su cosa era basata tutta la gioiosa macchina da guerra (in versione 2.0) messa in moto da Repubblica su mandato del Pd: il ricatto. Visto che sul versante politico a sinistra - per conclamata incapacità - sono anni che non si cava un ragno dal buco, Berlusconi andava sputtanato pubblicamente, in modo via via più esteso e devastante, distruggendone l'immagine e la credibilità fino a costringerlo artificialmente a fare quel passo indietro che alberga nei sogni degli ex- comunisti fin dal 1994, anno in cui il Cavaliere "scippò" l'Italia alla versione originale della gioiosa macchina di cui sopra, all'epoca guidata da Achille Occhetto e dalla longa manus del PCUS.
Ma come si fa a ricattare uno che non ha nulla da perdere né nulla da nascondere? Evidentemente non si può.
Infatti, quella che doveva essere la vittima s'è velocemente (ed una volta di più) trasformata nel peggiore incubo dei suoi aguzzini, avendo smontato in un sol colpo l'impianto ricattatorio con quella semplice frase: si ricatta moralmente e pubblicamente uno che predica bene e razzola male, ma uno che predica e razzola esattamente allo stesso modo, cosa lo si ricatta a fare? Quale imbarazzante informazione si spera di svelare agli italiani, che questi non sappiano già?
A ben vedere, a Largo Fochetti si sono impiccati con la loro stessa corda: spiattellando in pubblico molti dei più personali particolari delle abitudini private di Berlusconi, non hanno fatto altro che "certificare" quanto gli italiani già sapevano dell'uomo che hanno messo a capo del proprio Paese con percentuali mai viste nella storia repubblicana. Il risultato è che la maggioranza (i suoi elettori) o s'è compattata attorno al proprio leader o s'è sganasciata a furia di sbadigli; la minoranza di antiberlusconiani incalliti s'è invece incarognita ancor di più affondando fino al collo nella melma dell'invidia e della bile, perdendo anche l'ultima speranza di uscire dal tunnel nel quale s'è ormai irrimediabilmente persa. Cui prodest?
Non che non fosse prevedibile, beninteso. Così come è facilmente prevedibile che continueranno imperterriti: non saranno quisquilie come una disfatta totale a fermare queste allegre brigate di kamikaze politici, loro continueranno come Lemmings a schiantarsi fino all'ultimo uomo. Ma forse è ora che, dalle parti del Partito Democratico, ci si decida una buona volta a mollare monsignor Scalfari e le sue sgangherate truppe di bucanieri al loro triste destino, ché c'è un'opposizione da costruire. E' il Paese a chieder loro di ridargli la gamba sinistra: così com'è ora, a furia di saltellare sulla sola destra, oltre a fare una fatica del diavolo si rischia anche di inciampare.

giovedì, giugno 25, 2009

Secondo Girone

«Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee».

Josè Saramago, El País, 6 giugno 2009

Ah, scusate, dimenticavo: non parla del H1N1 o della SARS, parla ovviamente di Berlusconi.
Un consiglio da amico: quando vi capita di essere troppo allegri, se vi rendete conto che vi state comportando da farfalloni perché vi sentite felici e in pace col mondo, se vi accorgete di essere appagati e con visioni positive circa l'Universo e voi stessi, fatevi un favore, fatevi cadere i coglioni: cliccate questo link. L'ondata di tristezza e di afflizione al cuore che vi assalirà solo alla prima occhiata sarà la vostra espiazione per le gioie vissute. E che non accada mai più.

L'indignazione è donna

Le babbione indignate chiamano, la First Lady risponde. Ignorandole.

Miglior trattamento non potevano sperare di ottenere. Forse, per le gentili megere, un po' di sana ginnastica a letto è la cura migliore. Chissà che non torni loro il sorriso e che non smettano, così, di farsi ridere dietro.

mercoledì, giugno 24, 2009

Countdown to G8

Il conto alla rovescia è partito, a Largo Fochetti sono tutti infoiati ed hanno consumato i nastri delle ripetizioni dello Shenker: ormai padroneggiano l'inglese come fosse la loro lingua madre.
Del resto l'obiettivo è ambizioso: sputtanare il governo Italiano e l'Italia il più possibile in modo da arrivare al G8 abruzzese con i delegati stranieri in piena crisi di vomito. Lodevole iniziativa, patriottica e degna di rispetto. Ormai di italiano non c'è rimasto praticamente più nulla, nelle parti del giornale dedicate alla nobile causa.
E l'abnegazione dei nostri eroi inizia a portare i primi, limpidi frutti. Continuate così, COGLIONI!

Avanti!

«Non posso riconsegnare il partito a quelli che c'erano prima di me, molto prima di me». Per Dario Franceschini il futuro è molto incerto: tornare a D'Alema o, peggio, a Prodi non si può, ma anche restar fermi al presente (a lui medesimo) tanto sicuro non è. Non resta che andare avanti, per la strada stretta della Serracchiani e del sodalizio con Beppe Grillo. Auguri.

Se lo dice lui

«Non abbiamo vinto». Ora è ufficiale, lo dice il Partito, lo dice Sua Eccellenza el Lìder Maximo D'Alema, e se lo dice lui da questo momento è vero.
Prima, fino a ieri sera, invece il Partito Democratico aveva vinto sia le europee che le amministrative.
Come dite? I numeri non tornavano? Tipo una valanga di province e comuni che passano al PdL? E nessuno che passa al Pd? Il Pd che prende una percentuale ridicola di voti in Europa? E che importa. Il Partito diceva di aver vinto, doveva essere proprio così. Avevamo visto male.
Ora, il Congresso. Chissà se in quell'occasione i Cari Leader "democratici" avranno la bontà di erudire il proprio elettorato sul gruppo parlamentare europeo cui avranno aderito con solo qualche mese di ritardo. Se lo avranno fatto, per quel giorno.

La mala información: Capitolo XI: la foto fasulla

Guardate questa fotografia: è l'unica in possesso alla inarrestabile macchina da diffamazione rappresentata da Repubblica e il Corriere che ritragga nello stesso scatto Berlusconi e la prostituta. Sempre la stessa foto, fin dal principio della storia. Che è poi un "crop" (ritaglio) di un'altra foto, quella vera, che ritrae la battona assieme ad una quantità di persone, e Berlusconi che poteva passare là per caso.

Fa comodo ritagliare uno scatto qualsiasi mettendoci sotto una didascalia tendenziosa, per poi farlo passare per "prova" dai pennivendoli all'amatriciana di casa nostra. Ma questa è la "giustizia mediatica", baby: niente regole, niente prigionieri, sputtanamento a go-go, attacchi a testa bassa.
Certo, a senso unico: perché se si percorre la strada all'indietro, allora apriti cielo! è un attacco alla democrazia.

martedì, giugno 23, 2009

Terremoto birichino

«La terra trema ancora, a due settimane dal G8». Che sfrontata. Diavolo d'un Berlusconi: cosa non si inventa pur di fare la vittima.

lunedì, giugno 22, 2009

Alla faccia della memoria corta

Che a sinistra si soffra di memoria corta è cosa nota, ma Dario Franceschini (leader a perdere del defunto Pd) tenta l'impresa di portare a nuove vette tale concetto. Evidentemente non passa da un po' dalle parti di Prato. E pare che quindici giorni fa non sia successo nulla.

Forse, per svegliarsi, Franceschini ha bisogno di vedere un sindaco ex- forzista a Bologna. Contento lui...

La mala información: Capitolo X

Siamo alla compulsione. Ora non basta che Repubblica ed il Corriere traducano in inglese gli articoli che fanno loro comodo per sputtanare l'Italia, adesso i loro capibranco si mettono a scrivere direttamente le loro articolesse sui giornali stranieri!

Ecco che Ezio Mauro, vice-boss di Scalfari e mandante del sicario D'Avanzo, nonché quello che con tutta probabilità ha sanciato le palanche allo spione sardo, si improvvisa giornalista e si mette a scrivere sul Guardian.
Sono veramente alla disperazione.

sabato, giugno 20, 2009

Lo spiato

Avete presente il video di Sky Tg24 che ritrae Silvio Berlusconi al telefono con il suo avvocato, Niccolò Ghedini?



Bene: questo video, più di ogni altra cosa, dimostra cosa succede attorno al Presidente del Consiglio. Ascoltate la voce di Berlusconi, ora considerate il luogo nel quale si svolge la scena. Cosa stona?
La voce è chiarissima, come se parlasse in un microfono posto accanto alla bocca. La sala era gremita di persone, c'era evidentemente un rumore di fondo fortissimo, eppure la voce di Berlusconi è chiarissima nonostante i due metri e più che lo separano dalla telecamera. Ma si sente anche un'altra cosa: vicinissimi, gli scatti delle fotocamere poste evidentemente nelle immediate vicinanze della telecamera che riprende la scena.
Ancora nessun sospetto? Non viene in mente nulla?
Per chi non ci fosse ancora arrivato, allora lo dico io: microfono direzionale. Quel pirla di Berlusconi ancora non ha capito che ha attaccata agli attributi una muta di coyote in calore, se si affaccia alla finestra in questo momento potrà con tutta probabilità vedere decine di questi coyote appostati con microfoni laser puntati sulle sue finestre, sperando che scorreggi per poi mandare in onda l'impresentabile peto, ovviamente sul sito de El Pais. E poter aggiungere, così, l'unicesima domanda: "Presidente, perché non le fa al mughetto?"

venerdì, giugno 19, 2009

Autostrade multiculturali

Quando, in Veneto, un pullman di polacchi tampona un tir austriaco, venendo quindi a sua volta investito da un camion rumeno e tutti alla fine centrati da un articolato ungherese, che bisogno c'è di pontificare sull'opportunità o meno della multiculturalità in Italia? E' già una realtà. Peccato che non ci sia più traccia di quella italiana.

La mala información: Capitolo IX (lettera al Presidente)

«Sui giornali si continuano a leggere frasi tra virgolette attribuite a Silvio Berlusconi che il presidente del Consiglio non ha mai detto e questo è "scandaloso".
Ecco un campionario di falsità dai giornali di oggi: 'Temo di essere spiato'; 'Sono stato spiato e pedinato'; 'Risponderò colpo su colpo'; 'Il mio avvocato è uscito pazzo'; 'Se vogliono la guerra l'avranno'; 'E' in atto un oscuro complotto'. Tutte queste frasi sono inventate di sana pianta. Ma per garantire la loro verosimiglianza, vengono riportate dai giornali tra virgolette e attribuite al presidente Berlusconi da ignoti interlocutori (mai nome e cognome, per carità!). Questo malvezzo è peggiorato negli ultimi tempi, eppure non abbiamo visto ancora un solo intervento degli Organi dei giornalisti.»

Caro Presidente Berlusconi, converrà con me che chiedere questo è come chiedere ad Emilio Fede di criticare una sua battuta: non si sputa nel piatto nel quale si mangia, né si rinnega la propria... fede (sic!).

I giornalisti - con le dovute, rarissime eccezioni - non fanno informazione, sono solo i commessi di un mercato che vende "news" tanto al chilo e con un tasso di appecoronamento alle mode ed ai momenti ben superiore a quello delle creme per le rughe o dei telefonini. Il "bene" che è in vendita in queste settimane, e che "tira" moltissimo, è Lei stesso e la Sua vita privata. Se ne faccia una ragione, Presidente: sono come bambini cui è stato tolto il lecca-lecca, battono i piedi e strillano, ma non sono pericolosi, sono solo fastidiosi come zecche. Lei li guardi con paterna comprensione, dica loro sempre di sì, e continui per la Sua strada: non si lasci fregare un'altra volta, rispondere "colpo su colpo" (stavolta le virgolette le metto io, ipotizziamo che la cosa Le sia passata per la mente) equivale a legittimarli, e non ne sono degni.

Ascolti invece, e lo faccia molto attentamente, gli appelli di Confindustria (ormai ne grida uno al giorno), della Banca d'Italia e - soprattutto - quello rivoltoLe dal Popolo italiano! Non creda che la marea di voti con la quale Ella e la Sua maggioranza siete stati sommersi nelle ultime due consultazioni sia venuta a causa del Suo sorriso o di qualche altra alchimia: è venuta perché Lei ha promesso - quindici anni fa - di rappresentare l'unica speranza per l'Italia di uscire dal medioevo cui sessant'anni di cattocomunismo l'hanno seppellita, è venuta perché il Popolo Le ha voluto regalare un enorme credito di fiducia nell'imperversare di una crisi economica tremenda.

Un anno fa quel momento è giunto. Tanto già è stato fatto, tantissimo è in vista: ora non dilapidi tutto questo correndo appresso ai decerebrati che La vogliono morto. Loro, a differenza degli aguzzini del Golgota, sanno perfettamente quello che fanno, non meritano di essere riportati sulla retta via né tantomeno di essere gratificati della Sua attenzione. C'è Gedhini per queste cose, credo percepisca un adeguato onorario per frapporsi tra Lei e la melma. Lei ha altre cose a cui pensare, ed il tempo stringe. Si scrolli la polvere dai calzari e passi oltre. Il giorno dopo i ballottaggi per ritrovare tracce di queste storie bisognerà usare il lanternino. Non dia importanza, tiri dritto come sempre. L'Italia non chiede altro.

Per quelli che in Abruzzo il Governo dorme

Ecco, leggano pure qua, se proprio credono alla parola dei peggiori sciacalli mai visti sulla faccia della terra. Roba che Beppe Grillo, in confronto, è Sandro Bondi.

giovedì, giugno 18, 2009

Ma quale complotto!

E' tutto un florilegio di pippe mentali, orgasmi e dotte analisi di fini politologi, ma la spiegazione di quanto sta accadendo in quel che resta della politica italiana è semplicissima, così banale che sfugge: strategia che paga non si cambia.

Semplicemente, visto che al primo giro ha quasi funzionato con la presunta ragazzina facile napoletana, al secondo giro si va giù duri con la vera zoccolona pugliese. Fossi D'Alema, o Franceschini, o Ezio Mauro farei esattamente la stessa cosa: perché arrovellarsi il cervello a trovare nuovi modi di sputtanare l'avversario, quando l'ultimo aveva funzionato così bene?
In tempi di crisi, del resto, tocca fare economia: i neuroni quelli sono...

D'accordo con Fini, quasi.

Dopo l'infinita tiritera di ditini alzati e distinguo che sono arrivati a puzzare tremendamente di marcio, il Presidente della Camera finalmente si lascia andare ad una dichiarazione di buon senso che coglie nel segno, seppur condita dal germe del maanchismo.
Quando parla infatti di «delegittimazione reciproca tra avversari politici», Fini fa finta di non vedere che la delegittimazione è tutto fuorché a doppio senso. Si capisce che il suo ruolo (da egli preso così seriamente) gli impone di essere super partes a prescindere, ma sarebbero necessari quel minimo di aderenza alla realtà tale da rimanere credibili e - perché no - un bel moto di reprimenda nei confrondi di una parte politica (la disastrata sinistra) che ha del tutto perso la strada della ragione trascinando l'intero Paese su una china estremamente pericolosa.

Una cosa, però, va isolata nella presa di posizione finiana e girata sana com'è ai piani alti del PdL: che non si ripeta il madornale errore compiuto da Silvio Berlusconi quando, un paio di settimane fa, s'è fatto trascinare mani e piedi nella melma preparata da Repubblica sulla diciottenne napoletana. Il Paese chiede a gran voce che il Governo governi, ce n'è un disperato bisogno, il tempo stringe: proprio per questo la sedicente "opposizione" fa di tutto per impedire lo svolgimento delle funzioni all'esecutivo ed al Parlamento democraticamente eletti; ed in questo non si discosta di un millimetro dai pasdaran iraniani che sparano ad alzo zero sui dimostranti. La cultura di provenienza è la stessa, non lo si deve mai dimenticare.
Anche se si auto definiscono "democratici" e "progressisti", in realtà quelli tra loro che tramano e strisciano nell'ombra sono solo oscurantisti, retrogradi, amanti del potere fine a se stesso, se ne fregano altamente della nazione e del suo popolo; in poche parole sono pericolosi sovversivi che, nel migliore dei casi, vanno isolati ed ignorati. La Storia li sta già isolando a livello mondiale, ora sta al Governo ed al Parlamento ignorarli, riconsegnandoli così al nulla dal quale sono venuti e cui sono comunque destinati.
Magari, così facendo, quelli tra loro che hanno invece a cuore il futuro loro, dei loro figli e di questo Paese potranno emergere dalla melma e costituire, un giorno, quell'alternativa credibile e seria che ogni democrazia abbisogna e che ogni italiano dotato di cervello e cuore chiede a gran voce.

mercoledì, giugno 17, 2009

Uno sbadiglio vi sommergerà

Ormai sappiamo come funziona. Abbiamo già visto la bufala in azione, conosciamo il finale.

Cambiano gli attori, cambia la scena, cambia la trama, ma la storia rimane sempre quella; il popcorn è finito da un pezzo, lo sbadiglio è arrembante, la palpebra s'abbassa. Il tizio accanto già russa.
Titoli di coda.

Un consiglio da amico ai sinistrati: provare a vincere le elezioni democraticamente, per merito vostro, no eh? Dico così, tanto per dire. So che è difficile, so che in assenza di meriti dovete arrabbattarvi come potete; ma il mondo non finirà l'anno prossimo, avete tutto il tempo che volete per rimettervi in carreggiata, crescere, iniziare timidamente a fare un po' di politica e magari, in capo a un paio di decenni, arrivare a livelli di accettabilità minima di fronte agli elettori.
Di qua, intanto, non si muore certo di noia: c'è il partito, c'è il leader, c'è la presenza capillare sul territorio (tutto il territorio), c'è una politica chiara e determinata, c'è una quantità di cose da riparare e rifare che la metà basta (tanto per dirne una, guardate cosa avete combinato alla nostra scuola: per rimettere assieme i cocci ci vorranno decenni). Quindi, tranquilli: nessuno vi disturberà. Concentratevi, fate mente locale. Ce la potete fare.

Ma, per carità, piantatela con questi giochini da bambini idioti: vi fate solo del male, e non ne avete proprio bisogno. Come non he ha bisogno l'Italia, che state annoiando a morte.

Finti tonti

Il sicario D'Avanzo si sbraccia nello spiegare l'archiviazione dell'inchiesta sui voli di stato come il prodotto di una sorta di guerra tra procure (e non certo dell'inesistenza del "caso" stesso), mentre ci mette una pietra sopra e dice che, in fondo, era una battaglia persa in partenza (si decidesse, però: guerra tra toghe o battaglia persa?).

In ogni caso "tralascia" (trad.: evita accuratamente) di ricordare agli incauti lettori del suo impresentabile foglio che l'inchiesta è stata avviata ad una settimana dalle elezioni ed è stata archiviata una settimana dopo le medesime. Che per il sicario in questione e per i suoi mandanti la cosa appaia del tutto normale non è una novità; basta che non pretendano che lo si pensi anche tra le persone normali.

martedì, giugno 16, 2009

Prima o poi vengono a galla

Si sa, certi "materiali" galleggiano e per quanto si cerchi di tenerli nascosti sotto il pelo della melma, prima o poi vengono a galla. E puzzano.
Così, la visita di Berlusconi negli USA che non fornisce alcun appiglio (nonostante gli scomposti tentativi) e la richiesta di archiviazione per la bufala dei voli di Stato arrivano contemporaneamente a smascherare (per ora solo in parte) i patetici tentativi dei disperati del Partito Democratico di buttarla in caciara al fine di coprire il vuoto politico e la totale assenza di voti.
Sappiamo che questo non farà che incarognire i suddetti "democratici" che, per il Supremo Bene Del Popolo (per carità!), non esiteranno ora ad alzare il tiro; del resto, il G8 a L'Aquila è sempre più vicino e a loro non mancano certo menti fantasiose.
Qui è come al cinema, si aspetta il colpo di scena con il popcorn in bocca.

La mala información: Capitolo VIII


E continuano. I magnaccia di Largo Fochetti non si stancano e perseverano imperterriti con la stupida pratica di tradurre in inglese e sbattere in prima pagina solo le articolesse che il Partito comanda loro.
E loro, allineati, coperti e trinariciuti come non mai, signorsì! eseguono come un sol uomo. E poi blaterano di "stampa libera".

lunedì, giugno 15, 2009

Duri a morire

Strategia che paga non si cambia. Massimo D'Alema, deus ex machina della disastrata carretta del (centro)sinistra italiano, non lo manda a dire: in occasione del G8 dell'Aquila il Partito Democratico tenterà il bis del novembre 1994 quando, nel pieno di una conferenza internazionale sulla criminalità organizzata, la Procura di Milano fece filtrare per mezzo del Corriere della Sera la notizia che Berlusconi - allora premier - sarebbe stato indagato per corruzione, evento che scatenò la caduta del governo e la presa del potere da parte della sinistra per mezzo di Labmerto Dini, prequel dell'infinita serie di passaggi di mano tra amici, tutto meno che democratici, che terminò solo nel 2001. E i soliti media complici rincarano la dose e fanno da cassa di risonanza.

Che si tratti di pura fuffa, di parole al vento studiate però ad arte (non dimentichiamo che la campagna elettorale non è finita, il 21 ci sono i ballottaggi-chiave nelle roccaforti rosse) pare non importare, sono solo dettagli. L'importante è il messaggio, in perfetto stile sovietico: non importa quanto disastrato sia il Partito Democratico, non importa che goda di un consenso popolare bassissimo e che sconti direttamente la stanchezza (anzi, la rabbia) del suo elettorato nei confronti di una politica inesistente, nelle more dannosa; la cosa importante è insinuare il dubbio, distrarre le menti, seminare la zizzania dell'instabilità, della precarietà, dell'incertezza. D'Alema è maestro, in queste cose: come politico è men che mediocre, ma come ambasciatore e primo interprete delle pratiche staliniane è unanimemente riconosciuto imbattibile.
La sfacciataggine con la quale lui ed i suoi compagni sbattono in faccia all'opinione pubblica le loro intenzioni la dice lunga sul livello di assoggettamento di quest'ultima nei loro confronti, per lo più a livello subliminale (e quindi di sostrato culturale): lo sprezzo per la sovranità popolare sbattuto in faccia al popolo stesso è tipico, da manuale, cristallinamente rintracciabile in tutti i testi di dottrina politica politica comunista e la sua spudorata diffusione per mezzo delle televisioni di stato e dei maggiori quotidiani - senza che nessuno senta il bisogno di alzare un solo sopracciglio - è rivelatrice dell'ampiezza e dalle portata di ciò che Berlusconi, in maniera drammatica ma non certo fuorviante, chiama "complotto eversivo". Nella foto, un indizio.

domenica, giugno 14, 2009

Oh my God! /2

Non lo farò. Non mi unirò al coro di scandalizzati che fanno le orsoline turbate dal ritorno delle Camicie Nere o, meglio, delle SS. Non piagnucolerò sulla tomba della democrazia né su quella della libertà, né tantomeno la butterò in caciara chiamando in causa i poliziotti che fanno la colletta per mettere la benzina alla propria volante.

No, non lo farò. Però, mi farò un pacco di grasse risate alla vista di questa specie di Vito Catozzo che se deve essere quello col compito di spaventare i Brutti Negri che infestano il nostro Bel Paese Ariano, stiamo freschi.

venerdì, giugno 12, 2009

Oh, my God!

Ripetiamoci compulsivamente: ci serve il suo petrolio, ci serve il suo petrolio, ci serve il suo petrolio...

Reciprocità

Nella foga condannatrice di ingiustizie e commemoratrice di eroi che ne contraddistingue il mandato, il sindaco di Roma Gianni Alemanno è giunto alla voce Enrico Berlinguer: a 25 anni dalla sua morte, nel ricordare il "richiamo alla sobrietà, all’austerità come stile di vita contro il consumismo, un modo diverso di stare insieme e di mantenere la coesione sociale" dell'inventore della superiorità culturale della sinistra, tra le altre cose dice:

«Enrico Berlinguer fu un grande leader popolare e, quando morì, non a caso, venne onorato dall’allora leader del Msi Giorgio Almirante. [...] Ebbe il merito di spingere il Pci oltre la tradizione comunista e filosovietica, grazie ad una visione lungimirante ed europeista. Roma deve necessariamente dedicargli una via; per questo motivo auspico che si riapra il dibattito su questo tema. La storia non deve far paura a nessuno.»
Ce lo vedete Walter Veltroni, sindaco di Roma, dire una cosa del genere su Almirante? O Luciano Violante, sindaco di Roma, dedicare "necessariamente" una via a Pinuccio Tatarella? Forse, tra cinquant'anni, avremo a Roma una piazza Gianfranco Fini, il fascista che però detronizzò Berlusconi. Ah be': allora, sì, i meriti sono meriti.

[Foto: 06Blog.it]

giovedì, giugno 11, 2009

Guidare (contromano) a 85 anni

Con tutto il rispetto per le persone anziane (ce ne fosse di più!), ma leggere notizie come questa, anche senza voler generalizzare, fa pensare.

Tre morti (l'anziano, una donna ed il feto di cinque mesi che questa portava in grembo), una famiglia distrutta (in auto con la mamma morta c'erano gli altri due suoi figlioli, di 4 e 6 anni, gravissimi) e tutto per il solito problema: un automobilista avanti in età che imbocca una strada contromano.
Ora, se dopo numerose segnalazioni di altri (fortunati) automobilisti il signore continua imperterrito nella sua corsa mortale fino ad uccidere, allora vuol dire che non doveva avere più la patente. Chi ha sbagliato? E' sbagliata la legge? Non è stata applicata?
Di certo, se già morire in un incidente stradale è assurdo, morire in questo tipo di incidenti è un insulto.
Per non sbagliare: fissiamo intanto un paletto facile facile, dopo gli ottanta basta con la patente. Sano o non sano, non importa: i neuroni quelli sono, così come l'arma rappresentata dall'automobile quella è. E intanto si limitano i danni.
Poi, pensiamo a come controllare lo stato psicofisico delle persone in avanzata età. Poi.

**UPDATE**
Il bimbo più grande non ce l'ha fatta, è morto in ospedale. Quattro morti. Per un rincoglionito che non doveva avere la patente.

Cara Veronica ti scrivo...

Ora, sarò io strano che non comprendo cosa sia una lettera spedita ad un quotidiano a tiratura nazionale, e per di più su un argomento che ha tenuto banco per tutta una campagna elettorale; ma leggendo la nuova comunicazione a mezzo stampa della signora Lario francamente il dubbio che qualcosa che non va ce l'abbia lei (e non il marito) mi sta sorgendo.

«In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale.
Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.
Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia.»
Punto. Tutto qua.
Embe'? Che roba sarebbe? Qual'è la verità? Qual'è la ragione dello spiattellamento sui giornali? E perché sta continuando? Di cosa ha bisogno?
Ma, soprattutto: di cosa crede che abbiamo bisogno noi?

mercoledì, giugno 10, 2009

La cravatta non fa il politico

S'è messo la cravatta, e pure la giacca (chissà che sudata), ma dentro rimane il solito: andare al Senato a dare della zoccola e del delinquente a destra e a manca lo qualifica una volta di più per quel che è.

Lui la chiama "democrazia dal basso", io la chiamo "democrazia del basso ventre". Ed il fatto che non abbia ancora sbraitato sul blog i risultati delle sue liste civiche la dice lunga sul "successo" di questo tipo di pseudo-democrazia urlata e basata sull'insulto e sulle bufale medìatiche.
Non ho controllato (non mi va di certo di spulciarmi tutti i risultati alla ricerca delle briciole, e Google non aiuta), ma sospetto che non sia andato molto oltre gli scarsi risultati ottenuti in passato.
L'esortazione per il comico genovese rimane sempre la stessa: scenda lui in politica, non mandi avanti gli altri mantenendo per sé il divertimento e le mani libere di picconare. Ne acquisterebbe in credibilità.